Intervista a Marica, la ballerina del fly fishing: “Chi ha detto che la pesca è da maschi?”

Marica Cicoria, nata a Parma e romana d’adozione, con il compagno Alberto Salvini è uno dei volti più noti della pesca in Italia. Protagonista e producer di filmati per Pesca Tv, istruttrice certificata International Federation of Fly Fishers, ambasciatrice per aziende di attrezzatura e abbigliamento per la pesca a mosca. Marica è anche una donna brillante, intelligente e appassionata. La sua visione della pesca, matura e profonda, le ha permesso di conquistarsi spazio in un ambiente quasi esclusivamente maschile. Con l’intervista a Marica, inauguriamo la rubrica LE SIGNORE DELLA PESCA, in cui ogni mese daremo voce a una donna che, in un modo o nell’altro, è importante nel mondo della pesca in Italia.

Marica e una bellissima brown trout Made in Usa

Marica e una bellissima brown trout Made in Usa

Marica, quando e perché hai cominciato a pescare?

Nei primi 22 anni di vita ho considerato la pesca un noioso hobby per pensionati. Poi nel 1992 in palestra ho conosciuto Alberto. Mi ero appena diplomata al liceo coreutico dell’Accademia nazionale di danza classica di Roma. Ero timida e giovanissima. Lui, un bel tipo. Fotomodello di Gucci, Versace, Armani e Valentino. Il classico bello e impossibile corteggiato da tutte. Mi ha invitato a casa a vedere la sua collezione di mosche. Sono rimasta folgorata. Ho capito che la pesca era un mondo affascinante e da esplorare.

Tutta colpa dell’amore, quindi.

Diciamo che quando mi sono innamorata di Alberto ho scelto la formula “package all-inclusive”. E la pesca a mosca è parte della sua vita da sempre. Per un anno l’ho seguito ovunque nelle sue uscite. Al lago, in fiume e in mare. Lo osservavo affascinata. Trovavo bellissimo il fatto che a volteggiare in aria fosse una mosca artificiale che aveva costruito con le sue mani, per imitare ciò di cui si nutrono i pesci.

Fino a quando non ti ha chiesto se volevi provare …

No, al contrario! Sono stata io a pregarlo di insegnarmi, in una meravigliosa vacanza alle Bahamas. Ed è stata proprio la sua discrezione, il fatto che non insistesse per farmi pescare, a convincermi. Un atteggiamento rispettoso e intelligente. Alla fine ho abboccato!

Alberto e Marica sulla riva del fiume

Alberto e Marica sulla riva del fiume

Come mai così poche donne sono attratte dalla pesca?

È per l’immagine che ha della pesca chi non la pratica. Un anziano seduto vicino all’acqua, che bevendo birra e dicendo volgarità aspetta che un pesce mangi il vermetto viscido e puzzolente che ha messo sull’amo. Per una donna è uno scenario da incubo e lo capisco. Così, fatalmente, le donne apprezzano solo la pesca al mare dalla barca in estate. Però diciamo la verità: ad attrarre le donne, più che la pesca, è la barca. Meglio se costosa.

Come se ne esce?

Bisogna comunicare cosa è realmente la pesca moderna, a mosca soprattutto. Vale a dire, un modo straordinario di vivere la natura. Catturi un pesce con una mosca che hai costruito, lo combatti, avverti le vibrazioni della sua fuga, entri in contatto con un misterioso mondo sommerso attraverso di un filo sottile. Poi senti la vita di una creatura delicata, come quella di un pesce, tra le tue mani. Infine hai la possibilità di lasciarlo andare, ringraziando la natura del magnifico regalo che ti ha concesso. Spiegata così, la pesca potrebbe attrarre molte donne.

Ti è mai capitato di incontrare casualmente sul fiume altre pescatrici?

Negli Stati Uniti, spesso. Da sole o con famiglia. In Italia è più raro ma ultimamente succede, da noi come in tutta Europa. Merito della diffusione della pesca ricreativa con artificiali.

Marica a mosca secca in uno scenario americano

Marica a mosca secca in uno scenario americano

Fra i tuoi modelli di pescatore – o chiamali “idoli di pesca” – ci sono donne?

