Hot River Po… Caspita che aspi!

Big Aspio record per Pietro Invernizzi
Pietro e un big aspio del Po!

Aspi_siluri_con_anonima_cucchiaino
Fino a qualche tempo fa, le nostre sporadiche uscite sui fiumi di pianura, erano chiaramente un ripiego, un modo per pescare sempre e comunque in attesa della magica “apertura della pesca alla trota” di fine Febbraio. In un recente passato abbiamo iniziato a pescare più spesso questi grandi serpentoni d’acqua delle nostre terre, soprattutto il basso Adda ed il Po. A farci innamorare della pesca sui grandi fiumi sarebbe bastato il semplice eppur potente fascino di questi paesaggi, ma un’uscita dopo l’altra si è aggiunta la magia di catture sempre più frequenti…

Big Aspio record per Pietro Invernizzi

Pietro e un big aspio del Po!

Complici dei nostri piccoli successi sono stati senza dubbio le esperienze fatte con un cappotto dopo l’altro, lo studio accurato di Google Maps, ma soprattutto le pescate, le lezioni e i consigli di altri pescatori più esperti di noi in questi ambienti, come Mario Narducci, Fabio Zuanon o Ale Negri.  Siamo ancora dei novellini in queste pesche, ancora tantissimo da imparare ma, con le condizioni giuste, qualche cannata rovente ce la siamo fatta!

Ormai non è più una “pescata di ripiego”, ormai andare a spinning sul Po ci carica di adrenalina ed aspettative, al pari di tutte le pescate degne di questo nome, ci ruba i pensieri dal lunedì mattina fino al venerdì sera

e la mattina del sabato, anche se hai dormito solo 3, dico letteralmente, 3 ore, salti su dal letto carico come un cannone alle 5.30!

Pronti per l'alba!

Pronti per l’alba!

Ieri ci ha scritto un nostro lettore di lunga data, Diego, ha chiesto di venire a pescare con noi… Jacopo ed io ci abbiamo pensato un po’, il triangolo no, non l’avevamo considerato ma del resto come dice la canzone, la geometria non è un reato. 

<Lui chi è? Ma perché l’hai portato con te?>  Domande lecite, ma non per noi anonimi, accogliamo subito questo padawan con raffiche di battute gagliarde, blasfeme e provocatoriamente omofobe… così, tanto per tastarne tempra e savoir faire. Fortunatamente Diego regge bene il colpo e si rivela all’altezza della giornata che lo aspetta!

Non sono proprio le primissime luci, ma è comunque l’alba quando ci distanziamo uno a circa trenta metri dall’altro lungo un grande spiaggione di sabbia bagnato dal Po. I primi lanci hanno sempre qualcosa di speciale… è una diga che crolla liberando emozioni, è un fluire di endorfine, è la fine dell’attesa. Non c’è segno di attività superficiale, ma dopo forse meno di cinque lanci SBAM eccolo in canna il primo proiettile d’argento! Ingannato da un piccolo rapalino argentato. Sarà l’aspio più grande di giornata, un bel bestione. Foto di rito e grinta giusta.

Pietro e un big aspio del Po!

Pietro e un big aspio del Po!

Le esche sono sempre le stesse: piccoli minnow argentati, lipless crank o lipless classici dai lanci lunghi e affondamento rapido, intramontabili ondulanti argento. Canna da 5/16 per me, da circa un’oncia per i compari, tutti con treccia sulle 20 libbre e finale in fluoro 0,35 mm. E’ importante fare lanci lunghi e stare in contatto con l’esca e con il fondo, se non mangiano negli strati superficiali.

Il sole sale e qualche aspio viene a riva per me e per Jacopo!

Strike the pose!

Strike the pose!

Ogni tanto ci fermiamo, ci sediamo sulla sabbia e chiacchieriamo dieci o quindici minuti per “far riposare l’acqua”; si parla di carburatori e macchine da rally, dell’importanza del ruolo della donna per la sua straordinaria complementarietà con i desideri ancestrali dell’uomo, ma anche di storie di pesca e di tecnica di pesca. Si beve, anche il whisky che Diego ha rubato a sua nonna, e si fuma… cioè si dimostra con la pratica che pescare fa bene alla salute! Intanto i pesci disturbati dai nostri mille lanci di prima, tornano sereni e tranquilli ai loro posti…

Pubblicità progresso: pescare è sano! Smoking & Drinking

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Diego sta ancora cappottando, ma l’attrezzatura non è azzeccatissima e lanci troppo corti non lo aiutano molto, gli presto la mia canna, la fedele GLoomis NRX con il Sustain 5000 (appena revisionato e ribobinato), su cui ho appena armato un ardito da 12 grammi doppiato. Fa un primo lancio timido… Inizia il recupero…  SBAM!

<Non è un aspio! E’ grosso!>

Lo vedo bene che è grosso, è una scena che abbiamo già vissuto altre volte… siluro, anzi silurone in canna… Il mulinello sfriziona come posseduto, il filo esce veloce e non c’è modo di contrastare le fughe di questo pesce, del grande predatore del Po, il Glano.

