C’è del luccio in Danimarca – Seconda Parte

Luccio a shad
Luccio a shad
Luccio tra le ninfee

Luccio tra le ninfee

Nel cuore della notte, nel silenzio assoluto che culla il sonno più profondo, l’inconscio del pescatore è all’erta. I passi felpati di Sandro che si dirige furtivo nell’oscurità verso il bagno, vengono percepiti ed elaborati dal mio cervello di Anonimo dormiente come possibile partenza del primo giorno di pesca… Nel letto scatto con il busto in avanti, come spinto da una molla, d’istinto sentenzio deciso: <Pronti! Ho la ferrata in canna!>

Sandro per un attimo quasi si spaventa, poi ride e con l’inconfondibile accento emiliano si raccomanda: <Sono le cinque… torna a dormire!>

Dopo poche ore e una lauta colazione nel mezzo, siamo alle prese con i Belly Boat sulle sponde di un piccolo lago danese. 

Pesca in Belly nelle acque esclusive Denmark Fishing Lodge con Catch Outdoors

Pesca in Belly nelle acque esclusive Denmark Fishing Lodge con Catch Outdoors

Siamo eccitati come bambini: prima volta in Belly Boat nonostante anni ed anni da pescatori a cucchiaino e prima volta che affrontiamo i lucci danesi… Il Belly si rivela subito come estremamente facile e comodo da usare ed il lago rispecchia quanto ci era stato detto: fondali bassi, rive ricche di vegetazione con canneti, distese di ninfee, alberi protesi sull’acqua. Abbiamo portato due assetti di pesca al luccio, uno più pesante a casting, con canne dalle 3 alle 7 once ed uno più leggero a spinning, con canne dalla schiena forte ma di potenza di lancio tra i 5/8 e l’oncia e mezza.

I primi minuti di pesca sono stati incredibili, Jacopo e Francis lo hanno già raccontato settimana scorsa: subito lucci presi e lucci che inseguono l’esca!

Loro a gomma, io invece con una swimbait colore persico da 17 centimetri armata, come tutte le nostre esche qui in Danimarca, con solo un’ancoretta ad ardiglioni schiacciati. A fine vacanza saranno triturate!

Le nostre 5 esche più catturanti in Danimarca a Lucci!

Le nostre 5 esche più catturanti in Danimarca a Lucci! 1- Seeker Shad Storm 2- Damiki Air Frog 3- Roar bait 4- swimbait Balzer 5- Curly tail Storm

Dopo qualche lucciotto di benvenuto e un po’ di dolce pinneggiare, mi trovo davanti ad un’ansa del lago ricoperta interamente da ninfee…

E’ qui che ha origine la scelta che stravolgerà questa esperienza di pesca regalandole un notevolissimo valore aggiunto: top water! L’equazione della felicità è questa: basso fondale più lucci attivi, diviso ninfee, uguale: rana!

A rana in Italia ho fatto solo qualche lancio qui e là, poco convinto. Qui deve funzionare!

La sostanziale differenza tra pescare a rana, quindi “top water”, in superficie, e pescare con un recupero con l’esca sommersa, è che:

non aspetti di “sentire” l’abboccata… aspetti di vederla!

Aspetti che l’acqua si rompa in mille spruzzi e fauci spalancate inghiottano l’esca artificiale, aspetti che una scia di onde corra dietro la tua ranocchia, apra le ninfee ed esploda regalandoti un’iniezione di adrenalina senza pari! Pescare a galla, è innegabilmente più emozionante! Ne sanno qualcosa i pescatori a mosca secca che passano ore a fissare le loro piumette galleggiare in attesa di una “bollata”, o gli spinners di mare che si spaccano le braccia a tirare popper e wtd.

Luccio e Roar Bait Twin Tail

Luccio e Roar Bait Twin Tail

Anche l’azione di lancio e recupero è molto divertente!

Tendenzialmente se stai lanciando una rana, che pesa poco, stai usando una canna leggera, lanci lunghissimi di solito non servono, la rana la “manovri” a vista… ed è questo che è esaltante! Canna alta e colpi di cimino o di manovella la fanno letteralmente saltellare su e giù dalle ninfee, poi un recupero lento e regolare fa nuotare le zampine negli spazi di acqua libera, intanto l’occhio avido aspetta l’esplosione d’acqua alla Sampei!

Jaco e un bel luccio denmark fishing lodge catch outdoors

Jaco e un bel luccio!

Non ho la pretesa di spacciarmi come “guru” della pesca a rana, anzi come ho detto, ho iniziato ad usarla sul serio solo in questo viaggio.

Ma in pochi giorni di Danimarca ho avuto tanti attacchi sulla rana quanti forse non avrei mai potuto averne in una vita in Italia e due o tre cose mi sento di dirle a chi magari invece ancora non ha osato quest’esca:

1) quando l’esplosione arriva e si spalanca la bocca del luccio sulla rana, non ferrate subito, aspettate con enorme sangue freddo quell’istante che serve al pesce per tornare verso l’acqua o per chiudere la bocca. Altrimenti avrete mille ferrate a vuoto, strappando l’esca di bocca…

2) quando ferrate, ferrate bello secco e lungo… gli ami anti-incaglio, spesso con profilo robusto, non sono amici della facile e sicura penetrazione nella bocca dei pesci.

