Aspi, perca e siluro. Una giornata da ricordare!

Big Aspio record Pietro Invernizzi Spinning Po
Il Giappone è nostro alleato!
record aspio big po pietro invernizzi

Big Aspio! Spinning Catch and Release

– <Domani danno pioggia>

<Allora ci copriamo. Sette in punto da me?>

<Mmm…>

<Sette e mezza?>

<Per chi mi hai preso? Siamo più duri dell’acciaio temprato, alle sette vedi di essere sotto casa che sono carico come una molla atomica. Pioggia o non pioggia, si va a spaccare!>

Ho consultato amici esperti, il Grande Fiume è bassissimo, ma dove c’è portata e acqua lenta si può fare qualche bell’incontro. E’ tempo di aspi. Un grandissimo amico pescatore mi ha dato anche una dritta su uno spot “segreto”, uno di quelli che raggiungi dopo quaranta minuti di camminata nel bosco.  Ci piace andare in posti nuovi, soprattutto se remoti. Ribobino il mulinello con un filo nuovo da venti libbre, passo in rassegna le esche migliori nelle loro scatole, mentre la moglie sbuffa sul divano. Assetto da guerra all’aspio pronto, domani sarà una gran giornata!

Release Luccioperca

Ciccio-luccioperca! C&R

Una pioggerellina fitta ci accompagna lungo l’autostrada, temperatura decisamente mite per la stagione, colazione imperiale all’Autogrill dove hanno la premura di scaldarci per bene i panini acquistati… nonostante siano le 8 e li mangeremo tra 5 ore! Ma si sa, la lattuga e la maionese prendono un sapore speciale se le grigli per bene e poi le fai raffreddare; trucchi da Masterchef!

Usciti dall’autostrada entriamo in un mondo ovattato, fatto di bruma, case grige a due piani, pianura e filari di alberi uguali.

Dopo aver costeggiato un lungo filare, di pali della luce, imbocchiamo una strada sterrata, la percorriamo fino alla fine, fino ad uno spiazzo fangoso davanti ad una grande cascina. Siamo lontani dai soliti posti, ma le atmosfere lungo il Grande Fiume sono tutte imparentate. Un gentile signore in tuta da ginnastica di cotone dai colori accesi, molto di moda a Berlino Est nell’87, ci guarda bieco dal cortile della cascina. Scendiamo sbuffando vapore e otteniamo il suo consenso a parcheggiare, sospettiamo di ritrovare solo il telaio dell’auto al ritorno; depredata da lui o mangiata da quell’insopportabile canide di razza volpina e colore bianco che non smette un secondo di abbaiare mentre ci mettiamo i waders e armiamo le canne.

Comincia una lunga marcia, tra i campi prima, nel bosco poi ed infine lungo le lente acque del grande fiume Po.

Campagna, bassa padana!

Non siamo ancora dove dovremmo essere, ma tentati da un bel rigiro d’acqua, approcciamo i primi lanci. Alterniamo, alterneremo per tutto il giorno, lipless, ondulanti e piccoli minnow. Tutte esche tra i 6 e i 10 centimetri, da lanciare abbastanza lontano.

Nulla abbocca. Nessun segno di vita. Piove, pioviggina, smette; sarà così tutto il giorno, ma non si sta affatto male.

Prima pausetta: sigaretta o sigaro, cioccolatini vari e caffé freddo. Colazione dei campioni per quasi giovani un po’ stanchini…

Facce fresche e riposate!

Facce fresche e riposate!

Riprendiamo il cammino, un po’ scoraggiati… ci sentivamo che avremmo vinto facile!

Ma in fondo, il cappottar ci è dolce in questo fiume!

Arriviamo in quel punto suggerito dall’amico, in effetti sembra sexy, in effetti lontano lontano vediamo una pinna muoversi. E poi ancora, nei primi minuti, qualche attività sospetta in superficie: piccole bollate, increspature, scie…

Ci mettiamo a una decina di metri di distanza l’uno dall’altro ed iniziamo a lanciare. Io uso un approccio “peripatetico”, ovvero lancio dopo lancio, cammino per circa duecento metri avanti e indietro. Jacopo è più stazionario. Ho armato un lipless pesante, lancio lunghissimo, attendo che l’esca scenda con la corrente fino a toccare il fondo ed inizio un recupero a velocità alternate.

