Itinerario Alto Trebbia: pesca a mosca e spinning alla trota

Per Ernest Hemingway, la Val Trebbia era “la valle più bella del mondo”. Per chi ama pescare trote a mosca e spinning, l’alta Val Trebbia è da un lato un’eccezionale palestra, con i suoi tratti di riserva, e dall’altro un infinito luogo di avventura, popolato da bellissime fario. Noi ci abbiamo pescato, in lungo e in largo. E quella che segue è una piccola guida, ordinata per punti, per chi si avvicina al Trebbia per la prima volta.

IL FIUME: Come ci insegna Wikipedia, il corretto nome del fiume sarebbe “la Trebbia”, al femminile. Ma lo è davvero solo in teoria. Quindi, diciamo pure che IL Trebbia è un affluente di destra del Po, lungo 118 km, che nasce in Liguria alle pendici del monte Pietà a 1406 metri sul livello del mare. Attraversa il territorio dei comuni di Montebruno, Rovegno e Gorreto, in provincia di Genova, per poi entrare in territorio piacentino a Ottone. Ed è questo – dalla sorgente a Gorreto – il tratto a cui è dedicato questo Itinerario, gestito dall’associazione Alta Valle Trebbia, che ha il suo cuore a Gorreto e ha un bellissimo sito internet pieno di utili informazioni utili.

Ecco la mappa della pesca in Alto Trebbia

Ecco la mappa della pesca in Alto Trebbia nella provincia di Genova

 

I TRATTI DI RISERVA TURISTICA: Nel comune di Gorreto si trova la Zona Uno (colore VERDE nella mappa), una classica “turistica” che si stende sul fiume per 1,5 km dalla grande buca sotto il ponte. Si può pescare con esche naturali e artificiali. Per ogni permesso è consentito trattenere 5 fra salmerini e trote (iridee e grosse fario d’allevamento “pronto pesca”) dopodiché si dovrà cessare la pesca o acquistare un nuovo permesso. A monte si trova la Zona Due (colore BLU nella mappa), “Mosca trofeo”, riservata alla pesca a mosca no kill, con amo senza ardiglione. Qui si può trattenere un solo salmonide sopra i 40 centimetri. La gestione è a “numero chiuso”. Le stesse regole valgono per la Zona Tre “Artificiali” (colore ARANCIO nella mappa), a monte della Zona Due, dove oltre alla mosca è consentita la pesca a spinning No Kill, con amo singolo senza ardiglione e la possibilità di trattenere un solo pesce over 40. Per pescare nelle zone Due e Tre è necessario prenotare al numero: 3394353233 Per pescare mezza giornata, il permesso costa 20 euro: dalle 7 del mattino alle 12.30, oppure dalle 14 in poi.

Ciccio-iridea pronto pesca presa a ninfa in Zona Due

Franco di Anonima Cucchiaino e una ciccio-iridea pronto pesca presa a ninfa in Zona Due

I DUE PONTI, LA “ZONA WILD” E LE ACQUE LIBERE: Più a monte rispetto alle tre zone di riserva vera e propria, in corrispondenza dell’Albergo Due Ponti in località Fontanigorda, si trova la cosiddetta  “Zona Wild” (colore GIALLO nella mappa) seminata con trote fario di ceppo autoctono. Si può pescare  a mosca e spinning con artificiali ad amo singolo senza ardiglione. Tutto il pescato va rilasciato. Il giornaliero costa 10 euro. Nel tratto fisicamente compreso tra i due ponti è possibile pescare gratuitamente in una piccola “zona palestra” (colore ROSA nella mappa) si pesca gratuitamente ma con il segnacatture regionale valido un anno (venduto a 10 euro ai non residenti in Liguria).  Poi ci sono i tanti chilometri di acque libere, compresi fra le due zone di riserva, popolati da bellissime fario mediterranee. Per pescarle bastano la licenza governativa e il segnacatture regionale. Purtroppo le alluvioni degli anni passati, che hanno colpito l’intero bacino del Trebbia, hanno stravolto e diradato la presenza di pesce selvatico, la cui popolazione è peró in ripresa. La conformazione del fiume e delle sponde consente quasi ovunque di lanciare agevolmente a mosca con coda di topo.

