Manuale di caccia e pesca per ragazze. Amare i pescatori

copertinaDa molto tempo per me pescare non è più solo quell’attività che fai quando cerchi di catturare pesci, è un interesse che riempie le mie giornate, con pensieri, racconti, foto, sogni, email chilometriche e lunghe chat tra pescatori, dopo-lavoro nei vari negozi di pesca della città, ricerca del nuovo e ricerca della tradizione. Pescare per me sempre più ha significato: “metodo per interpretare la vita”. Contemplazione e avventura, domanda e risposta e domanda, e ancora nuove certezze e nuovi dubbi. Natura. Amicizie. Famiglia. Sfida, istinto, evasione, condivisione, isolamento, studio. Ecco… quando ti appassioni veramente ad un’attività, ad un argomento in genere, che si tratti del punto croce o di entomologia, del collezionismo di tappi per la birra o della fluido-dinamica, ti rendi velocemente conto che, per quanto la tua conoscenza della materia aumenti giorno dopo giorno, c’è sempre molto altro da scoprire, molto altro da studiare ed imparare sia a livello individuale, ovvero comprendi che non ne sai mai abbastanza, sia a livello di collettività, ovvero capisci che l’umanità stessa non possiede ancora una visione della totalità dell’universo, ma nemmeno le chiavi di lettura del pianeta che calpesta, né tutte le infinite possibilità del punto croce o un catalogo completo dei tappi di birra del pianeta o almeno una chiara visione del quando e perchè un luccio attacca un’esca piuttosto che un’altra.
DSCN0052Pensate a come il concetto di due semplici rette parallale possa mandarvi in confusione se le osservate con gli occhi della geometria Cartesiana, poi con quelli della geometria Euclidea ed infine con uno shake di geometrie non-euclidee… Il semplice in breve diventa complesso, il complesso diventa oggetto di studio. La Verità non è mai definitiva né tantomeno immediata.
Le nostre lenze di pescatori sono quelle linee parallele, possiamo limitarci alla definizione “all’infinito non si toccano”, e andare a pescare con il sorriso senza pensare. Forse saremo più felici, ma di certo meno consapevoli del nostro vivere. Ma sappiamo che la piena consapevolezza potrebbe essere una splendida approssimazione ad una felicità completa e quindi potremmo decidere di guardare da dove arrivano quelle rette parallele e dove andranno, mettendo in dubbio ogni definizione e studiandone origine e destino.
Le nostre lenze hanno una lunga storia, le nostre lenze hanno un lungo futuro e non è detto che corrano sempre parallele senza incrociarsi;

il nostro amo è legato ai fili di tutti i pescatori del mondo e ogni nostra azione di pescatori può muovere la grande rete con cui gli uomini rastrellano le acque del globo.

La Pesca ha una storia ed anche i pesci hanno una storia e, come per tutti gli eventi, studiare il passato aiuta a comprendere il presente e a guidare il futuro verso il meglio.

Tutta questa lunga e seriosa premessa era solo per dirvi che mi piace leggere libri di pesca e per raccontarvi che, di recente, ho preso un granchio!
Nella caccia ai libri destinati ad ampliare la mia cultura alieutica e a far sfoggio di sé nella mia biblioteca di pescatore, ho acquistato i seguenti titoli di cui in futuro Anonima Cucchiaino pubblicherà estratti e recensioni: “Uomini e Pesci – storia della pesca dall’artico al pacifico” di Tony Van Nhiem, “Rivoluzione di latta. Breve storia della pesca e dell’industria del tonno nella Favignana di Florio”, “Mortella e la mentuccia. Storie di pesca e pescatori”, “Racconti di Pesca” di Giorgio Bersan, “Racconti nella barca, avventure, disavventure e consigli di pescatori napoletani” di Carmelo Pittari, “Il libro pratico del pescatore all’amo” di Angelo Bruni, “Il pescatore all’amo in acque dolci” di F.Angeli e A. Renzi ed infine il “Manuale di caccia e pesca per ragazze” di Melissa Bank. Manuale di caccia e pesca per ragazze…
Screen shot 2014-07-18 at 12.47.50 PMQuest’ultimo, mi sembra ovvio, ha attirato subito la mia attenzione, speranzoso che fosse davvero un manuale di pesca rivolto alle ragazze pescatrici ho ignorato l’iconografia della copertina: un volto di ragazza che bacia un rospo. In fondo quel ranocchio poteva benissimo essere inteso come un esca da Bass Fishing, no? La ragazza della copertina lo guarda perplessa perchè non capisce come lanciarlo tra le ninfee e farlo skippare sulla cover, o forse perchè sa quanto è difficile la ferrata con questo tipo di esche se non hai una canna reattiva ed un assetto di pesca rigida, giusto?

