Serra, Barracuda, Barracuda!

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Spinning SaltwaterEra il 16 Agosto, con mia moglie il viaggio procedeva alla grande. Scendevamo placidi la costa ovest della Sardegna, alla ricerca di baie sperdute, spiagge solitarie e camping raminghi ove piantare la tenda, massimo una o due notti, per poi ripartire agili verso nuove ignote mete. Era il 16 Agosto quando, tra dune disperse nel nulla più isolato dell’isola, la nostra fidata autovettura tedesca ha deciso di funzionare solo in prima ed in terza marcia. Retromarcia esclusa.

Avremmo dovuto incontrare l’amico di pesca virtuale Federico “Ciccio” Galbiati e la sua mitica ragazza quel pomeriggio assolato del 16 Agosto. Avremmo dovuto, e così avremmo fatto: non ci fermarono sessanta chilometri di tornanti tra salite e discese, tra prima e terza e sussulti del motore… L’incontro avvenne, la macchina fu abbandonata su di un carroattrezzi e una nuova amicizia, sodalizio alieutico, nacque nell’incontro fisico tra persone! Da allora Ciccio e Franci sono amici favolosi. Da allora mi sono spostato con passaggi e auto a noleggio…

 Un fato biricchino ha deciso che la macchina tedesca tornasse disponibile al ritiro questo weekend, weekend in cui Ciccio sarà in Sardegna per una settimana di ferie con un suo amico, il celebre Andrea “Cippisan”, altro legame virtuale destinato all’incontro “reale”. (Come se il virtuale non fosse reale…). Inutile dirlo, andrò sì a ritirare la macchina Venerdì, ma sarà un lungo weekend di pesca in terra sarda!

 Magia della pesca all'alba!

I soldi che spenderò nei prossimi tre giorni basterebbero per andare una settimana a Cuba, o in Madagascar, o comunque a pescare in qualche meta esotica… ma sarà l’officina a decidere come spendere un simile capitale, a me, una volta ritirata la macchina, resta qualche spicciolo per un B&B, qualche pasta con la bottarga, qualche colazione titanica e un rientro posto ponte sul traghetto che mi porterà a Genova Lunedì mattina.

Meglio non pensare all’assegno appena staccato, altrimenti è subito pianto a dirotto, meglio godersi la macchina che fila liscia con i finestrini abbassati, l’aria calda di quest’isola che sembra essere rimasta in piena estate mentre a Milano questa mattina pioveva e faceva freddo.

A Milano stamattina la gente era già nervosetta ed arrabbiata, qui essere calmi e sorridenti è conseguenza diretta della temperatura mite, delle colline verdi , delle strade deserte e del mare blu all’orizzonte.

Estate in Autunno

Il paesino che questa estate brulicava di gente e turisti è ora semi-vuoto. Nel bar aperto della piazza giovani e vecchi bevono vino e giocano a carte. E’ il quadro di un’altra epoca, la contemporaneità si fa sentire solo con lo squillo di qualche smartphone e con il rombo di qualche scooter.

Gli hotel sono chiusi, ma mi viene indicata la strada di un “bed and breakfast” gestito da una giovane coppia del posto, non potrei chiedere di meglio! Con calma preparo le canne, vado al porticciolo a fare due lanci al tramonto, giusto per godermi il paesaggio, il profumo del mare e farmi aumentare l’appetito. Quindi vado a concedermi una splendida cena di pesce, vermentino e mirto per chiudere in bellezza: tempo di andare a spinneggiare duro in solitaria al porto! 

 Sono solo nella notte, le luci del porto sembrano accese per me, come fosse un’arena di pesca… Un’onda lunga alza spruzzi altissimi sulla massicciata esterna del lungo molo

scrosci d’acqua si abbattono di tanto in tanto laddove si dovrebbe camminare… Qualche lancio verso l’esterno, verso il mare aperto lo faccio, ma non mi sento sicuro ed in breve preferisco pescare dentro al porto, dove l’acqua è calma, solo increspata da una fresca brezza notturna. Quest’estate qui avevo preso tre bei serra a popper, adesso spero in un loro parente o in un bel barracuda. Alterno “wtd”, longjerk e popper…  Mentre muovo piano un longjerk arriva l’agognata botta in canna, il polso d’istinto ferra e <c’è>!  Nel buio non vedo la preda, ma l’inconfondibile serie di salti mi dice che è un serra, lo contrasto a canna bassa, la mia bella canna, una Biomaster 7.1 da 20-50gr di casting weight,  asseconda bene i salti e stanca in fretta questo piccolo ma favoloso pesce! Per i pescatori abituati a lungo alla pesca in acqua dolce è sempre sorprendente quanto i predatori del mare, anche piccoli, sappiano lottare con forza.

