Il Grande Luccio di Capodanno!

Grande_Luccio_Pietro_Invernizzi
Pietro Invernizzi Luccio Record Yasei 6'6" 4 oz, Cardiff 301, trecciato power pro 8 slick

Shimano Yasei 6’6″ 4 oz, Cardiff 301, trecciato power pro 8 slick

Ci sono tre piante di cachi che si affacciano sul lago a poca distanza di navigazione da casa mia. Tutte e tre le piante sono cariche di questi frutti arancioni, sembrano addobbate per il Natale passato da poco. I cachi del mio lago di solito sono piuttosto cattivi e per questo non vengono raccolti, filamentosi e sempre acerbi nella polpa, anche quando cadono in acqua, o al suolo, ormai avvizziti.

In questi giorni una sola delle tre piante è sempre circondata da gabbiani, tanti gabbiani, che cercano di banchettare sospesi faticosamente in volo per beccare i frutti. Probabilmente i gabbiani sono troppo pesanti per appoggiarsi a questi rami e mangiarne comodamente. A me, giunto in barca a questa sponda, basta alzarmi in piedi sulla panca e allungare il braccio per afferrare queste sfere colorate. Sono scettico mentre sfilo il picciuolo e avvicino il primo frutto raccolto alla bocca… ma è delizioso! Dolce e succulento! In breve ne catturo un buon numero che appoggio in barca. Per questa scoperta devo ringraziare i gabbiani che mi hanno incuriosito venendo a mangiare solo da questa pianta che, in effetti, è la più esposta al sole delle tre. Per il grande luccio di capodanno invece, devo ringraziare svassi e cormorani.

Il lago visto dalla montagna

Il lago visto dalla montagna

Pesco senza ecoscandaglio sul mio lago, conosco i fondali piuttosto bene, come me li ha insegnati mio padre in anni e anni di “tirlindana” (traina con filo di rame rivestito, avvolto sull’aspo e mosso a mano. N.d.R.) e come ho imparato a mie spese con innumerevoli incagli, esche perse e lotte epocali nel recupero di biciclette arrugginite, alberi sommersi e corde affamate di ami!

Catture copiose... cachi!

Catture copiose… cachi!

E’ decisamente più romantico pescare senza ecoscandaglio o “fishfinder”, c’è più magia, più sforzo di immaginazione e, soprattutto, ci permette di pescare a testa alta, guardandoci intorno e godendo del panorama. Certo ogni tanto farebbe molto comodo, soprattutto in pieno inverno, quando il pesce foraggio si raduna in misteriosi banchi a misteriose profondità dove l’acqua è più calda che in superficie e i grandi pesci predatori, con ogni probabilità, si spostano dietro al foraggio in quei misteriosi punti profondi del lago.  Trovare queste concentrazioni di pesci lontani dalle sponde, senza l’ausilio tecnologico dell’ecoscandaglio, è compito assai arduo, bisogna essere pescatori rabdomanti, dedicare ore ed ore alla traina, sognare i pesci ad occhi chiusi, prefigurarseli e fare enormi atti di fede mentre si solcano le acque aperte, tutte uguali all’apparenza, viste dalla superficie fredda e plumbea. Paesaggi del lago in pesca

Quando ho visto un paio di svassi e di cormorani stazionare a lungo in un punto preciso, immergersi più volte nello stesso circoscritto perimetro, mi sono preso gli opportuni riferimenti sulle rive per ritrovare l’area e andarci a pescare. Se i gabbiani volano su una pianta di cachi e non sull’altra,  i cachi di quella pianta sono buoni. Se uno svasso passa un pomeriggio a fare apnea in un punto, non sta facendo sport.  Nessun animale ama sprecare energie, tanto meno in inverno… se quei volatili si immergevano in questa zona, in questa zona doveva esserci pesce foraggio, dove c’è il pesce foraggio solitamente c’è il pesce predatore.

Così traino lentamente nelle acque aperte di questo grande lago la mia grande esca, trenta centimetri di inganno artificiale nuovi di pacca, traino a mezz’acqua, con l’animo sospeso tra fiducia, atto di fede e perplessità.

Dopo un’ora appena, in questa tarda mattinata del 31 Dicembre 2015, il cimino della canna si flette bruscamente in due colpi… ferro a vuoto! Recupero l’esca e vedo gli inequivocabili segni del Re del lago. Un grande esocide.

Ancora sospeso nell’animo procedo la traina, abbattuto per la mancata cattura ed incoraggiato dalla mangiata: il ragionamento era giusto! L’esca funziona!

Dopo una decina di  minuti il dispiacere prende il sopravvento, sono scoraggiato, devo condividere, scrivo un sms agli amici anonimi: <Nooooo… ho perso una mangiata! Era bello mi sa…>. Appoggio il telefono sulla panca della barca, sospiro guardando le montagne lontane e… BAAAAM BAAAAM! Il cimino si abbatte ed io ferro lungo e deciso!  grande_luccio_Pietro_Invernizzi

C’è! Il motore si spegne ed io mi alzo in piedi. La canna ha una bella piega, il pesce è forte… Recupero piano quando l’esocide me lo permette, mi fermo quando sfuria verso il fondo. Assecondo con la canna le testate potenti.

In breve emerge dalle scure profondità un testone imperioso… solo due ami dell’ancoretta di testa sul suo palato e tutto il resto dell’esca fuori dalla bocca… E’ massiccio, tirava forte e lo sovrastimo di molto… Penso di avere in canna il mio nuovo record, mi sembra più grande addirittura del 121cm di Novembre… Le due fughe sotto barca mi fanno venire i capelli bianchi e le controllo aprendo leggermente frizione e trattenendo il respiro. Quando sembra arreso, da solo, con la sinistra afferro il manico del grande guadino e immergo la rete in acqua, con la destra tengo la canna alta e porto il pesce verso la rete. E’ un momento delicatissimo, temo che l’esca si impigli nel guadino con il pesce fuori… succede… significherebbe perderlo. Big Luccio Pietro Invernizzi

Prova ancora una fuga puntando il fondo, ma è sufficiente abbassare velocemente la canna e non prende più neppure filo; è stanco, lo avvicino… dentro! <Sììììììì!!!>

Lo slamo in acqua dentro la rete gommata. Lo misuro… è più piccolo del mio record, anche se passa abbondantemente il metro ed è parecchio massiccio!

Marta, sì c’era Marta in barca, mia moglie; poco partecipe fino a questo momento; è pronta con il telefononino: sollevato, foto, foto, foto, foto foto! Io tengo salda la presa opercolare e mi muovo in pose da pro-pro-pro lei scatta a ripetizione. Rimesso in acqua sembra apatico, lo muovo delicatamente avanti e indietro due o tre volte… si irrigidiscono i muscoli, codata con spruzzo e via verso l’abisso!

Release, rilascio, del luccio

Release, rilascio, del luccio

Smettiamo di pescare, si va a casa per il pranzo…  Che pesce fantastico! Che lotta! Che bello! Che Capodanno!

Sarà il mio messaggio di auguri per tutti!

Rock’n’Rod

 

 

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