I miei idoli sono americani. Da Flip Pallott a Lefty Kreh e Mel Krieger. Da Bob Popovics a Mark Sosin. E naturalmente la meravigliosa e dolcissima Joan Wulff, che rappresenta il massimo livello di pesca a mosca al femminile e dalla quale ho appreso le basi del lancio. Ma il mio vero idolo è il mio compagno Alberto Salvini. È lui che mi ha trasmesso la passione per la pesca, come filosofia, stile di vita e professione. Per il resto, se guardo al panorama italiano, di pescatori da prendere come riferimento ne vedo ben pochi.

Cosa ti hanno fatto di male i pescatori italiani?

Soprattutto fra i pescatori a mosca, non vedo figure di tale spessore da lasciare un segno importante nel nostro mondo, e da essere un modello per le generazioni future. Essere maschi non significa automaticamente essere uomini. Purtroppo la maggior parte dei pescatori sono egocentrici, vanitosi e in competizione fra loro. Le eccezioni ci sono, ma sono appunto eccezioni.

Dei gesti della danza, tua prima grande passione, cosa hai portato nella pesca?

Nella danza, come nella pesca a mosca, servono passione, talento, disciplina e allenamento. Ci sono poi somiglianze più minute. Alcune esche vanno mosse sopra o sotto il pelo dell’acqua come minuscole danzatrici, per incantare i pesci. I movimenti coreografici necessari a eseguire un lancio perfetto, una ferrata corretta o un recupero sicuro sono altrettanto importanti. Spesso ho la sensazione di ballare una sorta di danza per i pesci in un mondo fiabesco. Una condizione di estasi che ricorda la scenografia del balletto. La pesca ha un vantaggio sulla danza. Mentre la carriera di ballerina termina presto, si può pescare tutta la vita.

Marica Cicoria in versione ballerina classica

Marica Cicoria in versione ballerina classica

La pesca, oltre che essere un mondo prevalentemente maschile, è anche maschilista?

Assolutamente. E nella pesca, purtroppo, gli uomini spesso danno il peggio. Un’attività che dovrebbe riconciliare con la natura diventa competizione. Chi lancia più lontano, chi prende il pesce più grosso, chi costruisce le mosche più realistiche. È incredibile scoprire quanto i pescatori siano fanatici, invidiosi, pettegoli. Come donna, quando mi sono avvicinata a questo mondo pensavo di essere coccolata. Di essere considerata una sorta di perla rara. Invece spesso prevale, soprattutto con una donna, lo spirito di competizione. Negli Stati Uniti è diverso.

Ancora con gli Stati Uniti?

Hai ragione, ma li adoro. Lì per la pesca è davvero un altro mondo. C’è un’altra educazione e rispetto verso tutti. Non c’è alcuna discriminazione in base al sesso o alla condizione sociale. In America, la pesca viene intesa come un modo di socializzare e condividere la natura con amici e famiglia. In Italia, poi, c’è chi tristemente usa la pesca come scusa.

Come scusa per fare cosa?

Molti pescatori usano i viaggi di pesca come pretesto per tradire le proprie mogli o fidanzate con altre donne. Vogliamo parlare delle sempre più frequenti trasferte in luoghi esotici?

Marica, Alberto e una bellissima fario

Marica, Alberto e una bellissima fario

Alberto a parte, trovi che un uomo che pesca donna possa essere sexy?

Assolutamente sì. La pesca ricreativa moderna offre un’immagine seducente dell’uomo. È un’attività fisica ma elegante, controllata e selvaggia al tempo stesso. E si svolge all’aria aperta. Quando ho conosciuto Alberto era appena uscito In mezzo scorre il fiume, film di Robert Redford con Brad Pitt. Ho pensato che valeva la pena scoprire se i pescatori a mosca fossero davvero cosi. Diciamo che non sono rimasta delusa.

Cosa pensi delle foto di ragazze nude con pesci in mano che circolano in rete?

Sono una dimostrazione di frustrazione maschile. Ma purtroppo è una guerra persa. A forza di frequentare “pescatori”, e lo dico fra virgolette, mi sono dovuta adattare a situazioni e discorsi spesso spiacevoli per una donna. Diciamo che dalla ballerina dolce e delicata che di fondo resto sempre, nel mondo della pesca spesso mi tocca improvvisarmi polemica e spietata. Quando mi fanno incazzare, ormai divento uno scaricatore di porto.

