Aspi da favola. L’Apertura può aspettare

Aspio record big pietro invernizzi
Big Aspio!
Aspio record big pietro invernizzi

Big Aspio!

La voglia di pescare non passa con il passare del tempo. Cresce. Inesorabile, come inesorabili si susseguono i giorni della settimana, l’attesa per la prossima battuta di pesca si carica di aspettative.

Tempo fa la stagione della pesca alla trota, da fine febbraio a ottobre, era la protagonista, solista indiscussa della mia stagione di pesca; tutte le altre uscite erano il coro nel mio concerto alieutico.  Questo periodo dell’anno si viveva aspettando l’Apertura (apertura della stagione di pesca alla trota).  Oggi l’Apertura può aspettare.

Oggi suona una sinfonia in cui tutti gli strumenti sono protagonisti, tutte le prede mi fanno sognare ad occhi aperti!

Bass e lucci d’autunno, aspi e siluro d’inverno, fughe di spinning marino, e mille altri imperdibili appuntamenti per cui puntare sveglie all’alba e passare la serata a preparare meticolosamente l’attrezzatura!

Il mio amico e grandissimo pescatore Zua, alias Fabio Zuanon, mi ha confermato la sua disponibilità ad un’uscita in barca sul Po ed io letteralmente non dormo la notte nell’attesa. Non vedo l’ora! 

Paesaggi del Po

Paesaggi del Po

Il Po, il Grande Fiume, è un amore che mi sta travolgendo sempre più e già so che non mi lascerà mai. Poterci navigare poi, è un’esperienza straordinaria. Ogni volta che mi capita ne parlo per giorni a chiunque mi capiti davanti… Paesaggi d’altri tempi, natura selvaggia, atmosfere romantiche e decadenti, piene di fascino e mistero.

Per la caccia agli aspi la barca è un enorme vantaggio, l’aspio puoi trovarlo solitario oppure abbrancato in aree più o meno ristrette, in entrambi i casi se riesci a battere tanta acqua hai più possibilità di trovarli davanti ai tuoi lanci.

Ma non è solo questo che mi eccita tremendamente all’idea della pescata in barca con Zua.

Mi esalta il fatto di poter imparare ancora moltissimo di tecniche di cui so poco, ovvero come manovrare la barca per pescare al meglio ogni diverso spot. Perché non è scontato che la barca sia un vantaggio, infatti se usata impropriamente si può trasformare in una “spaventa pesci”. Potremmo trovarci inconsapevolmente sopra i pinnuti a lanciare in acque sterili, oppure potremmo averli fatti scappare con onde e rumore. Ogni tipo di sponda e di velocità di corrente del fiume richiede un approccio diverso… avvicinamento, ancoraggio o “drift” (scarroccio controllato) deve essere fatto con criterio. Zua è un esperto, un veterano del grande fiume, ed io un avido apprendista.  Con lui ho fatto una memorabile pescata alcuni mesi fa, andammo a siluri.

Adesso la caccia è dichiarata: aspi, aspi di taglia!

Canna in piega!

Canna in piega! GLoomis NRX 822 sr, 5/16 oz, Stella 4000, Power Pro 20lbs

All’ora dell’appuntamento sulla statale è ancora buio pesto, neppure il bar è aperto, sono arrivato in largo anticipo sperando in una lauta colazione… aspetto dormicchiando, stropicciato tra il volante ed il sedile.

Il meteo dava sole oggi, una calda giornata di sole. Infatti piove fitto. Alle prime luci stiamo calando la barca con la gru, il fiume silenzioso e grigio, la accoglie nella fitta bruma.  Mentre planiamo veloce sull’acqua, qualche luce è ancora accesa sulla sponda ed è circondata da un alone sfumato di nebbia.  La pioggia è leggera, non troppo fastidiosa, non fa neppure freddo. Sembrano essere condizioni perfette per pescare. Lo sono.

Arriviamo piano sullo spot, il grande motore a scoppio è spento da un pezzo e la barca scivola sull’acqua di traverso alla corrente, spinta in un sussurro dal piccolo motore elettrico di prua.

Tace anche lui. Siamo in piedi, le canne in mano, parliamo a bassa voce, emozionati, <Guarda là!>, <E’ una cacciata… Guarda guarda!>, Fabio è un gentiluomo, insiste perché io faccia il primo lancio. Parte la mia esca verso il punto dove vediamo l’acqua rompersi in segno di straordinaria attività. “Cacciate”, ovvero aspi che stanno inseguendo prede, che rompono la superficie dell’acqua con la pinna dorsale o con tutto il corpo nell’atto di attaccare altri pesci.

Dopo pochi giri di manovella prima botta e primo aspio. Foto di rito. Lancia anche Fabio. <C’è!> Eccone un altro! E’ un momento di pura euforia, non capita spesso su pesci selvatici di trovare una simile concentrazione e una simile attività… Sembra di pescare una “mangianza” in mare!

Il primo aspio del giorno!

Il primo aspio del giorno!

Altri due lanci, altri due aspi!  Siamo folgorati da un’idea: pescare “Top Water”! Certo, probabilmente ne prenderemo di meno, ma vuoi mettere l’adrenalina e la soddisfazione di veder esplodere l’acqua dietro alla tua esca? Usiamo due piccoli WTD (walking the dog: esca che si muove a zig zag in superficie. N.d.R.) … Ci godiamo la scena di diversi attacchi esplosivi! Quasi tutti mancano gli ami, ma la scena è impagabile… inseguimenti rabbiosi ed esplosioni di spruzzi sulle esche!