Pesce Serra a spinning C&R

Seppur piccolo piccolo, grande soddisfazione.

Boga, fotina e rilascio. Riprendo a pescare molto felice! Anche se non si è trattato di un pesce di taglia è stato comunque un momento di pura soddisfazione alieutica. Immagino ci sia un branco davanti e lancio con convizione… Nulla per più di un’ora.  Vado a nanna sognando già l’alba e la scaduta di quell’onda lunga…

Alba in pesca...

Alle sei sto già lanciando, dentro e fuori la massicciata. E’ ancora buio, c’è ancora onda ma sembra in lento calo. Sono assetato di pesca e lancio come un dannato… Alle otto e quindici, dopo aver goduto di una bellissima alba ed essermi preso alcune ondate salate in faccia, sto per chiamare la ritirata… il lettino del B&B mi sembra un miraggio.

Recupero il popper alternando lente e lunghe “pullate” (cioè tironi fatti con canna e braccia), l’esca è sotto ai piedi, tra i grossi tripodi di cemento del porto, nella bianca schiuma…

una sagoma appare come per magia: è un grosso serra tra i tre ed i quattro chili! Dà due colpi di coda in superficie per stare attaccato all’esca che muovo piano descrivendo la figura di un otto sulla schiuma… si inabissa tra spruzzi e niente di fatto.

Rilancio e mi segue da lontano un pesce, arriva sotto i piedi, è un piccolo serra… niente. Cambio esca, metto un longjerk… dietro l’esca, a circa dieci metri da me, si apre un gorgo enorme… tremo, ma sulla canna non sento nulla… ha rifiutato, doveva essere un giga-serra, un serrosauro… Dev’esserci un mega branco davanti a me, cambio ancora esca scoraggiato dai rifiuti reiterati! Provo un needle stupendo. Lancio e recupero con il cuore in gola, segue un piccolo serra e ancora uno dopo poco. Niente. Sono stato beffato da cinque pesci in pochi lanci e due erano pesci di taglia! 

Insisto altre due ore in barba alla voglia di caffè, colazione e pennichella… poi mi arrendo e quel caffè, quella brioche e quel letto del B&B mi sembreranno i migliori dell’universo!

Sunrise... Biomaster rod, Biomaster 5000 reel

Sunrise… Biomaster rod, Biomaster 5000 reel

Con calma trovo chi mi sfama con ottimi panini, guido un’oretta e raggiungo il luogo dell’appuntamento. L’inconfondibile silhouette di Ciccio spicca in tutto il suo splendore, la grande visiera del suo cappellino da rapper non può far ombra al suo sorriso gagliardo! Pacche sulle spalle e conosco Andrea, alias “il Cippisan”; sembra anche lui “uno di noi”, malato di pesca e capace di autoironia, ma non ne avevo dubbi.

Il primo pomeriggio ci vede intenti a scaricare la loro station wagon da alcuni quintali di attrezzatura da pesca… i due amigos hanno portato un armamentario da far impallidire, per quantità e qualità della merce, ottimi negozi di pesca.

Pietro Invernizzi inshore fishing pescare in mare

Pietro pesca in scogliera

Al tramonto siamo in pesca, proviamo una scogliera da urlo. Ciccio è scettico, io ci credo tantissimo, il mare schiuma, la luce si infiamma e siamo un bel trio di personaggi… Il quadro mi piace così tanto che chiedo a Ciccio di scattare una foto, <No dai, non da così lontano, vieni più vicino!>; ed è così che lo scatto da podio al World Press Photo costa una doccia salata a Ciccio ed al sottoscritto! 

Dopo pochi lanci siamo tutti e tre fradici, di pesci neanche l’ombra… Ci cambiamo e cambiamo spot: molo del porto. 

Arrivo al porto... il sole tramonta.

Arrivo al porto… il sole tramonta.

L’acqua è calma, i traghetti entrano ed escono dall’imboccatura del porto e le loro luci verdi e rosse spiccano sempre più evidenti nella sera sempre più scura. Ciccio esclama <C’è! Grosso!>, è accanto a me, canna piegata, crede sia un altro tipo di predatore e teme la fuga sul fondo, l’errore fatale è forzarlo a canna alta… il pesce si dibatte sulla superficie e si mostra come un grossissimo barracuda! Libero.