Finalmente una inconfondibile botta tremenda flette la canna! Per ferrare meglio, istintivamente, faccio anche un paio di passi indietro a canna alta, poi tengo la canna bassa, con il cimino sul pelo dell’acqua, il manico appaiato lungo l’avambraccio destro, e cammino verso valle godendomi la lotta, le testate del pesce trasmesse al mio polso, la frizione del mulinello che sussurra qualche piccola frase d’amore, la canna che piega armoniosa.

<Jacooo! Tarpooooon!> Urlo spezzando la magia della quiete.

Big Aspio record Pietro Invernizzi Spinning Po

Il Giappone è nostro alleato!

 

Foto di rito sparandosi le foto da personaggio, just like a pro, in effetti è un gran pesce! Il rilascio va a buon fine e riprendiamo a pescare. La cattura ha iniettato una potente dose di adrenalina e soprattutto di fiducia! Da questo momento le abboccate si faranno sentire con regolarità… i pesci mangiano strano, “corto” in gergo, ovvero con diffidenza e spesso dopo la botta iniziale è il nulla. Prenderemo circa il 50% degli aspi allamati: 5 catture, due di taglia seria, uno belloccio e due piuttosto piccoli.

Bam! Aspio di taglia - Jacopo Savoia

Bam! Aspio di buona taglia

Ogni tanto ci riavviciniamo, appoggiamo le canne ad un vecchio tronco sulla riva e ci accendiamo una sigaretta Jaco ed un cigarillo io. Diciamo frasi profonde, battute argute, dibattiamo di filosofia altissima condita da un po’ di teologia rivista con taglio contemporaneo e sferzante. Siamo proprio dei durissimi, dei durelli, dei duroni!

Facce da durissimi... Cappellini fortunati!

Facce da durissimi… Cappellini fortunati!

Non paghi di tanta durezza incomparabile, sfidiamo il buon gusto mangiando i panini ex-riscaldati dell’autogrill. Che bella questa vita selvaggia lontana chilometri dalle auto. Quei birbantelli di Francis e Franco potrebbero fare dell’ironia su questo idillio alla Brokeback Po… ma

la verità è che si sta bene seduti sulla sabbia, con il fiume davanti e un bosco alle spalle, a ridere e fantasticare catture.

Aspiozzo a spinning

Gloomis Nrx 5/16, Sustain 5000, Sufix 20lbs

La lunga “pausa pranzo”, per la nota proprietà osmotica della sabbia bagnata a contatto con il culo, induce un certo freschino nelle ossa, l’umidità annacqua il sangue ed è tempo di tornare a pescare! Decido di armare un piccolo e pesante rapalino ed iniziare insidiando una buca che ho intuito esserci a centro fiume.

E’ il primo lancio, esca sul fondo, due giri di manovella: <C’è!!!!> Il grido di giubilo si leva alto nell’aria, si spalanca il mio sorriso e così si spalancano le natiche dei pescatori giunti or ora sull’altra sponda del fiume che, ammirati, vedono la mia canna piegarsi! Sento che non è un aspio. All’inizio oppone poca resistenza, sotto riva fa un po’ le bizze, ma in breve è a guadino!

big luccioperca sandra walleye Po spinning Pietro Invernizzi

Perca del Po

Entusiasmo a profusione, è un bel luccioperca fatto ad hardbait! Si è letteralmente bevuto il pesciolino finto, ma il rilascio sarà perfetto.

Sono già al settimo cielo! Che giornata fantastica! Torno sui miei passi, cammino verso valle, lancio, recupero, cammino, lancio, recupero e SBAM! Eccolo un aspione in canna! Remake: stesso film dell’altro big aspio di oggi.

Aspio del Po - Anonima Cucchiaino

Aspio del Po – Anonima Cucchiaino

La pioggia aumenta.  Dopo le foto fumo il terzo cigarillo e mi godo lo spettacolo delle gocce che cadendo increspano il Grande Fiume. Torno a monte, voglio sondare ancora quella buca. Stessa esca. Jacopo è lontano. Lancio, affonda. Giro la manovella e l’archetto si chiude.

Fondo. Devo aver preso il fondo… Tiro un paio di ferrate alzando la canna verso il cielo con decisione. Il fondo si inizia a muovere.