Le ultime due volte dopo un circa 15 minuti di lotta il 20 libbre si è rotto… frizione troppo stretta forse, nel tentativo vano di frenare un colosso con un capello. Questa volta insisto con Diego perché non stringa troppo la frizione, filo in bobina ne abbiamo in abbondanza e gli ostacoli sono pochi… proviamoci, alle volte i miracoli succedono!

Facciamo il tifo per lui, Jacopo ed io, lo incitiamo, lo seguiamo su e giù lungo la riva e a volte anche in acqua se serve… E’ uno  scontro epico, dopo 30, dico 30 minuti cronometrati, non stimati a naso, il filo si ferma, immobile. Ostacolo. Fondo. Sensazione orribile.  Ci speriamo ancora, ci speriamo tanto. Proviamo in tutti i modi a cambiare angolazione, ad allentare o stressare la situazione, affinché si liberi dall’incaglio il filo e magari il pesce, che con ogni probabilità ha già rotto tutto, riparta ancora allamato. Quando scade l’ora, sì, un’ora intera di cinema drammatico, Diego deve prendere la decisione, compiere l’infame gesto… Con la nostra mano sulle spalle, tira, tira, tira e rompe.

Aspio su Shadow Rap, GLoomis NRX 5/16, Sustain 5000 e Sufix 832

Aspio su Shadow Rap, GLoomis NRX 5/16, Sustain 5000 e Sufix 832

Il sole è allo zenit, tempo di panini, di riposo, di commentare la storia appena vissuta e decidere dove andare a pescare nel pomeriggio.

Il segreto è non guardare i troppi rifiuti sparsi qua e là ed ignorare certe baracche fatiscenti in lontananza, concentrandosi piuttosto sulla meraviglia dei riflessi del sole sull’acqua, sulla grande bellezza dei campi coltivati, dei filari di alberi regolari che lottano con rovi caotici e selvaggi,  da quei rovi arriva il verso del fagiano. Si sta bene, si chiacchiera si mangiano i panini seduti sull’erba, e la vita torna a essere straordinariamente semplice. Vivere ed essere felici, in momenti come questi, sembra essere davvero facile.

Aspione per Jacopo!

Aspione per Jacopo!

Abbiamo deciso di provare un posto nuovo, cinque minuti di macchina e altri dieci a piedi lungo l’argine del fiume.

Infine camminiamo lungo la sponda e lanciamo… lanci a vuoto, senza catture. Cerchiamo con lo sguardo dei segnali sull’acqua che ci dicano se ci sono ostacoli, buche o cacciate.

Aspio all'amo!

Aspio all’amo!

Jacopo resta indietro, io e Diego troviamo un rigiro di corrente che sembra essere una bella buca. Dopo appena due lanci ho la canna piegata! <Siluro!> grido. L’ho riconosciuto subito per il modo di lottare. <Piccolo!> Vedo la codata a galla e sento che non prende frizione; comunque è 40 metri a valle nella corrente ed io ho pur sempre una cannetta da 5/16 di oz, la battaglia è divertente ed il baby-siluro è a riva. Chissà com’era quello che purtroppo ha rotto… Dispiace, ma se cerchi aspi cerchi aspi, ed il siluro deve essere considerato solo un “inconveniente”.

Glano alla mano

Glano alla mano

Adesso siamo tutti e tre a tempestare l’area di questo interessante salto d’acqua… Le frecce d’argento con regolarità ci fanno esultare! Abboccano piuttosto lontano e apprezzano variazioni di esca e di velocità di recupero. Ne prendiamo diversi, anche Diego ci regala la grande gioia di prendere un aspio con l’Anonima Cucchaino! Rock’n’Rod.

Diego e il suo Aspio!

Diego e il suo Aspio!

L’esercizio è ripetitivo all’apparenza, lanci lungo, recuperi. Ti sposti un po’, ripeti. In realtà ad ogni lancio provi a sondare profondità diverse e azzardi recuperi diversi, vere e proprie “interpretazioni” dell’esca che stai usando. Immagini i movimenti del tuo inganno e aspetti la botta, l’attacco del predatore. E lancio dopo lancio l’aspettativa cresce. E’ una giornata fortunata e, le aspettative sono spesso ripagate, fino all’ultima luce, fino a quando il fiume si incendia nelle luci del tramonto, i nostri piedi sono ormai assiderati ed è ora di tornare a casa.

Tramonto sul Po

Tramonto sul Po

Camminando esaminiamo i motivi di tante catture, tra questi annoveriamo l’assenza della luna, <Perché la luna è calata, no?> ; <Sì, sì, dovrebbe essere luna nera ormai…> Ne siamo convinti tutti e tre… Mentre avanziamo nel bosco un enorme disco rosso, come un sole africano, si alza piano dietro ai rami. E’ una immensa luna rossa…

C’è tempo ancora per una considerazione, un’ultima verità, una pillola di saggezza: <Beh, comunque stanotte era nuvolo, e noi spacchiamo parecchio!>

Ci vediamo presto sull’acqua!

Rock’n’Rod

See You Spoon

In Rod We Trust

 

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