Coup de soir in Toce

Marmorata a mosca di Stefano

Marmorata a mosca di StefanoMarinando l’ufficio (dicesi giornata di ferie), mercoledì sera sono riuscito ad andare a pescare sul Toce! L’occasione era troppo ghiotta: tramonto di pesca con Stefano Mondini, istruttore pam, e Massimiliano Ghibaudo, il celebre Max Ghiba, nazionale Spinning Trota!
I due conoscono il Toce e i suoi affluenti come le loro tasche ed io sono sinceramente onorato di essere stato invitato a pesca, sono felice che lo spot che scelgono per il coup de soir è proprio il mio preferito, quello dove l’Anonima ha picchiato più duro in passato.
Purtroppo, dopo una giornata con meteo perfetto, alle 18.00 mentre armiamo le canne dobbiamo aggrapparci agli alberi per non volar via col vento… beh, più o meno… comunque l’aria fredda che mi sferza la faccia mi fa decidere che pescherò a spinning e non a secca.
Stefano approccia una splendida lama con canna 9’#5, ma per il vento usa coda 6 wt e due piccole sommerse corpo rosso. Max arma la sua Lesath 7/21gr con 0,16 e piccoli minnow affusolati, io a pescare troppo leggero non ci sto e bobino un trecciatino con generoso finale in fluorocarbon 0,25, solo la canna è più “light” del solito, una Antares 7/21gr per lanciare anche qualcosa di piccolo e seguire le gesta di Max.

Nel primo tratto di fiume, una spianata dove l’acqua corre veloce  con solo qualche buca profonda tra i sassi, Max mi fa vedere tutta la sua esperienza… non sta pescando, sta pennellando l’acqua! Lui è un agonista ai massimi livelli, si allena minimo tre giorni la settimana, ma anche sette su sette… cammina sui sassi senza emettere un rumore e senza mai vacillare, la corrente sembra non investire le sue gambe quando attraversa il fiume; poi scorge la buca che gli interessa, decide che quella è una tana e presenta l’esca una, due, tre volte davanti al muso della trota. Capita che non abbocchi subito, ma lui la vede, allora cambia esca in un micro-secondo finchè la prende! Si volta e mi guarda sorridente, con la soddisfazione di chi saprà sempre divertirsi a pesca, anche dopo milioni di lanci, intanto la canna si flette e la trota lotta per la libertà. Pesca leggero, non forza mai le sue prede, aspetta, vede che è stanca e l’avvicina.
ibrido a spinning di Max GhibaudoPer un’ora circa assisto felice a questa lezione. Il mio impulso di pescatore bramoso e solitario sarebbe stato quello di correre avanti a pescare a più non posso, ma era un’occasione da non perdere: Max mi stava insegnando trucchi del mestiere e con una cortesia e affabilità davvero fuori dal comune. Inoltre vederlo all’opera era un vero piacere, pennellata dopo pennellata ha preso in breve tempo e in soli 30 metri di fiume tre ibridi, di cui uno davvero discreto.
Poco più a monte mi aspettava la “mia” buca,  uno spot dove l’anno scorso presi un ibrido da 47 e  persi una fario parecchio più grande…
Max sapeva di questo mio appuntamento e, da vero signore, non fa nemmeno un lancio, mi lascia campo libero.
Provo prima con un minnow, ma con la 7/21 gr non manovro bene il peso che vorrei usare qui, allora faccio due lanci con un pesce in silicone, ma siamo punto e a capo. Allora armo un Mepps 5 Aglia, di quelli piombati, il Nazionale di Spinning è perplesso… “Perché usare un ferro del genere?” A me le trote piccole non interessano, ho la fissa per il pesce di taglia, preferisco una big a mille piccole o medie… Certo al piccolo abbocca anche il grande… Ma il ferro pesante mi sta giù bene anche sotto i correntoni. Qualche lancio e nulla. Allora armo il fedelissimo Martin 15gr. Max annuisce: “Per questo recupero da monte a valle te lo avrei suggerito anche io”.
Lancio a monte di un grosso ostacolo, in un rigiro d’acqua, aspetto che affondi rischiando un po’ che la corrente lo porti sotto l’ostacolo e recupero lento a punta bassa. A metà recupero, a metà del fiume, la botta! La canna si piega molto, la tengo bassa, perpendicolare al pesce che dà poderose testate, non smetto mai di girare la manovella mentre la frizione canta… canta forse troppo… un colpo più forte e vediamo una grossa pancia bianca girarsi nell’acqua: libera!
Dopo il consueto rosario laico rivolto agli dei, chiedo al campione dove ho sbagliato: “Nel recupero nulla, probabilmente la frizione troppo molle non gli hai piantato l’ancoretta” (Tra l’altro avevo l’ancoretta originale, non delle migliori).
Già… sono d’accordo, ma capisco anche che avevo la canna troppo molle per quello che ho fatto… la mia consueta ferrata, con la canna che uso di solito a trote (20/50gr) sono convinto avrebbe fatto la differenza. A ripensarci, volendo pescare con quella canna, serviva frizione più chiusa, per poi eventualmente essere aperta nel recupero, e ferrata più lunga e decisa.
“Peccato, un pesce da chilo…” dice Max, io il peso esito a dirlo, ma direi una trota sui 50cm.
Ancora due lanci ma poco motivato. Avevo un appuntamento in quello spot, ed è andato male… Ho avuto la chance di prendere il fish of the day ma è sfumata, resta “un cappottino” sulle spalle per il fresco della sera!
Segnali di fumo...La giornata sta per finire, scendiamo il fiume facendo ancora qualche lancio e tante chiacchiere; raggiungiamo Stefano che ne ha prese già una decina, anche un paio di marmoratine discrete sui 30/35cm.  Ancora una volta trovo il tempo per farmi dare due dritte dal maestro pam su come lanciare e tenere in pesca le sommerse, ma presto sarà buio e battiamo la ritirata. Ci aspettano la pizza condita con chiacchiere alieutiche e l’autostrada per tornare a casa!
Una serata speciale che spero di ripetere presto, ho perso un pesce discreto ma ho trovato due amici pescatori, la giornata è andata davvero bene!
E che amici, due fuoriclasse della pesca da cui imparare e poi, permettetemi un gioco di parole, “non c’è modo migliore per migliorarsi che imparare dai migliori!”.
Rock’n’Rod

p.s. Un grazie a Stefano per la concessione delle foto! Distratto dalla pesca ho scattato solo quella a Max…

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