Tu sei anche insegnante di pesca. Ci sono anche ragazzine fra i tuoi allievi?

Sono istruttrice International Federation of Fly Fishers e anni fa ho avuto il piacere di organizzare corsi per bambini e ragazze nel comprensorio del Parcolaghi a Bagni di Romagna. Oggi non riesco più a insegnare. Sono troppo presa da viaggi, filmati e distribuzione di prodotti pesca. Durante le fiere di settore, però, sono disponibile a condividere gli elementi di base della pesca a mosca con chi inizia. Il consiglio alle donne che desiderano cominciare è di non farsi intimidire da un ambiente maschile. Appresi i rudimenti del lancio, bisogna sentirsi libere e trovare il proprio stile in pesca. Il mio motto è: la pratica è la migliore insegnante.

Marica e Alberto nel 1992, anno in cui si sono conosciuti

Marica e Alberto nel 1992, anno in cui si sono conosciuti

Delle qualità considerate tipicamente femminili – come la grazia, la delicatezza, il senso di accudimento – ce n’è qualcuna che torna utile in pesca?

Per quanto riguarda la costruzione delle mosche, è normale pensare che le mani più piccole e delicate delle donne possano lavorare in modo più attento e accurato. Ma gli stereotipi anche in questo caso non reggono. Ho visto mani grosse e rozze maneggiare materiali morbidi e sottili, per realizzare mosche minuscole e delicate in maniera impeccabile!

Tu pratichi catch&release totale su tutte le specie, o ogni tanto qualcosa trattieni?

Io e Alberto pratichiamo il catch&release pressoché totale. Ai giorni nostri trattenere i pesci, se non è inevitabile, rovina l’armonia con la natura. Quando li rilascio li ringrazio sempre. Ma non sono un’integralista. Penso che trattenere e mangiare un pesce in alcuni casi possa essere perfino un gesto di rispetto. Disprezzo chi non sa rilasciare i pesci in modo corretto e finisce per metterli in acqua moribondi. E non capisco chi va a pesca in contesti dove la stessa trota viene pescata cinquanta volte. Lo trovo sbagliato e sadico. L’importante è conoscere l’ecosistema e non privarlo di risorse preziose. E in ogni caso, non trattenere mai un pesce che sai che non mangerai.

Sei una brava cuoca di pesce?

Non sono una brava cuoca in generale, pur amando la buona cucina. La mia specialità è l’insalata “primavera”. Cioè un miscuglio degli ingredienti che mi capitano sotto mano al momento. Anni fa ho fatto un bel programma per Gambero Rosso Channel, con lo chef Massimiliano Mariola. Si chiamava Lei pesca, Lui cucina. Funzionava esattamente così: lui cucinava i pesci che io pescavo. Era un bel modo per ribaltare il cliché che vuole l’uomo all’avventura e la donna ai fornelli. Anche se, sia chiaro, non penso che una donna che si prende cura della casa abbia qualcosa in meno delle altre, anzi.

Marica Cicoria e il mare delle Seychelles

Marica Cicoria e il mare delle Seychelles

Chi sono, al di fuori della pesca, i tuoi modelli femminili di riferimento?

Adoro Brigitte Bardot, per la sua bellezza e per lo stile di vita che ha scelto di praticare, in difesa di animali e ambiente. Poi ho una mamma e due sorelle meravigliose che amo infinitamente e su cui posso contare sempre. Sono le mie migliori amiche.

Hai amiche pescatrici?

Ne ho avuta qualcuna, ma non è facile coltivare amicizie “di pesca” durature.  Con il lavoro che facciamo, siamo sempre in giro per il mondo. Nella pesca a mosca, è molto brava Elena Torrero, che è anche una persona deliziosa. Lo stesso vale per Luisella Crivaro nel carp fishing e Silvina Turrini, nella squadra italiana di pesca al colpo. Ma siamo davvero troppo poche, ora che ci penso. Nel 2008 Elena, con altri, istituì il premio per la migliore pescatrice a mosca. Lo vinsi io. Poi venne annullato, altrimenti l’anno dopo Elena avrebbe dovuto premiare se stessa! Scherzo, ma neanche troppo.

