Boccaloni a Saint Tropez (frazione del Comune di Segrate)

Uno dei tanti supplizi che dobbiamo subire noi milanesi sono le foto che i colleghi pugliesi pubblicano su Facebook quando tornano a casa per trovare la famiglia. Solitamente ritraggono il suddetto collega in bermuda, impegnato a trattenere il fiato per nascondere la pancia, con i piedi immersi nell’acqua cristallina di Porto Cesareo (o località equivalente). Il testo associato alla foto è immancabilmente: “Voi godetevi l’Idroscalo”. A parte ricordare ai colleghi il fatto che non è obbligatorio venire a vivere a Milano – ma qui il discorso si fa lungo – vale la pena ragionare sulle risposte che il milanese può dare a questo tipo di aggressione estiva da social network. I più sprovveduti fra noi commentano la foto con frasi da rosiconi tipo “tanto fra una settimana sono alle Maldive”, “da Milano in un’ora e un quarto sono a Santa” o peggio “io in Salento ci andavo già quando non lo conosceva nessuno”. I più avveduti – e noi di Anonima Cucchiaino siamo ovviamente fra questi – prendono invece quel “voi godetevi l’Idroscalo” come un invito, dimostrando la leggendaria capacità di adattamento meneghina e negando ogni soddisfazione al collega nato fra trulli e pasticciotti.

Battua al bass all'Idroscalo - pesca a mosca Anonima Cucchiaino

Il primo boccaloncino ad abboccare allo streamer

 

Noi che siamo nati e cresciuti qui lo sappiamo: l’Idroscalo è davvero un bel posto. E contribuisce a fare di Milano una città vivibile anche in estate. Lo diceva anche la canzone “Agosto a Milano” degli Orsetti di Cocco, una delle migliori band rocksteady beat di tutti i tempi, che paragonava la Milano estiva a Saint Tropez, facendo così un grande complimento a Saint Tropez. Tutto questo per dire che domenica scorsa, avendo un solo giorno a disposizione (sabato lavoravo), ho deciso di passare una giornata di riposo all inclusive all’Idroscalo, che per inciso si trova nel Comune di Segrate: corsa sul bus 73/ da piazza V Giornate, acquisto di una bottiglia di Estathè, noleggio della barchetta a remi. E per finire, una volta rientrato dalla pesca, lettino al Bar Chalet di Pino Affer. Ovviamente a bordo lago, per essere sempre in pole position. Come compagna di viaggio ho scelto la mia fidata canna da mosca otto piedi coda 8.

Battua al bass all'Idroscalo - pesca a mosca Anonima Cucchiaino

Un boccaloncino pronto a tornare a sguazzare in acqua

 

Salpato dal porto turistico del Bar Chalet, ho cominciato a remare fortissimo per raggiungere quelli che ritenevo essere i più affollati punti di raccolta dei boccaloni: il tratto di riva a Sud delle tribune, sul lato occidentale del bacino, e i ponti dell’Isola dei Fiori. Ma quei luoghi, che tante gioie hanno regalato in passato, questa volta si sono rivelati tirchi di emozioni. Lancia che ti lancia, non usciva un pesce che fosse uno. In fondo al finale corto (un metro di 0.40 e un finalino di fluorocarbon 0.30) avevo legato uno streamer nero. Il mio ragionamento da spinningofilo era: se c’è tanta luce – e ce n’era tantissima, con acqua limpida e 35 gradi in aria – meglio scegliere un’esca non troppo sgargiante. Ma i boccaloni non sempre ragionano come i pescatori. Così intorno alle 15, dopo innumerevoli tuffi nel lago per rinfrescarmi, mi decido a montare uno streamer bianco e giallo, con coda “tipo grub”. E così è cominciato il boccalone party. E io a quel party ero in lista, come il Pagante + Andrea Diprè.

Battua al bass all'Idroscalo - pesca a mosca Anonima Cucchiaino

Autoscatto con boccalone

 

La faccio breve: quasi tutto quello che c’è da dire lo vedete in foto. Ho lanciato per un paio d’ore nei punti in cui le piante facevano ombra sull’acqua. Lanci corti, con un falso lancio di preparazione o nemmeno quello. Un po’ perchè sono scarsissimo a lanciare, e un po’ perchè non c’era alcun bisogno di stendere più di cinque o sei metri di coda (galleggiante, quindi ho preferito streamer piombati). In due ore ho preso una trentina di pesci, quasi tutti piccoli, qualcuno belloccio, nessuno memorabile, tutti rilasciati. Molti li ho presi a vista. Alcuni a galla. Moltissimi abboccavano appena lo streamer toccava l’acqua, tanto da suggerirmi una pazza idea: a un certo punto mi sono accorto che nella scatola degli streamer era finita, non so come, una grossa mosca secca da caccia. Sotto il sole a picco delle quattro del pomeriggio mi sono detto: “Lo faccio o no lo faccio?”. Alla fine, per pigrizia, ha prevalso il “non lo faccio”. Ma, prima o poi, un boccalone a mosca secca lo voglio prendere.

