Era davvero troppo tempo che noi soci fondatori di Anonima Cucchiaino non andavamo a pesca tutti e quattro insieme. Sarà l’età, saranno gli impegni di lavoro, saranno i casini che ci crea la vita e quelli che ci creiamo noi (che poi è la stessa cosa), ma il rito della “plenaria” – la pescata tutti insieme – si è fatto sempre più raro. Nel decennale della mitica ascesa ai laghetti alpini del 2014, che vi raccontiamo QUI, abbiamo deciso di replicare l’impresa. Ma con un programma compatibile con la deriva fisica e morale delle nostre esistenze nell’ultimo decennio.

Buoni propositi marocchini e inviti sospesi
Nel 2022 siamo andati a pescare lecce a spinning in Marocco qualche giorno, nel sud, a Dakhla, e prima o poi ve lo racconteremo. Salutandoci dopo quel viaggio, ci siamo detti: almeno una volta all’anno dobbiamo andare via e pescare tutti insieme. Ma già nel 2023 abbiamo saltato. Ogni tanto capita che qualcuno si svegli e scriva nella chat di Anonima Cucchiaino: “Ragazzi io sabato vado a pescare, non è che qualcuno ci verr…”. Nemmeno il tempo di completare il messaggio e già arrivano le risposte: “Mi piacerebbe, ma…”, “Ci verrei, però …”, “Eh magari ragazzi, io …”.

Dai 40 in su … Vasco lo sapeva
Non vi raccontiamo niente di nuovo. Se avete passato da un po’ i 30, e magari anche i 40 come noi, sapete di cosa stiamo parlando. Se avete un lavoro e avete deciso di riprodurvi e moltiplicarvi in questo mondo, avrete sperimentato che Vasco Rossi non scherzava quando cantava: “Poi ci troveremo come le star a bere del whisky al Roxy Bar, o forse non ci incontreremo mai, ognuno a rincorrere i suoi guai”. Il concetto vi è chiaro, la canzone la conoscete, continuate pure voi.

La promessa e l’arte del compromesso
Attingendo alle forze di riserva, verso maggio 2024 abbiamo deciso che a inizio settembre dello stesso anno, nella ricorrenza del decennale degli ultimi laghetti tutti insieme, una pescata in plenaria l’avremmo dovuta fare. Abbiamo trovato una meta comoda, un programma di pesca non troppo aggressivo (per usare un eufemismo), che prevedesse avvicinamenti facili all’acqua, tempi umani e soprattutto un’offerta enogastronomica adatta alle nostre carte d’identità e alle nostre panze. Niente più tenda ma tetto sopra la testa, avvicinamento in auto, grande comodità, pizzi e merletti, ovatta e tepore. Lo sappiamo: non si fa così. La pesca era e resta un’attività avventurosa. Ma ogni tanto ci vuole.

La neve della Brignone e l’acqua del campione
Sulla scelta della meta, il ragionamento è stato: su quale neve Federica Brignone ha costruito i suoi successi? E quella neve, una volta disciolta, quali bacini va ad arricchire? Visto che Federica Brignone è campionessa mondiale di sci, e noi siamo tra i più bravi pescatori della storia dell’umanità, perché non andare a lanciare esche a fine estate, nelle stesse acque su cui lei, durante l’inverno, fa correre le lamine? Dado tratto: Courmayeur e dintorni, meta peraltro cara al Pagante, nostra colonna sonora ufficiale da tempo. Ostriche e champagne e viene giù la valanga.

Il piano perfetto per il weekend
Programma: partenza da Milano sabato in mattinata con calma, autostrada fino a Courmayeur, ritiro delle licenze all’hotel Edelweiss di Pré-Saint-Didier, pranzo luculliano al ristorante/noleggio sci 4810 a Dolonne, salita in macchina fino al lago Verney, pomeriggio di pesca intensa al salmerino, aperitivo, altro aperitivo, cena. L’indomani, relax, pranzo a la Thuile, un paio d’ore di pesca e rientro. Vamos.

Nota 1: in auto si dicono verità
Nonostante l’età che avanza e la disillusione generale, il viaggio in macchina verso il luogo di pesca resta il contesto ideale per dirsi a vicenda GRANDI VERITÀ. Di colpo, quando ci si trova in quattro in un’auto diretta a un lago o a un fiume, tutti tornano ad avere un’idea netta su cosa sia giusto e sbagliato nella vita, come ai tempi del liceo. Finché le ruote girano, si accantona il relativismo cinico del “dipende” che governa i pensieri in età adulta.

