Alba estiva in Sesia

Fario-37_SesiaLe giuste considerazioni fatte la settimana precedente dai miei compari pongono me e Pietro a un bivio esistenziale: cercare la durezza dell’alba o cedere alla durezza della sveglia? Veloce consulto e decidiamo di percorrere la strada della purezza alieutica. Sveglia puntata alle 3 e appuntamento a Varallo alle 5. Arrivo in anticipo nel piazzale deserto stupito di non vedere Pietro già lì. Ma, quando arriva già con i waders indosso, capisco che anche lui aveva precorso i tempi e si era fermato a prepararsi alla battaglia lungo il fiume.

Luci-sul-fiume SesiaLa voglia di aggredire le prime luci ci porta a scegliere uno spot vicinissimo. Sarebbe da stupidi vanificare gli sforzi per poi giocarsi il cambio di luce in macchina… Carichi e cattivissimi ci prepariamo alla tenzone, ci avviciniamo più felinamente di due gatti ninja e scopriamo con orrore che i livelli dell’acqua sono troppo alti per il tratto scelto. Ma ormai siamo lì e vogliamo crederci a fondo. Lottiamo contro la corrente per cercare le passate giuste ma insistere sarebbe davvero inutile. Leggermente scoraggiati dall’inizio ma rincuorati dal fatto che fossero ancora le 5,30 andiamo veloci poco più a monte. Ci separiamo, Pietro sale, io scendo. Sondo i rigiri e i fili della corrente ma nulla mi degna nemmeno di uno sgagnetto. Arrivo a una splendida buca, mi apposto dietro una pianta e, poco prima di lanciare dove ero sicuro ne avrei attaccata una , vedo un riflesso strano alla mia sinistra. Mi sporgo dalle frasche e lì, in piedi a lanciare dove volevo io, c’è un altro spinner…

Fario-Puccini-in-SesiaChiudo l’archetto, mi alzo e a testa bassa lo supero per andare più a valle bofonchiando un saluto nella sua direzione. Va bè, l’importante adesso è ferrare un’enorme trota per farsiAlba sul Sesia passare il giramento di palle. Infatti al lancio successivo riesco a fare una parrucca mostruosa. Negli ultimi anni ricordo solo quelle fatte grazie a un pessimo mulinello acquistato online, ma una cosa del genere credo di non averla mai fatta nemmeno a sette anni… Seguono alcuni minuti di bestemmie fittissime. Intanto Pietro mi raggiunge e il ragazzo se ne va. Primo lancio a gomma nel punto occupato fino a poco prima e Pietro allama e porta a riva una bella Puccini accesa dai suoi enormi pallozzi rossi.

Io finisco di rimettermi a posto e arriva Matteo. Decidiamo di risalire per cambiare ancora posto. Monto un rotante per cambiare approccio visto che fino a lì avevo pescato a ondulate. Primo lancio a filo corrente e arriva l’attacco di una bella fario. Oh, adesso iniziamo a ragionare. Saliamo ancora per andare a cercare livelli migliori in alta valle. Facciamo un paio d’ore attaccati ai ramoscelli della riva con gli ondulanti in trattenuta ma l’unica cosa che possiamo ammirare è una schiusa di stravacche (Plecotteri, Perlidae/Perlodidae). Unica cosa positiva è una pinellina che cade su uno streamer di Pietro.

Rock'n'Rolla sul SesiaSeconda colazione, correzione a base di wiskey e torniamo alla carica in un tratto basso e veloce. Qui le abitanti non sono particolarmente grosse ma sgamate come poche ci costringono ad avvicinamenti navy seals. Nel giro di poco ne allamiamo una io e una Pietro, ma un acquazzone estivo (?!?) ci consiglia di smettere un attimo. Scendiamo di poche centinaia di metri a battere una bella lama cittadina, sicuramente battuta ma ancora molto ricca. Passiamo un buon quarto d’ora a far passare qualunque cosa davanti alla tana di una trota che esce tutte le volte senza mai attaccare, maledetta! Streamer, gomma, ondulanti e rotantini fanno le loro passate in lungo e in largo finchè ne portiamo a riva ancora una a testa: carina quella di Pietro, risibile davvero la mia. Arriva per me il tempo di tornare a casa, dove arrivo, fresco come una rosa, esattamente dodici ore dopo essere uscito.Stravacca sul Sesia

E il resto della giornata? Ecco com’è andato, raccontato da Pietro.

