Lauri Rapala. Le origini del mito

il primo rapala 1936

il primo rapala 1936

Che dietro il noto brand ci sia un mitologico uomo, una leggenda per tutti gli autocostruttori di esche, ma anche per tutti i pescatori con esche artificiali in genere, non è un segreto anzi, è cosa risaputa. Tuttavia in pochi sanno com’è andata veramente nella fredda Finlandia degli anni ’20. Questo libro che qui vi presentiamo con un breve estratto, racconta nel dettaglio com’è nato il primo pesciolino di balsa destinato a diventare sinonimo di minnow da pesca. Non solo, nei capitoli successivi una vera e propria guida al suo utilizzo in acque dolci, datata anni ’80, ma comunque ricca di consigli sempre validi. Rock’n’Rod.

Letteratura RAPALALiberamente tratto da “Rapala, una leggenda. Guida alla pesca Rapala in acqua dolce“.

Autori Massimo Tonalli e Sergio Nannini, edito da “Editoriale Bertacchi”; anno 1987.

“Nella  Finlandia degli anni venti le occasioni di lavoro per un giovanotto di umili origini non erano brillanti; la scelta era limitata alla possibilità di fare il taglialegna, il bracciante presso qualche grossa fattoria, oppure il pescatore di professione.
Lauri Rapala, dopo aver sperimentato i primi due lavori, decise di dedicare le sue giornate alla pesca, sperando forse di avere scelto la professione con le migliori possibilità di guadagno.
La vita di fattoria, del resto, la conosceva già molto bene essendo nato proprio in una grande azienda agricola. Sua madre vi lavorava come donna di servizio; suo padre, probabilmente, anche. Diciamo probabilmente perché in realtà il giovane Lauri non lo conobbe mai; il cognome Rapala glielo diede il parroco quando il bambino aveva già cinque anni.

Rapala era il nome sia della fattoria che del piccolo villaggio vicino, un villaggio di cui, probabilmente, nessuno avrebbe mai sentito parlare se non fosse stato per merito di Lauri.

La vita del pescatore di professione, comunque, è tutt’altro che riposante, anche in un paese della Finalndia dove i laghi, tutti pescosissimi, sono oltre 150.000.
E Lauri non era, all’inizio, diverso dai suoi numerosi poverissimi colleghi.

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Le giornate, nella bella stagione, durano quasi 24 ore e di conseguenza l’orario di lavoro non ha limiti; si smette di pescare solo quando si è catturato abbastanza, almeno per dare da mangiare alla famiglia le calate delle reti sono intervallate da lunghi periodi di attesa durante i quali c’è il tempo di pensare e di osservare; proprio la capacità di osservare avrebbe fatto di Lauri un inventore.
Scrutando le acque limpide del lago Paijanne egli si accorse che tra i predatori,  principalmente trote e lucci, e le prede, piccoli coregonidi, esisteva un rapporto preciso. Le incursioni dei predoni all’interno del branco di pesciolini avevano sempre, invariabilmente, come bersaglio certi particolari soggetti.
AIla fine Lauri riusciva a pronosticare, infallibilmente, quali fra i coregonidi che nuotavano sotto la sua barca sarebbero stati le vittime del prossimo attacco.

Si accorse che le vittime avevano sempre un nuoto leggermente diverso da quello degli altri componenti del branco; erano sempre soggetti deboli, malati o feriti, a soccombere.

Lauri cominciò a sfruttare il fenomeno semplicemente innescando con pesciolini vivi dei palamiti molto simili a quelli che si usano anche da noi; la pratica di questo sistema era peró difficoltosa soprattutto per la necessità di dedicare molto tempo alla cattura dei pesci-esca.
Ogni pescatore Finlandese che si rispetti porta sempre con sé un coltello; di solito lo
sanno usare anche molto bene e Lauri non faceva eccezione. Intagliando prima un sughero di quelli che servono per sostenere le reti, poi della corteccia di pino, il nostro ingegnoso pescatore creò, senza saperlo, il capostipite di una famiglia che sarebbe diventata celeberrima.
Il primo minnow, decisamente molto più grezzo di quelli perfetti che riempiono le nostre cassette, era pronto per il collaudo.
Lauri, che pescava per vivere e che non aveva mai posseduto una canna da pesca, cominciò semplicemente a trascinarlo dietro la barca  durante gli spostamenti fra una rete e l’altra, dopo averlo coperto con della pelle di pesce.

Il successo della nuova esca sorprese, probabilmente, anche l’autore! Il tipo era tutt’altro che geloso dei suoi segreti e le prime copie del minnow finirono nelle mani dei vicini e degli amici che condividevano la vita e la professione di Lauri.

Il tenore di vita di Elma e dei sette figli cominciò a migliorare solo quando Lauri si decise finalmente a vendere i pesciolini, che erano diventati di legno, a quanti, da tutto il paese, glieli richiedevano.

Nel 1939 la neonata attività commerciale, subì, però, un brutto arresto; la guerra era arrivata anche in Finalandia e Lauri fu chiamato alle armi. Combatté prima contro i russi, poi contro i tedeschi fino alla fine della guerra; tornò a casa solo cinque anni dopo per trovarsi a dover ricominciare daccapo!

Nel 1962 ci fu il boom: stipulato il contratto con gli U.S.A. !

Nello stesso anno la celeberrima rivista “LIFE” dedicò un servizio all’esca finlandese dando un’ulteriore, poderosa, spinta alle vendite; la fortuna della ditta era fatta!”

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