Piccola fario mediterranea presa in acque libere sul Trebbia

Piccola fario presa in acque libere sul Trebbia

DOVE TROVARE I PERMESSI (E DOVE DORMIRE): Oltre alla licenza governativa e al segnacatture regionale, per pescare nei tratti di riserva occorrono permessi semi-giornalieri e giornalieri. Il punto di riferimento dell’associazione che gestisce il fiume è l’hotel Miramonti a Gorreto (via Capoluogo 3 – Tel 0109543093) dove si possono comprare tutti i permessi necessari. Vale a dire: i permessi per le zone Uno, Due e Tre. L’alternativa è acquistare tutto al vicino Bar Torre, sempre a Gorreto (via Capoluogo 29 – Tel 0109543033), dove si trova anche il segnacatture regionale (venduto a 10 euro). Per la Zona Wild, i permessi sono in vendita all’Hotel Due Ponti (Loc. Due Ponti, Fontanigorda – s.s. 45 – Tel. 01095812). Al Miramonti si puó anche soggiornare a prezzi di favore, grazie a pacchetti hotel + permessi di pesca. Anche ai Due Ponti il pescatore è trattato bene.

Spettacolare vista dell'Hotel Due Ponti

Spettacolare vista dell’Hotel Due Ponti

LA WEBCAM DI GORRETO: Per vedere dal proprio computer in quali condizioni di acqua si trovi il fiume, basta collegarsi alla webcam che inquadra il ponte di Gorreto. Oltre a mostrare immagini sempre aggiornate, il servizio fornisce informazioni su temperatura dell’aria, umidità, orario di alba e tramonto.

Webcam sul Trebbia a Gorreto

Webcam sul Trebbia a Gorreto

IL TRATTO PIACENTINO FRA OTTONE E MARSAGLIA: Procedendo verso valle rispetto a Gorreto, il Trebbia entra nel territorio della provincia di Piacenza. A Ottone c’è una riserva comunale con trote fario di vario tipo.   Ancora più a valle, la pesca è libera. Il fiume, più ampio e a tratti veloce, si apre in grandi pozze fino a Marsaglia, dove raccoglie le acque dell’Aveto. Le trote qui non vengono seminate. E capita di fare le catture più incredibili, da tutti i punti di vista. Con le alluvioni degli ultimi due anni, infatti, molte delle trote delle riserve turistiche sono “franate” a valle e capita di trovare davvero di tutto. Non che sia per forza un bene (anzi) ma capita di pescare salmerini, iridee e altri pesci alloctoni di dimensioni davvero notevoli, e poco “disturbati” da pescatori. Soprattutto sopra allo sbarramento della centrale idroelettrica di Losso (sempre nel comune di Ottone). Più a valle sopravvive, nel tratto fra Ottone e Marsaglia, una popolazione di fario autoctone e capita di pescare cavedani. Per questo tratto è sufficiente avere la licenza governativa e segna catture della provincia di Piacenza. Anche qui serve un tesserino segna catture, quello dell’Emilia Romagna, che è gratuito.

Veduta del Trebbia (dal sito web dell'associazione di pesca)

Veduta del Trebbia (dal sito web dell’associazione di pesca)

IL TRATTO BASSO, DA MARSAGLIA ALLA CONFLUENZA IN PO: A valle di Marsaglia, dove si unisce all’Aveto, fino alla confluenza in Po, il Trebbia è più che altro frequentato da chi insidia ciprinidi. Qualche bella trota viene comunque presa con artificiali ogni anno.

CONTATTI UTILI  E TURISMO: Per qualsiasi esigenza in Alta Valtrebbia nel territorio genovese (dai permessi ai consigli su tecniche e attrezzatura) il consiglio è di contattare Marco Imparato, che è al contempo referente dell’associazione di pesca dell’Alta Val Trebbia e della Fipsas per la provincia di Genova. Il numero di cellulare di contatto è:  3394353233. E risponde alla mail: pesca.valtrebbia@iol.it    Per quanto riguarda il tratto del fiume a valle di Ottone (nella provincia di Piacenza) il consiglio è di contattare il Mosca Club Piacenza, il cui sito web ha anche una interessante sezione dedicata agli itinerari. Oltre alla pesca, la Val Trebbia offre strade meravigliose da percorrere in motocicletta, castelli e borghi antichi e un’offerta culinaria di livello. Un ottimo punto di partenza per esplorare questa meravigliosa parte d’Italia potrebbe essere la pro loco di Bobbio, cittadina che i suoi abitanti definiscono (non a torto) “la capitale della Val Trebbia”.

 

 

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