Fabio però non è soddisfatto della taglia delle nostre catture. <Provo a lanciare verso il largo e più a fondo; magari trovo quelli grossi…>

Monta un ondulante pesante e lancia. Dopo poco lo vedo ferrare deciso! E’ incannato con qualcosa di grosso. Troppo grosso…

<Siluro!> mi dice. Zua è calmo quando combatte i pesci, l’ho visto in altre occasioni e lo è anche adesso, con un pesce di grandi dimensioni con attrezzatura leggera.

Zua lotta con il siluro!

Zua lotta con il siluro! Canna 1 oz, filo 30lbs

Non sono di grande aiuto, fa tutto da solo… manovra il motore elettrico con i pedali a terra e combatte il pescione tenendo saldamente canna e mulinello. La canna da 1oz è piegata all’estremo, il suo Twin Power canta. Passano diversi minuti prima che il glano si aggalli. Finalmente posso essere utile… Quando ne ho l’occasione, appena il pesce sembra essere davvero stanco e ormai vicino alla barca, allungo le mani nella sua bocca. Cerco di evitare attentamente l’ancoretta dell’esca e stringo forte con entrambe le mani la mandibola inferiore. Ce l’ho! Con uno slancio all’indietro, non senza un certo sforzo, lo isso in barca. <Aléeee!> Esultiamo! Ci portiamo con la barca su una spiaggia vicina e con l’aiuto di un telone su cui adagiare il pesce, scattiamo qualche foto di rito. Grande soddisfazione un pesce di 180cm con un filo trecciato da 30lbs, una piccola esca e una canna da meno di 30 grammi di potenza!

Pietro_Zua_Siluro

Un gran siluro preso pescando aspi!

La bruma si è alzata, le sponde ora si vedono nitidamente, ma il cielo resta grigio e qualche goccia di pioggia cade sporadicamente.

Lo spot degli aspi è ormai compromesso: altre due barche di pescatori, come avvoltoi, avendo visto la lotta si sono ancorate dove prima eravamo noi.

Ce ne andiamo.

Proviamo un “drift” lungo una sponda promettente… Molti lanci non danno alcuna emozione, a parte il piacere di essere in pesca in un paesaggio fiabesco.

Finalmente una botta tremenda flette la mia canna, ferro lungo, non sento la classica tirata dell’aspio, sento colpi sordi. <Dev’essere un piccolo siluro!> dico a Fabio, ma presto una pinna taglia l’acqua là dove finisce il mio filo… E’ un aspio. Di quelli grossi.

Mi offre una fantastica resistenza e alla fine decidiamo di guadinarlo.  Lo misuro, per pochi centimetri è il mio record personale, pesce stupendo.

Siamo galvanizzati. E’ già una giornata da ricordare.

Pochi minuti dopo tocca a Fabio. Grande ferrata, lotta degna e guadino. Un altro colosso di questa specie, di poco più piccolo dell’altro.

BIG ASPIO

BIG ASPIO

L’attività si ferma. Si fermerà per tutto il resto del giorno. Non più catture ravvicinate. Proveremo altri spot, tratti di fiume poco battuti, prismate, sabbioni, sponde con folta vegetazione, spianate ampie in centro fiume… ogni tanto qualche aspio solitario ci intratterrà fino a metà pomeriggio.

Il mio amico si aspettava ancora più catture, specialmente da alcuni punti a lui noti. Ad un tratto  mi dice: <Questa passata che stiamo per fare mi ha sempre, dico sempre, dato soddisfazioni…>

Con questa premessa sono concentrato come fosse un esame di laurea. “Laurea in Aspiologia Avanzata”. Diversi nostri lanci passano nel silenzio, all’improvviso, in pochi centimetri d’acqua, la mia esca è fermata delicatamente, una piccola tocca. D’istinto ferro deciso, e una potente testata risponde!

Siamo ancorati e la lotta contro corrente aumenta l’emozione di questa cattura. Finalmente a guadino. E’ grosso… <Sarà più grosso degli altri?>

Aspio record big pietro invernizzi

Aspio “Giapponese”, ma comunque molto grosso!

Lo misuriamo e scopriamo che batte il mio recentissimo record di mezzo centimetro. Nuovo personal best! Ridiamo, prendiamo in giro questa mia ossessione della caccia al “record”. In realtà so bene che non è questo l’importante a pesca. L’importante è essere nella Natura e sentirmi parte di essa, essere in pace, godermi il fluire del fiume e sincronizzare il fluire dei miei pensieri alla pace delle sue acque. L’importante è condividere emozioni in amicizia.

L’importante sono mille sensazioni di un lungo percorso di ricerca, una ricerca ancestrale di comprensione delle leggi di Natura, una ricerca di comunione con l’acqua. La preda più ambita è una consapevolezza sempre più profonda e una serenità che non si trova altrove, lontano dall’acqua.

Paesaggi del Po

Paesaggi del Po

Altri aspi, non più di taglia, di tanto in tanto, ci ricordano che la giornata sta andando alla grande. Sporadiche abboccate che arrivano proprio quando cominciamo a pensare che ormai le catture siano finite. Scende il crepuscolo e lanciamo fino a buio, lanciamo e rilanciamo, mai paghi di stare in pesca.

Infine sistemiamo in ordine ogni cosa dentro la barca, accendiamo il motore a scoppio, planiamo verso l’ormeggio su un fiume ormai scuro che sembra essere solo nostro. Non ci sono altre barche, non ci sono i pescatori sulle sponde. Grazie Fabio, grazie Po; ci rivedremo presto fiume.

Rock’n’Rod

See You Spoon

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