Hai mai pensato di fondare un club di pesca tutto al femminile?

No per carità. Mi hanno spesso proposto di entrare a far parte di un club e associazione di pesca a mosca per sole donne, soprattutto negli Stati Uniti. Ma la pesca a mosca è già una nicchia della nicchia. Se poi ci ghettizziamo da sole, allora è la fine. Per me la parte più entusiasmante della pesca è proprio l’opportunità di poter condividere una passione o anche un semplice svago con il proprio partner e finalmente poter far parte di un mondo che risulta essere ancora prevalentemente maschile.

Marica e Alberto al tramonto in Kayak

Marica e Alberto al tramonto in Kayak

Fra te e Alberto, chi è il più bravo a pescare?

L’esperienza è la migliore maestra. Lui ha cominciato a pescare a 5 anni. Ha praticato tutte le tecniche, dalla canna in bambù con un filo attaccato, alle competizioni di pesca al colpo, fino allo spinning in mare e acqua dolce. Per arrivare alla più sublime” delle tecniche, a cui si è totalmente dedicato da quando l’ha scoperta nel 1980.

Come reagisce se in pesca prendi più e meglio di lui?

In pesca non siamo competitivi, quello che prende lui è come se lo prendessi io e viceversa. Anzi Alberto è sempre orgoglioso del mio successo. L’amore e la passione si fondono in tutti i sensi. Girando le puntate di Pescavventura ci capita di litigare. Ma finisce lì, e andiamo avanti serenamente.

 Nell’ambito della pesca a mosca, qual è la tua tecnica preferita? E rivolta a che pesce?

Il luogo comune è che la vera pesca a mosca è solo la secca. Ma la natura impone le proprie condizioni. Se c’è una schiusa in atto allora la mosca secca sicuramente è più spettacolare ed emozionante. Ma la maggior parte del tempo i pesci mangiano sott’acqua, quindi servono ninfe ed emergenti. È come nella danza. Sarebbe come dovere scegliere fra balletti lenti o allegri. L’allegro e il lento sono aspetti della danza classica che non possono prescindere uno dall’altro. Quanto al pesce, direi il taimen della Mongolia, il salmonide più grande al mondo. Questo, per quanto riguarda il fiume.

Marica Cicoria e un Huco Taimen in Mongolia

Marica Cicoria e un Huco Taimen in Mongolia

 

 E in mare?

 Quella in mare è la pesca che preferisco in assoluto, dalla spiaggia o guadando nelle lagune di bassa marea. Mi sento libera, grazie alla vastità dell’ambiente marino e alla sua atmosfera emozionante. Mi lascio avvolgere dalla natura selvaggia. Negli ultimi anni abbiamo scoperto una pesca molto intrigante in Texas, pagaiando in kayak attraverso le lagune marine del Golfo del Messico. Cerchiamo il redfish, pesce sportivo fantastico con i suoi colori dal rosa, arancio, rosso e quel suo spot nero sulla coda che sembra un occhio per confondere gli uccelli predatori.

Il viaggio di pesca più bello che hai mai fatto?

Il più emozionante è stato durante le riprese di “Pescavventura on the road USA”. In tre mesi abbiamo attraversato gli Stati Uniti dalla costa ovest alla costa est pescando in ogni Stato e in ogni acqua che incontravamo sul percorso. Sono rimasta incantata dall’atmosfera dell’isola di Martha’s Vineyard nel Massachusetts. Si pesca dalla spiaggia per striped bass, bluefish (pesce serra), bonito (palamita) e false albacore. Ma viaggiando, arrivi ad apprezzare anche quando qualcosa va storto.

Cosa è andato storto?

In South Dakota un tornado ha colpito la zona di Rapid City. Grani di grandine grossi come palle da tennis. Noi stavamo sulle montagne del Mount Rushmore, fra acquazzoni e temporali. Tanta paura, ma ce la siamo cavata. In Mongolia abbiamo viaggiato a bordo di un vecchio camion da guerra russo. Abbiamo attraversato un fiume che, a causa delle piogge, si era alzato e ci stava trascinando via.  Non si può certo dire che ci annoiamo.