Jacopo ci ha salutato, tempo di magnare e riflettere il da farsi. La sveglia alle 3.00 si fa sentire, ma reiterati caffé ed il sogno della grande regina destano da qualsiasi torpore. Decido che smetterò anche io di pescare alle 5.30 con Matteo.
Dopo pranzo peschiamo sotto Varallo in un clima bizzarro: pioggia, schiarite, pioggia. Non è male, ci credo come una anziana fedele in gita a Medugorje.

Prima buca importante, grosso ondulante jerkato in trattenuta nel filo centrale di corrente: abboccatona, due testate, libero.  Ma noooo… Ma veramente? Quanti porconi possono abitare il vocabolario? Tantissimi! Comunque non saprò mai se era bella tipo 45 o bellissima tipo un paio di metri… preferisco pensare fosse 45 e che il resto della trazione fosse merito della corrente…

Peschiamo a scendere, arrivo a circa 10 trote, ma dopo la discreta fario della mattina ed il brivido-bestemmia-tonante del post-pranzo, sono solo piccole fario.  It’s only little brownie baby. (Celebre canzone blues dei pasticcieri dell’Alabama).

dark-farioMatte non è in giornata, si mette il cappottino e mi saluta. Io avevo detto di tornare a casa, no? Ma allora come posso sperare di ingraziarmi le divinità della grande marmorata senza un po’ di sacrificio? Forse che le Starway to heaven sono scale mobili? Una scalata si fa in ascensore? Roma è stata costruita in un giorno? La maratona si corre all’happy hour? No. I traguardi vanno sudati. I sogni inseguiti oltre gli ostacoli, oltre le sveglie, oltre le fidanzate…

<Pronto amore? No, se non ti arrabbi troppo non torno per cena, o meglio, che ne dici di cenare a mezzanotte?>.

Fario-SesiaGrazie Marta, tu mi capisci sai che non esiste la scelta “O me o la pesca” il triangolo tra noi e la marmorata va alla grande. Vado più a valle in solitaria, percorro un sentiero ben consapevole di saperlo ripercorrere anche al buio. Spero quando uscirò dalla boscaglia e mi affaccerò sulla grande lama di essere solo…

<Buonasera! Come va ne avete prese? Bene, mi fa piacere, arrivederci, se non vi spiace vado a monte, tanto voi con il verme pescate qui giusto? Grazie!>

Che gioia! Due signori, un uomo alto e barbuto e un canuto signore con cappellino a visiera, a 20 metri uno dall’altro sfilzano trote a tutto spiano con passate a verme dove io speravo di insidiare Lei. Sto per fare il primo lancio e sento: “Aiuto aiuto vieni che è grossa!” , grida a squarciagola l’uomo barbuto: il signore canuto è in evidente affanno nel raggiungere l’amico. Balzo come un felino vedendo la canna molto piegata e spruzzi levarsi alti nel fiume… “sarà enorme” penso, “maledizione!”  In un attimo sono in acqua a valle dell’uomo barbuto, guadino alla mano. Mi rilasso: il pesce che salpo per lui è una marmorata bellissima, sì, ma di appena 45 cm! L’orrore.