E quel cuoricino in alto a destra con un signore pelato che sorride? Beh, quello probabilmente sarà un pro-staff di pesca innamorato dell’idea di formare schiere di avvenenti giovani pescatrici con il suddetto manuale…

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Mi sono gettato a capofitto nella lettura catapultato nell’adolescenza di una dolce sorta di Bridget Jones, aspettando pagina dopo pagina che la fanciulla si affacciasse sulle acque di un lago, su una scogliera marina, su una pozzanghera piuttosto, ma comunque con una canna da pesca in mano!
Invece, pagina dopo pagina, la giovane Jane, questo il nome della protagonista, “progressivamente scopre l’amore, il sesso e la complessità dei rapporti umani“. Le pagine tra le mie mani hanno cominciato a saltare di dieci in dieci alla volta, ormai mi si era rivelata la reale natura del racconto. A onor del vero Melissa Bank fa bene il suo lavoro e tra una cena con aragoste e un tumore al seno, tra una battuta alla sex and the city ed un passaggio tormentato alla Madame Bovary regala all’umanità un libro che non passerà certo alla storia della letteratura, ma che potrà essere una piacevole lettura per tutte le ragazze che sfoglieranno avidamente le pagine sotto l’ombrellone, cercando di capire come pescare con successo l’uomo dei sogni! E l’uomo dei sogni chi è per questi cuori romantici? Quell’uomo che le ama per quelle che sono davvero, quell’uomo che possono amare mostrandosi senza riserve… Sì, “vabbeh”. Ok, siamo d’accordo. E la pesca in questa storia dov’è? Solo nella morale che ne ho tratto io e sulla quale penso che dovrei scrivere un “Nuovo manuale di Caccia e Pesca per ragazze di Anonima Cucchiaino” in cui cercare di far capire a quella parte di gentil sesso che ancora non lo ha compreso, che l’uomo dei sogni deve sì amarle per quello che sono davvero, ma deve anche essere amato per quello che lui è davvero; e se avete la fortuna, o la grave disgrazia, di esservi innamorate di un pescatore, dovreste cercare di capire cosa significa per quell’uomo “Pescare” e quindi amarlo per quello che è davvero senza pretendere cose folli quali ad esempio che passi più tempo con voi ed una eventuale prole, che non invada la casa con preziosissime e pericolosissime attrezzature da pesca, che non spenda i soldi dell’università dei figli per un nuovo mulinello, che ad Agosto vi porti in vacanza in un posto migliore di un hotel due stelle a Gabice Mare quando lui a Gennaio è con gli amici nel Resort di Cayo Largo a Cuba per pescare tarpoon, bone fish e permit…

Il pescatore è tale nel cuore e nell’anima. Non ha un hobby, per lui pescare non è uno svago che ha scelto tra la pallacorda o il cricket, tra il modellismo e il calcio; è il suo essere predatore, il suo modo di evadere dall’ordinario, il segreto per restare bambino per sempre e per diventare nascostamente filosofo.

Donne, se vi siete innamorate di lui un giorno è perchè avete colto questa sua indole e dovreste continuare ad amare questa sua passione o, almeno, non cercare il conflitto con essa. Pescare lo manterrà vivo e audace fino alla fine dei suoi giorni e farà sì che vi ami di più o, almeno, che non vi inizi ad odiare… È un consiglio per voi donne non-pescatrici ed un augurio per tutti i pescatori.
Rock’n’Rod

5 Comments

  • Manolo ha detto:

    Ciao,
    simpatico il taglio che hai dato al report sulla recensione del libro rosa; tra i libri che dovrete recensire vi volevo consigliare (non so se lo avete già fatto, mi sembra di no) anche quello del grande Albertarelli “l’amo e la lenza” datato anno 1976: è datato ma in realtà è di attualità sopratutto il capitolo “accadueò addio”
    Vi lascio con un pezzo di questo capitolo:
    “Coloro che uccidono l’acqua sono degli assassini
    esattamente come quelli che provocano le guerre. Io
    ritengo che come tali debbano essere giudicati e
    condannati. Forse un giorno questo accadrà. Forse
    toccherà ai miei figli, dopo aver combattuto molto,
    giudicare e condannare.
    Io e i miei amici, che abbiamo visto ora per ora, giorno
    per giorno, un anno dopo l’altro, compiere
    impunemente questi crimini, ci auguriamo che ciò
    accada e che in nome della natura vengano emesse le
    sentenze e le condanne.”
    …”Abbiamo chiesto solo dei fiumi puliti
    sulle rive dei quali vivere la nostra esistenza che era fatta
    di poche cose in cui credevamo. Ci hanno tolto anche
    questo. Ebbene, voglia la natura usare i nostri figli come
    vendicatori.”
    E ora non solo l’inquinamento, ma anche i pseudo ambientalisti e animalisti ci minacciano la nostra passione…
    A presto,
    M.

  • Pietro Invernizzi ha detto:

    Ciao Manolo, grazie del commento.
    Quando l’ho letto ho pensato “ma certo che lo abbiamo recensito, anzi, proprio il passaggio che Manolo sta citando è di sicuro riportato nell’articolo…” Poi ho cercato nella sezione “Libri” ed in effetti non lo abbiamo ancora fatto! E pensare che è uno dei miei libri di pesca preferiti!
    Gravissimo 😉 Rimedieremo presto!
    Grazie ancora, a presto!
    Rock’n’Rod

  • Fabio ha detto:

    Gran bel argomento Pietro.
    Karin, mia moglie, mi ha conosciuto negli anni novanta. Allora, poco piu’ che ventenne avevo due cose in mente le moto, che sono rimaste nel mio cuore e nel mio garage e la pesca, si a quell’epoca ero un vero folle giorni in tenda sui laghi alpini, fiocina di notte sul lario vacanze dedicate alla pesca sardegna lampedusa marettimo solo mete in cui potessi dedicarmi a spinning traina apnea boccone e qualsiasi altra tecnica insomma un vero ossessionato! Karin ha saputo amarmi e comprendere le mie passioni da “estremo” .
    Nel 2004 Fabio e Karin si sposano ! Quale miglior presupposto per una meta esotica se non la luna di miele? Ok 40 ore di volo per farci tre settimane alle isole tonga! Nessun vincolo alle attivita’ di pesca questo era il presupposto, risultato? Fabio 6 ore di spinning al giorno con mogliettina cotta al sole al 13 giorno avevo solo due artificiali treccie completamente cotte e una canna spezzata! Mia moglie capi’ veramente che aveva sposato un pazzo innamorato quando mi vide scambiare il penultimo mio rapala magnum con un tongano in cambio di quattro perle brune del pacifico per farle un gioiello….. Credo che quel in momento mi sono giocato un jolly che e’ durato almeno 6/7 anni ahahah. Oggi Karin ed io abbiamo due bimbe splendide Giada e Greta ( Greta un killer di scardole e pesci sole ) i momenti per la pesca si sono ridotti drasticamente ma mia moglie dopo dieci anni di matrimonio quando mi vede rincasare felice sporco e in ritardo dopo una battuta di pesca mi guarda ancora con gli occhi di una ragazzina innamorata e questo mi rende felice e credo che renda ancora piu’ unico ed esclusivo ogni momento dedicato alle mie passioni.
    Ciao alla prossima

    • Pietro Invernizzi ha detto:

      Grazie Fabio di aver condiviso la tua storia! Tra l’altro “cade a fagiolo”… sia io che Jacopo (ovvero la Serie A di Anonima) ci sposiamo in Giugno! E per entrambi le premesse del matrimonio sono state: viaggio di nozze è viaggio di pesca!
      Non posso che augurarti di trovare sempre l’equilibrio tra famiglia e pesca e che le tu ragazze restino sempre legate al filo di una lenza 😉

  • Fabio ha detto:

    Benissimo, vi auguro il meglio! E mi raccomando subito un paio di marmocchi !

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