Marica Cicoria nel New England

Marica Cicoria nel New England

Il viaggio di pesca che sogni?

Ci piacerebbe andare a pescare in Tasmania!

Per te e Alberto oggi la pesca è l’unico lavoro o fate altro?

Certo che è l’unico lavoro. Oltre a pescare, dobbiamo destreggiarci fra la produzione di filmati per PescaTV canale 236 di SKY, la distribuzione di prodotti per la pesca a mosca in Italia e in Europa, la partecipazione a fiere ed eventi per la divulgazione della cultura della pesca, all’insegna della salvaguardia dell’ambiente sempre più devastato. Ci sentiamo privilegiati a fare un lavoro che nasce dalla passione. Ma non esistono orari, giorni di festa o vacanze, intese come momenti di relax. Siamo imprenditori. E quando si svolge un lavoro in autonomia ci sono grandi responsabilità e impegni da rispettare per portare avanti la baracca, con sacrificio e determinazione. Non è un gioco.

Molti pescatori vi invidiano …

Siamo orgogliosi di avere raggiunto l’obiettivo sognato da tanti di fare il lavoro che si ama, ma per ottenere stima e fiducia e arrivare al successo la strada non è stata per niente facile. Non cambierei il nostro lavoro con niente al mondo. Lo dico con uno slogan. Non si tratta solo di prendere i pesci … ogni luogo lontano o vicino per noi è sempre una fantastica Pescavventura!

Marica sulla scogliera al tramonto

Marica sulla scogliera al tramonto

Qual è il tuo sogno come donna? E come pescatrice?

 Come donna, il mio sogno lo tengo per me. A pronunciarli, i sogni non si avverano. Come pescatrice, mi piacerebbe che tutti noi pescatori ricreativi un giorno si andasse a pesca senza amo!

Come senza amo?

Detta così, sembra un paradosso. E forse lo è. Ma penso che ci aiuti a riflettere sul vero senso della pesca. Quello che conta è il percorso che si fa per arrivare alla cattura del pesce. Le emozioni che si provano nella preparazione, nella ricerca, nell’esplorazione e nella scoperta della natura. Dopo tanti anni, è sempre più difficile per me fare del male ai pesci. Perché questo aspetto non è eliminabile, nonostante tutte le attenzioni che metto nella scelta degli ami, nel recupero e nel rilascio. Un giorno penso che potrei andare a pesca con una mosca senza amo, solo per godere dello spettacolo della trota che sale fino al pelo dell’acqua e con una bollata dimostra di essere caduta nel mio tranello. Oppure potrei avvicinarmi al fiume senza canna e lenza, rimanendo in contemplazione. Mi sentirei comunque di avere pescato.

(Per il link alla pagina di Marica su Pesca Tv, clicca QUI)

E ORA GODETEVI LE FOTOGRAFIE NELLA GALLERIA QUI SOTTO!

 

 

3 Comments

  • mimmus ha detto:

    Si, cara Marica, la pesca in Italia deve fare ancora molta ma molta strada. L’immagine del “franchino” con canottiera e secchio pieno di minutaglia presa col bigattino è dura a scomparire.

    Sperando di essere creduto, anche per me l’azione di pesca si esaurisce quasi completamente alla “botta” (io pesco a spinning).

  • Giambattista Scuri ha detto:

    Che dire ? Gran bella intervista, parole che vale la pena di leggere e metabolizzare. Concordo al quasi totalmente con Marica, anche se, per quanto riguarda l’aspetto ” pescatori italiani ” qualcosa finalmente sta cambiando ! Personalmente dico , che ogni qualvolta mi capita di vedere una donna in pesca, io ne sono contento, senza allusioni maschiliste al seguito ! Complimenti dunque alla Lady del fly fishing italiano, con riflessi internazionali !!!?

  • Bianca ha detto:

    ho avuto il piacere e l’onore di lavorare e conoscere Marica ed Alberto veramente due persone competenti leali, trasparenti e corrette.
    bellissima intervista che condivido in pieno, soprattutto sul lato che la pesca italiana abbia bisogno di un tocco femminile.
    brava Marica continua così!!!!!!

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