Slamo il pesce e porgo loro il guadino <Vuole una foto? Rilascia, vero?>
Mentre finisco la frase la trota è lanciata alle spalle sui sassi dove si dimena… in dialetto mi rimbrotta <tu sei matto! perchè dovrei rilasciarla? passa il mezzo chilo ed è di misura!>

Inizia un dialogo molto interessante tra me e loro. In sintesi devo accordare loro il fatto che quanto fatto è assolutamente legale, ma che il pesce che crede sia enorme in realtà è sì bellissimo ma per la sua specie è appena diventato adulto… Sono persone perbene, mi dicono che ritengono sia loro diritto tenerla e che se il regolamento glielo permette continueranno a farlo, ma che se il regolamento consentisse solo fario ed iridee non avrebbero problemi… Ci salutiamo comunque cordialmente, non mancano spunti di riflessione. Negli occhi ho l’immagine triste di quella bella marmorata infilata nella cacciatora con la coda a penzoloni.

Pesco concentrato e pesante, la luce si fa bassa sull’acqua ed il cielo è cupo. Abboccano una dopo l’altra, arrivo a un totale di giornata di 15 o 16 trote prese o più… non so… ma sono tutte piccole, dai 18 ai 30 cm… eppure pesco in acqua abbastanza profonda e con esche molto voluminose… va così. Tremo, ho freddo. La mattina è un ricordo lontanissimo e l’idea di cenare mi sembra un miraggio ancora troppo lontano. Alle 21.30 giro la chiave e il motore parte insieme al pezzo dei Black Sabbath che mi stava aspettando. Tante trote in canna, tanto fiume negli occhi, ma il sogno rimane tale e la caccia continuerà presto.
Rock’n’Rod

8 Comments

  • Diego Thrillers ha detto:

    è il bello della caccia ragazzi, ne parlavo oggi con gli amici, ovunque si va si cerca sempre il pesce più grosso, ma già il fatto di non andare a casa col cappotto rende la giornata bella. Bè, se poi si riesce a fare il colpaccio, ogni tanto, è da giornata da incorniciare 😀
    Pietro, ammiro la tua perseveranza, molto di serie A… dalle 5 del mattino fino alle 21 e passa a pescare non è da tutti!!! Infatti hai avuto e avrai le tue soddisfazioni 🙂
    A presto ragazzi, da domani pomeriggio ci saranno due pirla in più sul Sesia, ci sentiamo quando arrivate 🙂

  • Mimmus ha detto:

    Domanda da uno che abita a 1200 km di distanza: ma sempre in Sesia andate? 🙂

    • jacopo savoia ha detto:

      Eheh, al cuor non si comanda… Ci siamo molto affezionati, è un fiume meraviglioso e ormai lo conosciamo abastanza bene. Effettivamente quest’anno non ci siamo mai concessi delle “scappatelle” in altre acque… tu di dove sei?

      • Mimmus ha detto:

        Calabrese di Cosenza. Sogno di notte fiumi grossi e marmorate, qui frequentiamo spesso i classici torrentelli appenninici, anche se risalirli è sempre più difficile, sono una giungla e ci stiamo facendo vecchi, eheheheheh!
        Comunque, qualche corso d’acqua in cui si può correre il rischio di una “sessantella” c’è anche qui…

      • jacopo savoia ha detto:

        Ma se hai vicino qualche corso che ospiti macrostigma (meglio, cettii), direi che hai anche tu la tua bella dose di bellezza…

  • Edo ha detto:

    Ciao ragazzi, seguo il blog da un po’ di tempo visto che molte cose mi accomunano alle esperienze che raccontate, dal momento che pesco quasi esclusivamente a spinning, spesso con amo singolo, sempre senza ardiglioni, sono per il C&R salvo rare eccezioni e vado quasi sempre in Val Sesia. Non posso dunque che aver apprezzato tutti i racconti e le considerazioni fatte nel blog, in quanto spesso ricalcano le stesse esperienze che vivo in prima persona col mio compagno di pesca..
    Per un po’ di tempo ho pescato in Valtellina e un anno ho fatto anche lo stagionale, ho pescato anche in altre valli lombarde, piemontesi e liguri, ma, per ora, come la Val Sesia non ho trovato nulla e ormai vado quasi sempre li. Oltre all’aspetto naturalistico, quello che fa la differenza in Val Sesia è il rispetto del fiume, dei suoi abitanti e dell’ambiente, che di sicuro non sarà a livelli eccelsi come in molte zone appena fuori confine, tipo svizzera, austria o slovenia, ma è molto più sviluppato che altrove. L’episodio che racconta Pietro con i due signori che non rilasciano la marmorata da 45cm è però contraddittorio. I signori pur non violando il regolamento trattengono la marmorata, a fronte di altre fario o iridee non so quante trattenute ( tra l’altro pescate col verme, che sappiamo bene a volte arrecare peggiori al pesce di un ancoretta) e pur sapendo cmq che una marmorata di 45cm è appena adulta (figuriamoci una da 35 che se non sbaglio è il minimo da regolamento). Questo è un caso esemplare, ne ho visto parecchi di “old school” come loro ragionare cosi, e dalle altre parti (tipo valtellina) è ancora peggio…ne avrei da raccontare..
    La cosa paradossale è che, secondo il mio modo di vedere, se lo stesso episodio invece che avere come protagonisti due signori “sgamati”, avesse un ragazzino giovane che ha appena iniziato a pescare e dopo una giornata a cappotto o con poche prese minuscole, mi tira fuori una marmorata anche da 36cm, non vedrei la decisione di trattenerla cosi grave.
    Questo mi impone una riflessione e considerato che i casi in cui la gente se ne sbatte di tutte queste considerazioni sono la maggioranza, credo che l’unica sia imporre limiti molto più severi di quelli attuali. Per esempio le 8 trote consentite al giorno (e 300 a stagione per gli stagionali, roba che se i primi 3 mesi vai 3 volte a settimana e ne prendi ogni volta 8, a luglio devi già smettere di pescare…no ha senso) sono troppe. I limiti devono essere giornalieri e più restrittivi sia sulla quantità (a parte la marmorata o ibrido il cui limite è già 1 al giorno) ma anche sulle misure minime e controlli sul pesce più frequenti.. spiace anche a me dirlo ma è cosi.
    Scusate se mi sono dilungato ma l’argomento mi sta particolarmente a cuore..
    Mi farebbe piacere anche vedersi direttamente in Valle qualche volta, magari giusto per un caffè o una birra visto che la pesca a spinning di gruppo non è una grande strategia…;-)
    a presto!

    • jacopo savoia ha detto:

      Ciao Edo, fa sempre piacere sentire altri che vivono e apprezzano la bellezza di quella splendida valle.

      Per quanto riguarda il tuo ragionamento concordo sul fatto che un ragazzino che si affaccia alla pesca e che trattiene un pesce sia meno “fastidioso” di uno che pesca da una vita e che qualcosa del fiume lo dovrebbe per lo meno sapere. Forse sta nella convinzione che al neofita puoi cercare di cambiare la mentalità, mentre al vecchio difficilmente farai cambiare idea…

      Concordo sui limiti più severi, anzi, su alcune specie (tra cui la marmorata), secondo me non sarebbe sbagliato il no kill totale. In questo modo si avrebbe, fra le altre cose, uno strumento in più per sensibilizzare anche chi non ne fosse ancora a conoscenza, sullo stato di salute delle specie più a rischio. Di contro, non vedrei male l’abbattimento o addirittura la cancellazione delle misure minime di altre specie come l’iridea.

      Il concetto sarebbe: Vuoi farti una trota al burro? Portati a casa tutte le iridee che vuoi, ma per cortesia lascia le marmorate nel fiume.

      Mi rendo conto che, probabilmente, così facendo si rischierebbe di svuotare eccessivamente i fiumi, facendo inesorabilmente lievitare i costi di ripopolamento delle società che li gestiscono, ma si tutelerebbero gli autoctoni in difficoltà…

      Birra? Assolutamente si!
      A presto

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