3) Compatibilmente all’attrezzatura: canna alta e cercare di togliere il pesce dall’erbaio o dalle ninfee in fretta! Un luccione che parte a tuono tra gli steli sommersi delle ninfee o nel fitto di un erbaio è un luccio che probabilmente sta per incagliare lenza e amo, liberandosi o rischiando di strappare tutto!

In questo viaggio il luccio più grosso si è liberato proprio così… dopo una fuga a cento all’ora in cui il trecciato in tensione falciava le ninfee come fossero di carta, infine si è abbarbicato a radici sommerse, lasciando l’amo a decorare il vegetale!

Luccio su rana Damiki

Fine dei consigli spassionati. Have fun! La rana fever dopo aver colpito me, ha contagiato anche Francis, come vi ha raccontato nella prima parte di questo lungo report; quello che non vi abbiamo ancora raccontato e che in effetti è difficile spiegare, è quanto è meraviglioso fare un “viaggio di pesca” e ancor più poterlo fare in ambienti tanto belli, pescosi ed esclusivi come quelli gestiti da Omar del Denmark Fishing Lodge!

Luccio underwater shot

Luccio underwater shot

Un viaggio di pesca tra amici non è solo andare a pesca… è molto di più, è solo ed unicamente andare a pesca!

Vai a letto la sera ubriaco di chiacchiere di pesca, o forse anche di birra e whiskey, ti svegli la mattina e pensi solo a pescare, si discute solo di pesca, la tua unica preoccupazione è pescare, come pescare, dove pescare, pescare. Non esiste il mondo esterno, solo i tuoi amici e la tua passione più grande. Ogni tanto c’è spazio per qualche squisita discussione accademica sul fascino delicato del gentil sesso, le solite battute eleganti che si fanno tra maschi su quanto ci piaccia l’anima pura delle donne… Magari accompagnata da qualche raffinato video mostrato con orgoglio dagli smartphone, oppure dalla condivisione di un notevole profilo instagram che brilla per estetica raffinata e buon gusto. Sono siparietti che fanno gruppo, anzi branco, siam pur sempre predatori e siam predatori finalmente in caccia… anche se le nostre uniche prede hanno le pinne!

La compagnia al completo con altri due amici, lettori di Anonima incontrati al Lodge: Luca e Daniele!

La compagnia al completo con altri due amici, lettori di Anonima incontrati al Lodge, nell’ordine: Omar, Luca, Sandro, Jacopo, Francis, Davide, Pietro

Un viaggio di pesca è uno stato mentale che inizia con gli ossessivi preparativi pre-partenza e si sublima quando il gruppo si riunisce, bagagli in mano, vestiti da pescatori. Ci si è già deliberatamente esclusi dalla marea umana circostante, tutto nel nostro essere ci fa prendere le distanze dagli “altri”. Non siamo più impiegati, figli, genitori, partite iva, borghesi, operai, nobili, giovani, vecchi, siamo solo pescatori! Pescatori puri, niente altro conta, pescatori e basta.

Il viaggio di pesca regala aneddoti memorabili condivisi con gli amici, aneddoti che saranno ripetuti negli anni a venire e calati come assi nelle conversazioni più disparate. Aneddoti di cameratismo scurrile che è d’uopo non raccontare, altri invece semplicemente aneddoti da pescatori. Come quando mentre Francis slamava lo stesso luccio per 7 volte a fila recuperando una rana, io ho ferrato un altro luccio scivolando per terra di culo! Lui elegantemente non lo ha raccontato, ma ho lottato e recuperato quel luccio sdraiato per terra.

Catch and Release always!

Catch and Release always! canna GLoomis Escape 1 oz, Mulinello Sustain Shimano 5000

Per non parlare di quando Jacopo ed io ci siamo trovati in belly in fondo ad un lago lungo due chilometri ed il vento a iniziato a soffiare molto forte… ovviamente in direzione contraria… e uno dei due belly era gonfiato male! Epic! Oppure il fatto che la parlata emiliana del mitico Sandro alla fine ci aveva contagiato tutti e senza più accorgercene avevamo lo stesso accento e le stesse espressioni colorite…

Pietro e un bel luccio denmark fishing lodge catch outdoors

Slamatura dal belly… #rocknrod #fishingheroes #catchoutdoors

Il viaggio di pesca è la possibilità unica che abbiamo noi amanti dell’outdoor, della natura, dei paesaggi incontaminati, della vita semplice, di vivere un paese, magari straniero come in questo caso, come lo potrebbe vivere solo un abitante di vecchia data del posto. Infatti non si è turisti, nel viaggio di pesca, si è pescatori. Se poi ad accompagnarti c’è uno come Sandro di Catch Outdoors, sei sicuro che ti sentirai sempre al posto giusto nel momento giusto!  Lo ringraziamo pubblicamente a gran voce, perché l’idea di questo viaggio è stata sua, ed è stata una grande idea; lui era a conoscenza delle acque riservate agli ospiti del Denmark Fishing Lodge e lui ce ne ha parlato… innamorarsi dell’idea, volerci andare ed ora volerci tornare, sono solo inevitabili conseguenze!

Luccio su Seeker Shad Storm

Luccio su Seeker Shad Storm

Lucci, lucci, lucci in tutti i modi! Eppure non di soli lucci è fatta la pesca n Danimarca: abbiamo trovato il tempo per due fughe a trote di mare.

 Sì: trote… di mare! Un’altra esperienza straordinaria in terra di Danimarca che vi racconteremo presto!

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