Intervista a Luciano Cerchi


Classe 1949, ha incontrato lo spinning in tenera età e non l’ha più lasciato. Oggi si dedica quasi esclusivamente al lancio ultraleggero, in acque dolci e salate, e al “Fusion” la sua interpretazione di una tecnica ibrida tra spinnig e mosca. Nel corso degli anni ha realizzato due diverse serie di canne per la Maver e per la Milo, ha curato l’importazione dei Brutto Anatroccolo e dei Neils Master in Italia, ha collaborato con la Rapala e sviluppato i Kamagotchi. Dalla fine degli anni ’80 ha scritto per molte riviste di settore come Pesca in Mare, Pesca In, Pescare, Pescare in Mare e Pescare Artificiali. Ha fondato la rivista Spinning insieme a Renzo Della Valle e Riccardo Bocchino e ha scritto due libri: Il manuale delle esche artificiali e Spinning 2000.

Da quanto peschi?

Praticamente da bambino, il mio primissimo incontro con lo spinning risale all’estate del 1962…

Che tecniche pratichi, in genere dove e rivolte a che pesce?
Esclusivamente lo spinning prevalentemente alla trota e poi il light spinning in mare…

Quanto tempo riesci a dedicare alla pesca?
Un paio di uscite la settimana… 

Cos’è per te la pesca?
Una continua ricerca per coinvolgere il pesce solo come decido ma sempre con la massima sportività…

Ti ricordi il primo pesce che hai preso?
La trota fario sul torrente Mangia nell’estate del ‘62…

Quali sono i tuoi record attuali?
Nessun record, la pesca è un momento intimo personale senza ricerche particolari…

Cosa ne pensi della gestione delle acque in cui peschi?
Il mio torrente preferito è il Vezza e relativa zona no kill, seguita e curata da volontari splendidamente…

Catch&Release si o no? (Su quali specie e per quali motivi)
Catch and release per sempre, su tutte le specie ittiche, sono stato un antesignano di questa pratica e continuo a difenderla con lo stesso entusiasmo del primo giorno.

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