Battua al bass all'Idroscalo - pesca a mosca Anonima Cucchiaino

L’esca della giornata: streamerino con codina a falce “tipo grub”

 

Diciamo pure che pescare in giornate come quella che vi sto raccontando è fin troppo facile. Quando i pesci mangiano, non bisogna inventarsi molto. L’unico fastidio era dato dal fatto che, nonostante ci fosse poco vento, la barca scarrocciava veloce in corrente, impedendomi di battere con calma gli spot migliori. Fra una bestemmia e l’altra, mi sono accorto che sul fondo della barca c’era un cordino lungo un metro e mezzo. Più precisamente: una stringa da scarpe, zuppa di acqua sporca, dimenticata lì da chissà chi, chissà quando. Ho deciso di usarla per legare lo scalmo ai rami degli alberi, come fosse un’ancora. Con la barca finalmente ferma, ho potuto lanciare in tranquillità. Ha funzionato, tanto che non escludo di portare con me un cordino simile nelle prossime uscite.

Battua al bass all'Idroscalo - pesca a mosca Anonima Cucchiaino

Attrezzatura da bass a mosca

 

Rientrato al Bar Chalet, dopo quasi tre ore in barca, mi sono spiaggiato per mezz’oretta su uno dei lettini. Con il pollice sinistro orgogliosamente “grattugiato” dai denti dei black bass (che poi sono sempre i boccaloni), mi sono messo a sfogliare un bel romanzo: “Solo il tempo di morire” di Paolo Roversi, che vi consiglio. Due ragazze gentili, vedendomi ustionato dopo la lunga remata sotto il sole, mi hanno prestato un po’ di crema solare, ormai inutile. Scottato ma felice, ho raggiunto la fermata del bus, dove una giovane rom ha pensato bene di prendersi la mia canna da pesca, che tenevo appoggiata al seggiolino. Me ne sono accorto e gentilmente (dico sul serio) le ho chiesto di restituirmela. Lei, come se nulla fosse, mi ha reso la canna dicendomi “pensavo che era abbandonata”. Ho fatto finta di crederle e me la sono fatta restituire. Ero così felice di avere recuperato la canna che non avevo nessuna voglia di litigare. (Nota: Quella stessa rom la ho poi vista il giorno dopo in Tribunale, dove lavoro. Si aggirava sorridente per i corridoi, fra le aule d’udienza. Non so dire se fosse imputata, parente di un imputato, o semplicemente in cerca di altri “oggetti abbandonati” da portarsi a casa).

Battua al bass all'Idroscalo - pesca a mosca Anonima Cucchiaino

Lettino del Bar Chalet di Pino Affer

 

P.s. Idroscalo o non Idroscalo, ogni volta che un collega pugliese (ma anche campano o siciliano) pubblica su Facebook una foto del suo bellissimo mare, io suco, come tutti i milanesi.

P.s.2 Mentre passavo in barca, due ragazzi che pescavano a spinning da riva mi hanno urlato il classico “preso qualcosa?”. Ci siamo messi a chiacchierare, e quando ho detto loro che sono uno dei soci fondatori di Anonima Cucchiaino mi hanno fatto i complimenti “per la bellissima iniziativa di promuovere il catch&release all’Idroscalo“. Molti dei cartelli che un anno fa attaccammo fa sui pali e sulle staccionate attorno al bacino sono ancora al loro posto. E chissà che qualcuno, leggendoli, abbia deciso di rilasciare un pesce in più.

P.s.3 Come forse saprete, Anonima Cucchiaino è organizzata in una “Serie A”, composta da Jacopo e Pietro, e una “Serie B”, in cui militiamo io e Francis. Mi ero sempre chiesto a cosa corrispondessero DAVVERO quelle lettere, “A” e “B”. Bene, leggendo la Settimana Enigmistica ho finalmente trovato la risposta! L’immagine qui sotto chiarisce tutto.

Battua al bass all'Idroscalo - pesca a mosca Anonima Cucchiaino

STRANO, MA VERO! Un po’ di chiarezza su Serie A e Serie B

 

3 Comments

  • alessandro ortelli ha detto:

    complimenti per quanto avete e state facendo per la pesca ! credo che il capitolo “Idroscalo” meriti molta attenzione ed impegno ! non sarebbe inoltre il caso di informare i pescatori su come ottenere i permessi di pesca sia dalla riva e sia dalla barca ?
    grazie

  • Edoardo Cristallo ha detto:

    Grandissimo!!! Noi tutti, Milanesi Incompresi, conosciamo bene di cosa parli…

  • Leonardo Bertelli ha detto:

    La prossima volta lascia a casa gli streamer e preparati una bella scatola di popper!
    Scatenano tutta l’aggressività dei pinnuti a bocca larga e sono molto più divertenti 😉

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