Nota 2: al lago Verney c’è vento
Al lago Verney c’è veramente tanto vento. Ma proprio tanto. Se decidete di andarci a pescare in settembre – ed è una buona idea, essendo un luogo meraviglioso e raggiungibile comodamente in auto – aspettatevi uno scenario tipo Trieste nelle giornate di bora, versione montana. Non basta un K-Way, per intendersi. Il vento produce due effetti: si lancia molto lungo e ci si stanca molto in fretta.

Nota 3: trote industriali e nostalgia
Nel lago Verney fino allo scorso anno nuotavano salmerini dalle colorazioni bellissime, da insidiare con piccoli ondulanti, possibilmente argento o bianchi. Leggiamo con raccapriccio che anche lì, dal 2025, hanno deciso di immettere tonnellate di trote iridee pronto pesca. Purtroppo sembra che le licenze da ora in poi non saranno più vendute all’amato hotel Edelweiss, ma altrove. (La situazione, mentre scriviamo questo report, è in evoluzione: cercate online gli ultimi aggiornamenti).

Nota 4: due ristoranti buoni da segnalare
Un buon posto per mangiare a Courmayeur a cifre oneste ve l’abbiamo già detto: il 4810 di Dolonne, proprio sotto la partenza degli ovetti, moderno negli arredi e nella cucina. Un altro buon posto, per la cena, è la Brasserie di Entrèves, più caldo e tipico. Con 40 euro si mangia un’ottima fondue bourguignonne, con vino e dolce. Mi raccomando: a meno che non abbiate un’auto molto stretta, evitate di attraversare in macchina il pittoresco borgo in pietra, perché i pertugi da superare sono assai angusti (i paraurti della mia macchina ne sanno qualcosa).
Ps. Il tavolo che vedete qui sotto è di un terzo posto, non male nemmeno lui, dove ci siamo fermati a mangiare per strada a La Thuile

Nota 5: La Thuile e Courmayeur, rivalità a senso unico
A Courmayeur, se chiedi alle persone del posto e ai frequentatori abituali cosa pensano della Thuile, ti rispondono: “È bella per sciare, forse un po’ ventosa, davvero niente male”. Se fai la stessa domanda alla gente della Thuile, indigeni e villeggianti ti descrivono Courmayeur come un girone infernale, luogo di perdizione, nodo di degrado, incrostazione di disvalore. Questa ostilità degli abitanti della Thuile verso Courmayeur è sinceramente inspiegabile.

Nota 6: fallo, se non puoi fermarti
Pensi davvero di non avere tempo per andare a pesca con i tuoi amici perché hai superato i quarant’anni? Sei convinto che rispondere “sì, ci sono” a quel messaggio del tuo socio di pesca sia per te un lusso fuori portata? Lasciati ispirare dal maestro Antonino Tamburello, che è stato il nostro guru per tutto il weekend: “Per l’amor di Dio, fai. Se pensi di non poterti fermare, fallo”.
Appello per i giovani pescatori: andate a pesca ADESSO. Chiudete il computer, lasciate giù il telefono, correte. Lavorare è necessario, mettere su famiglia è bellissimo, ma la compatibilità con la pesca è molto relativa.

A conti fatti: un salmerino a testa, missione compiuta
Breve resoconto del weekend: abbiamo mangiato tanto e pescato poco, ma un salmerino a testa lo abbiamo preso tutti. Francis, in realtà, ne ha presi parecchi. Siamo tornati a casa più felici di come eravamo partiti. Le nostre famiglie non ne hanno poi tanto risentito (siamo sicuri che averci sempre tra i piedi, per mogli e figli, sia davvero questa gran pacchia?). Non vediamo l’ora del prossimo viaggetto di pesca.

Nota di metodo: chi è Anonima Cucchiaino
Anonima Cucchiaino è una confraternita di pesca nata alla fine degli anni ’90 del secolo scorso a Milano, sui banchi di scuola, ed è stata ufficialmente fondata nel 2001. Da allora, con impegno e intensità variabili, non si è mai disunita e ci ha portato a pescare tanti pesci in tante acque. Anonima Cucchiaino è formata da: Pietro Invernizzi, Jacopo Savoia, Francis Needham, Franco Vanni. Siamo anche su Facebook e su Instagram come @anonimacucchiaino




























Felice, dopo diversi anni, di leggere un vostro nuovo racconto. Anonima Cucchiaino resterà sempre parte della mia adolescenza di pescatore. Un abbraccio e spero di rileggervi presto 🙂