Apertura Pesca al Luccio 2017

Luccio apertura 2017 Pietro Invernizzi
Tramonto sul Lago

Tramonto sul Lago

L’apertura della pesca al luccio è bello affrontarla a lancio e in superficie! Dopo i mesi invernali in cui la pesca a traina in profondità l’ha fatta da padrone, il periodo post-frega permette di pescare in acque poco profonde su pesci teoricamente piuttosto aggressivi.

Questo racconto parla dell’Apertura della Pesca al Luccio 2017, una pescata pomeridiana di poche ore con un amico, Marcello “Okkio”Remondi, che è un grande pescatore.

Pomeriggio di pesca a spinning dalla barca, con attrezzature piuttosto leggere rispetto alle solite da “caccia al grande esocide”. 

Storm crank, gloomis imx, shimano aerospin 4000, power pro 30lbs

Storm crank, gloomis imx, shimano aerospin 4000, power pro 30lbs

 ANTEFATTO

L’antefatto spiega il perché un appuntamento così sexy nel calendario alieutico sia stato ridotto ad un solo pomeriggio; l’antefatto ha un titolo: “Addio al celibato dell’amico Vitta”.

(Vedi una delle precedenti pescate  con Vitta cliccando qui. N.d.R.) 

Sabato abbiamo iniziato a fare cose stupide accompagnati da bevande spiritose già nel primo dopopranzo, calci a un pallone, il futuro sposo rasato a secco, portiere di una porta larga dodici metri e costretto a bere ad ogni goal subito. In seguito ci siamo spostati fuori Milano per spararci addosso proiettili di vernice con potentissimi fucili ad aria compressa. Non ho mai visto un corpo con tanti lividi quanto quello del futuro sposo a fine giornata.

Infine si è consumata una serata in un maneggio-locale, a base di atmosfere country e musica heavy-metal, trash e ultra-trash si sono sublimati ora dopo ora in un sabba indimenticabile.  

L’idea di andare a pescare il giorno seguente non sembra essere una possibilità reale.

Momenti dall'addio al celibato di Emanuele "Vitta" Vittadini

Momenti dall’addio al celibato di Emanuele “Vitta” Vittadini

CONSIGLIO PARA-ALIEUTICO PER GIOVANI PESCATORI  (Quello che i matusa non vi dicono).

Dormire molto poco può impossibilitare una corretta azione di pesca.

Dormire molto poco e svegliarsi con lancinanti mal di testa e devastanti postumi impossibiliterà certamente la corretta azione di pesca!

Ecco perché con l’avanzare degli anni e l’affievolirsi delle risorse fisiche, l’esperienza ci viene in soccorso: sul finire della serata è bene iniziare a bere molta, moltissima, acqua. Al risveglio bere molta moltissima acqua e fare una lauta colazione, possibilmente salata ma anche dolce e bere tanto caffè.

Un forte analgesico in tasca può completare l’opera, ma solo dopo aver eseguito pedissequamente quanto sopra descritto.

Attrezzi da pesca...

Dettagli spartani dall’Anonima Fishing boat

IL GIORNO DELL’APERTURA DELLA PESCA AL LUCCIO

Gli altri compagni di serata, indomiti leoni, dormono pesantemente. La sveglia suona ed io mi sveglio. Ho bevuto molta acqua prima di stendermi, il letto era comodo, mi scappa la pipì e ho fame: mi alzo!

In punta di piedi sciacquo la faccia e sprazzi del mio corpo, mi vesto con indumenti da pesca e mi chiudo la porta alle spalle. Esco, piove. C’è odore di cavallo mentre attraverso lo spiazzo che mi separa dal “saloon”… Nella sala il pavimento è in legno scuro, al bancone ci sono alcuni cowboy della bassa padana e al tavolo arriva la mia lauta colazione. Scrivo un messaggio di conferma a Marcello: <Ce la faccio, ci vediamo al lago alle 14.30. Solito posto, ti vengo a prendere in barca>.

Guido sereno, sto facendo la cosa giusta. Sono certo che nel calduccio del mio giaciglio, presto avrei rimpianto di non vivere le emozioni di una giornata a pesca!

Due ore dopo la barca è pronta, io ho pranzato e Marcello mi aspetta sul pontile con la sua bellissima Sara. Siamo entrambi d’accordo: si pescherà a lancio.

E’ più importante come prendi rispetto a quanto prendi.

Noi, in periodo di apertura, cerchiamo pesci in acque basse. Appena l’anno scorso questo approccio ha dato grandi risultati!

Marcello e Sara

Marcello e Sara in trasferimento sul lago!

Oggi è il 2 Aprile, secondo giorno di pesca al luccio della stagione.

La luce è ottima, si alternano sole, nuvole, e rare gocce di pioggia. Quando c’è il sole è caldo, quando si alzano raffiche di vento sono fredde. Il lago è abbastanza torbido. Potrebbe essere un’ottima giornata! Invece le ore passano e nessun pesce si manifesta. Lo spettro del cappotto che qui hanno preso ieri due miei amici si fa sempre più minaccioso. Eppure non molliamo, battiamo una nuova zona adesso, un tratto che storicamente ha visto me e la mia famiglia prendere diversi esocidi…

<Eccolo!> – dice Marcello – ma lo dice a voce bassa e con calma, non l’ha allamato, gli ha seguito l’esca! Un luccio non molto grosso ma già degno di essere preso con la nostra attrezzatura.

E’ finalmente un segnale. Insistiamo, cambiamo esche a ripetizione, lui usa diversi tipi di long-jerk, io provo di tutto: swimbait, gomma, topwater, rotanti, ondulanti, jig, spinner e così via. Qualcosa succede: altri due luccetti seguono svogliati i long jerk di Marcello e poi spariscono.

Ci spostiamo, battiamo molta altra acqua con i nostri lanci. Nulla.

La luce è quella del tramonto, decidiamo di riprovarci nell’unico punto dove abbiamo visto pesci. Mi avvicino lento e silenzioso con il motore elettrico. Lanciamo ripetendo la scena di un’ora prima… nulla. Dichiariamo gli ultimi tre lanci. Scelgo di cambiare esca ancora una volta, all’ultimo monto un crank allungato della Storm, colori firetiger fluo e rattlin’ interno: una molestia subacquea! 

Luccio apertura 2017 Pietro InvernizziAlla terza jerkatona sul crank posso esclamare: <C’è!>

La botta è stata secca, la canna corta da 5/8oz si è piegata bene in ferrata, è una leggendaria GLoomis IMX che ha già preso tanti pesci di taglia ed anche lucci da ricordare, ferra veloce e velocemente stanca le fughe.

Per non sbagliare quando il luccio è ben ferrato apro un po’ la frizione del mulinello e lascio che le sue ripartenze siano dolci.

Marcello guadina prontamente, Sara abilmente scatta la foto ed io rilascio il pesce in un lampo. Abbiamo la gioia e l’entusiasmo dei bambini!

Iniziamo a tornare verso il molo, verso casa, vorremmo provare un’ultima trainata ma il cielo di colpo si è fatto scuro, grosse gocce di pioggia ci colgono impreparati e in un attimo uno scroscio d’acqua gelida inizia a caderci in testa! La scena è divertente ed epica, il quadro con cui ricorderemo la fine di questo bellissimo pomeriggio di pesca.

Un solo pesce di taglia modesta, ma cercato e trovato in un modo preciso e in acque assolutamente libere, condiviso in ottima compagnia; non serve altro per essere molto soddisfatto e felice!

Rock’n’Rod

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