La sequela di improperi del mio amico farebbe impallidire una setta di satanisti. Ma lo capisco e sono certo sarà assolto per questo.

Passa forse un’ora, ormai è buio, peschiamo solo a longjerk, zitto zitto il Cippisan pesca ad una decina di metri da noi, verso l’interno del porto.  Quando ci avviciniamo ci informa serafico: <Ne ho toccati due!>  Maledetto… Come iene assetate di sangue iniziamo a pescargli ad un metro ed imitiamo ogni sua mossa! Barracuda per Andrea Castiglioni

Ma gli dei della pesca hanno i loro criteri di giustizia, la canna in piega adesso è proprio quella di Andrea Cippisan, eccitato come una scolaretta in calore ho il piacere di bogare questa cattura per il mio nuovo amico! E’ un barracuda, o forse sarebbe più giusto chiamarlo luccio di mare, ad occhio e croce sopra gli ottanta centimetri. Foto e release. 

Non passa molto tempo ed il Cippisan fa il secondo! Ci sta asfaltando, ed è subito laurea honoris causa: magister barracudorum.

Mal comune mezzo gaudio, divido il mio cappotto con Cicc…. C’è! L’ha preso, eccolo il piccolo barracuda salva cappotto di Ciccio. Fotina e release. Andiamo a concederci una lauta cena di pesce!

Ciccio e il piccolo barracuda!

Loro vanno a nanna, io insisto ancora un po’… il cappotto mi sta stretto. In solitaria faccio il giro del porto, ma nessuna emozione. Nel mezzo della notte raggiungo la nostra tana, stendo il sacco a pelo vicino ad un Cippisan russante e mi schianto addormentato in pochi attimi.

 Quando apro gli occhi vedo il fisico scolpito e statuario di Ciccio, in nomen omen, che armeggia in mutande con una caffettiera napoletana… questa celestiale visione è il preludio di un risveglio lungo e difficile… è comunque ancora buio pesto quando siamo tutti e tre fuori dall’auto armati di canna da pesca. Con le pile frontali illuminiamo il sentiero che porta ad una nuova scogliera. All’appuntamento c’è anche Mauro, un abile pescatore romano che vive qui in terra sarda ed è amico di Ciccio, è a lui che si deve la conoscenza degli “hot spot” di pesca.

Ci sparpagliamo lungo la scogliera a qualche metro l’uno dall’altro. Alterniamo esche diverse tra loro e tempestiamo di lanci il mare. L’assetto comunque è  più o meno sempre lo stesso per tutti e quattro: canne tra i 7 e gli 8 piedi di grammatura tra l’oncia e le due once circa. Mulinelli di qualità taglia 4000 o 5000, ben bobinati di trecciati tra le 20 e le 30 libbre (io Power Pro 30lbs); a questi ultimi leghiamo finali in fluorocarbon lunghi uno o due metri dello 0,40 o 0,50 di diametro. Moschettone solido, imprescindibile che sia di qualità.

E’ ancora buio quando, alla mia sinistra, Ciccio ferra deciso un bel pesce… gli ha mangiato su di un lungo stop, ad esca immobile.

Federico "ciccio" e un bel cuda zona 90!Ancora una volta ho l’onore e l’onere di bogare la cattura. Un bel barracudazzo di quasi novanta centimetri!  Purtroppo le ancorette lo hanno devastato… poniamo rapidamente fine alle sue sofferenze. Foto,  e già si parla di ricette migliori per cucinarlo. 

Sorge il sole sulla scogliera

Sorge il sole sulla scogliera

Siamo tutti e quattro concentrati ma nessun altro pesce viene a regalarci emozioni. L’unica immensa ed eterna emozione è vedere il sole che sorge!

Le scogliere che svelano i loro contorni neri, alte sul mare scuro, quel mare che si allunga davanti ai nostri occhi, sempre più blu fino all’orizzonte. Si spengono le pile frontali, ci si vede in faccia tra amici, si vedono i colori della roccia, della schiuma, dell’acqua e del fondale che nasconde. 

La magia è spezzata dal borbottare di un motore, mentre sto pensando che quel suono  deve appartenere ad un vecchio entrobordo diesel, sbuca da dietro lo scoglio più alto alla nostra sinistra un piccolo peschereccio con due uomini indaffarati in coperta.