La frizione del mio fedele Sustain 5000 inizia a sibilare straziata… Capisco subito che si tratta di un siluro. Cattura imprevista e pericolosa se hai l’attrezzatura da aspi… Qualcosa di molto grosso ha mangiato il pesciolino da 6,5cm.

Jacopo mi raggiunge dopo alcuni minuti che ho già passato a seguire il pescione lungo la sponda. Per un tempo interminabile non riesco a guadagnare neanche un metro di filo…

Piega della NRX

Lotta con il siluro

Poi, secoli dopo, cioè almeno 5 minuti dopo, cinquanta metri più a valle di dove aveva abboccato, si rompe lo stallo… lentamente, lentamente, “pompando la canna” come si fa con i grandi pesci, come avevo ben imparato in Madagascar contro i Giant Trevally, inizio a guadagnare un centimetro alla volta. Le distanze si accorciano, piano piano il grande siluro sta arrivando verso la riva. In passato, pescando aspi, ho preso un siluro di circa un metro e mezzo con attrezzatura simile, fu una sudata, ma decisamente non come in questo caso… Credo di avere in canna un bel bestione, difficile dirlo, ma penso sarebbe un pesce serio anche per chi pesca propriamente i siluri, con attrezzatura adeguata. Questo mio pensiero è confermato quando, con il bestio ormai a una decina di metri da riva, mentre l’ottimismo dilaga tra me e Jacopo, le acque si muovono spostate da una grande coda… all’onda in superficie segue un rinnovato sibilo di frizione del mulinello. Ripartito. Come se niente fosse il siluro è ripartito verso il centro fiume, controcorrente nuota verso monte. Provo a pomparlo, ma è lui che tiene le redini. Lo seguo lungo la riva. Chiudo ancora un pochino la frizione portando l’attrezzatura al limite. Jacopo sta girando un video con il telefonino, calcolando i minuti senza riprese siamo oltre i dieci minuti di lotta. Le braccia sono vagamente indolenzite e l’umore nero… sembra impossibile farcela. Poco dopo farò una stupidaggine…

Il siluro ormai è risalito, è a pochi metri da dove ha abboccato, dove mi immagino ci sia un ostacolo… un soffio di follia spazza via ogni consapevolezza dei limiti, sfioro con la mano sinistra la bobina per provare a rallentare la corsa del pescione… SNAP! La canna si raddrizza istantaneamente. Mi giro deluso verso l’amico: <Rotto! Ho fatto una cazzata>.

Non saprò mai quanto era grosso, non saprò mai se con tanta tanta pazienza in più, magari con un’ora di lotta, lo avrei tirato fuori… E quello che è peggio è che gli ho lasciato l’esca in bocca. Spero se ne liberi in fretta e che 6 centimetri di esca non siano un problema per quel colosso.

Comunque è stata una mezz’ora di pesca incredibile! In cinque lanci stavamo facendo un “grande slam dei pesci alloctoni” con aspione, perca e siluro…  Un altro siluro poco dopo lascerà una traccia di muco sul nostro finale, dopo aver dato una musata all’esca.

Saranno ancora gli aspi a consolarci concedendoci le ultime catture prima del tramonto, prima della lunga camminata verso la macchina.

Landscape Bassa Padana...

Landscape Bassa Padana…

Chissà se ci sarà ancora l’auto? Sarà stata preda del villico locale? Sarà stata sbranata dal cane volpino? Dopo le fatiche della lunga marcia, nell’uggioso crepuscolo la Golf appare intatta, rifugio accogliente con il suo riscaldamento ed il suo ambiente asciutto. Non solo il latrare molesto del cane volpino è assente, ma persino la musica della radio ci può far compagnia mentre rientriamo verso Milano! Con il fraseggio colto, raffinato ed erudito che ci è proprio, disquisiamo animatamente delle catture fatte, delle attrezzature giuste e sbagliate, e del grande protagonista coperto di muco che ci ha negato la gioia dell’impresa epica. Lui ha vinto la battaglia, ma questa guerra è bene che continui, troppo bella da vivere… torneremo presto in trincea a sfidare l’umido, le ire delle mogli, il rischio dei cappotti e, speriamo, la furia dei pinnuti!

Rock’n’Rod

 

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