Torta, caffé e Persico Reale

persico reale guarda il lago
pietro invernizzi persico reale lago

(Grazie Vitta per aver “camuffato” lo sfondo)

E va bene, oggi ho promesso di non pescare perché è il compleanno della mamma e dobbiamo andare a trovarla… ma mi hai frainteso, intendevo dire: “non pescare sul serio”.

Già che siamo in riva a un lago nulla mi vieta di fare due lanci mentre chiacchieriamo, giusto?

persico realeE poi ho appena visto su facebook foto di amici che stanno facendo un’immorale carneficina di pesci persici, il che mi invoglia ad incontrare ancora questo pesce “reale” ed ancor più a rilasciarlo.

Dopo il caffè, ancora a tavola, tolgo ad un piccolo jig la sua ancoretta e con trecciato robusto e piccolo amo singolo monto un rudimentale assist hook… la cannetta da casting è armata e mentre si chiacchiera al sole posso “inventare una nuova tecnica”: l’Obliqual Jigging… Geniale! Nessuno l’aveva ancora battezzata! Mi avrà ispirato il brindisi fatto insieme alla torta? Dovrei scrivere subito a qualche rivista di pesca e farne un articolone…

Comunque, il neonato Obliqual Jigging consiste nel lanciare timidamente a pochi metri da riva il jig, farlo affondare e recuperare lentamente jiggando finché è sotto i nostri piedi, laddove torna ad assomigliare al light-vertical jigging. (Se qualche lettore ignora i significati della parola jig e dei suoi derivati, lo invitiamo a scoprire un sito fortissimo: google.com Grazie. N.d.R.)

In breve porto alla luce del sole il primo persico, poi un altro e un altro, ma… sono tutti minuscoli! Mmm. Non ci esce la foto per la copertina per tutti i magazine che saranno dedicati all’Obliqual Jigging da riva… uff! Neanche per un trafiletto sulla Gazzetta dello Sport…

light jigging persico reale

light jigging persico reale

Una tragedia, ma non è tutto: nonostante fonti autorevoli dicano di allamare pesci correttamente con questa azione di pesca, io per un pesce preso in bocca due li infilzo orrendamente. Basta. Al quinto persichetto molestato smetto.

Per non innervosire te e non apparire maleducato agli ospiti, ritiro la canna e chiacchiero, in realtà se mi conosci sai che sto pensando a come portare ancora un’esca in acqua… “Non c’è amore senza amo” diceva sempre il saggio, <il saggio chi?> non ti rispondo per eleganza.

Eccomi ancora con discrezione con un’altra canna tra le mani, veloce, corta e da spinning. Si può chiacchierare e lanciare allo stesso tempo, vedi? Il sole sfarfalla sulle pieghe del lago, tu ti abbronzi, un altro dorme, loro parlano ed io recupero distrattamente.

Questa volta voglio alzare la taglia e quindi arrivo al largo, circa 25 metri da noi, aspetto che l’esca arrivi al fondo, tra i 12 e i 15 metri di profondità, più o meno.

Non più un piccolo metal jig, ma un minnow generoso di circa 10 cm.

Escaltion di esche...

Escalation di esche…

<C’è!> esclamo. E tu non ci credi che al secondo lancio la canna sia piegata… In breve un bel persico è tra le mie mani. No mamma, no gentili ospiti, non è né magia né semplice fortuna… è che il persico reale adora un recupero irregolare, con brusche accelerazioni e stop, è che la stagione è giusta, è che quelli più grossi spesso stanno un po’ più a fondo e preferiscono esche un po’ più grandi, è che io so pescare decentemente e appartengo al gruppo di pesca migliore dell’universo, gli eletti dell’Anonima Cucchiaino, benedetti dagli dei della pesca che li illuminano… mentre voi non avete un’idea di come i pesci possano uscire dall’acqua se non al banco frigo del supermercato. Sì, lo rilascio dopo la foto. Se è buono da mangiare? Tra i migliori d’acqua dolce, lo terrei anche, ma in rete ne ho visti troppi massacrati e non ce la faccio ad unirmi al coro.

Ancora qualche lancio, ancora un pesce discreto. Ripongo la canna e mi accomodo sulla sdraio, è finito lo show per gli ospiti, è giunto il momento di fare un bis di torta e caffè.

La morale della favola è questa: non c’è un momento sbagliato per pescare, ma ci sono molti modi sbagliati di pescare.

Rock’n’Rod

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