Peschereccio, reti, 30 metri dalla riva...

Peschereccio, reti, 30 metri dalla riva…

Sono impegnati: uno con la barra del timone segue la direzione che l’altro gli indica mentre avvolge una ruota di ferro che sporge fuoribordo, nella ruota di ferro scorre e si stringe la rete da pesca che sale dal fondo del mare, scaricando nel pozzetto dell’imbarcazione il suo contenuto. Sono a circa trenta metri da noi, riesco con facilità a lanciare vicino alla loro prua. E’ vietato mettere reti da pesca così vicino a riva. La targa di quel peschereccio è ben visibile. Avvolgono la rete per centinaia di metri, spariscono oltre la scogliera alla nostra destra, ancora intenti ad issare rete.

 Siamo vicini, seduti sulle rocce a chiacchierare. Siamo un po’ depressi per la scena appena vista.

Il fondale innanzi a noi è profondo, il sole è ormai alto. Armo un metal jig da quaranta grammi con due ami singoli con assist;  lo lancio lungo e lo recupero a saltelli sul fondo. <Pesce!>  Ci penso io a far tornare a tutti il sorriso, il mio biiiiig fish è una perchia colorata e bellissima in tutti i suoi quindici centimetri!

La grande Perchia... il pesce dei sogni di ogni pescatore!

La grande Perchia… il pesce dei sogni di ogni pescatore!

Stiamo ancora scherzando per la perchia quando, due lanci dopo, mentre il metal jig sta affondando lontano decine di metri da noi, la mia canna si flette di colpo! 

In pochi istanti  ferro deciso, la canna bruscamente si piega all’estremo, la frizione geme, attimi eterni trasmettono la potenza del pesce all’altro capo della lenza…

canna dritta: <Nooooooooooo!>  Libero. Si è slamato. Era abboccato in caduta, poteva essere tutto: palamita, tonnella, alletterato, ricciola… non lo sapremo mai.  

Pietro "anonimo", Federico "ciccio", Andrea "Cippisan"

Pietro “anonimo”, Federico “ciccio”, Andrea “Cippisan”

Martelliamo il mare con jig, poi un po’ a top water e jig. Poi ci arrendiamo e abbocchiamo ad una colazione sontuosa in pasticceria!  Abbracci, saluti maschiali e promesse di rivederci presto… in pesca è ovvio. Loro vanno a dormire, una settimana di pesca li attende; io vado a prendere il sole e fare un bel bagno in spiaggia, mi godo qualche ora di pura estate rubata all’autunno milanese.

Bagno estivo ad Ottobre, fine del weekend

Bagno estivo a fine Ottobre, fine del weekend in Sardegna.

 Poi mi rimetto in macchina, guido ore, mi imbarco sul traghetto, posto ponte ovvio; mi accuccio come un cane sulla moquette sudicia della nave, dormo o meglio cado in stato di incoscienza, mi sveglia un altoparlante, a quanto pare siamo a Genova, mi lavo alla bell’e meglio ai lavandini del bagno. Guido nel traffico genovese, faccio le curve della Serravalle in un tempo record, mi cambio in macchina alla pompa di benzina di un autogrill. Avevo tenuto da parte pantaloni, camicia e golf impeccabili. I capelli sono ancora un po’ rigidi di salsedine, in compenso sono abbronzato e l’abbronzatura maschera un po’ le occhiaie lunghe. Arrivo diretto in ufficio, è lunedì mattina, Milano è frenetica, io sono in leggero ritardo.

Rock’n’Rod

2 Comments

  • Mauro ha detto:

    Ciao Pietro. Devo dire quest’estate, cercando una canna monopezzo mi sono imbattuto nella biomaster offsett, scontata, e sbacchettandola mi ha sorpreso! Ora è la mia canna tuttofare… spero a breve di collaudarla con qualche bella preda, in ogni caso mi sempra un salto in avanti incredibile della Shimano.

    • Pietro Invernizzi ha detto:

      Ciao Mauro!
      Scusa il ritardo della risposta!
      La Biomaster è una canna eccezionale e ad un ottimo rapporto qualità prezzo! Comunque tutte le nuove serie Shimano (lo dico sinceramente, senza fini “promozionali”) sono canne molto diverse dalle Shimano degli anni passati, molto più “moderne” e spesso davvero valide o addirittura sorprendenti! 😉
      A presto,
      P.

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