La stanza dell’autocostruzione – 17 – GB PESCA

autocostruzione minnow

Esche autocostruite GB PescaGB Lures è uno degli autocostruttori da noi intervistati di cui abbiamo maggiormente apprezzato le esche in acqua e la grande professionalità dell’uomo fuori dall’acqua. La sua produzione potrebbe rivolgersi a qualsiasi pesce predatore d’acqua dolce e d’acqua salata, ma a noi piacciono soprattutto quei crank e quei minnow da caccia a trote e trotone! 

Esche autocostruite GB PescaLe linee degli artificiali di Gianluca, questo il suo nome, sono classiche, con una gamma di pesi e misure interessanti (alto peso anche a misure contenute), ma le sue colorazioni sono molto originali ed efficaci! In particolare l’uso di riflessi argentati su livree realistiche è una chicca micidiale (vedi nostro report  N.d.R.) Esche equilibrate, lanciabilissime con un nuoto sinuoso che conquista a tutte le velocità!  Non vi resta che scoprire l’uomo che sta dietro le creazioni in questa lunga e ricchissima intervista!

Esche autocostruite GB Pesca

La lisca che ride mi accompagna ormai da diversi anni, appare dappertutto, perfino sulla portiera della mia “auto da pesca”, un Suzuki Samurai del 92’ che mi segue in tutte le mie avventure acquatiche; per me ha un significato particolare che se dovessi riassumerlo in una frase sarebbe: “salviamo ciò che ci rimane”; questo pensiero rispecchia in pieno la mia coscienza di naturalista e pescatore e mi porta ad intraprendere tutti quei sentieri, molto spesso stretti ed in salita, che portano alla salvaguardia ed al rispetto del nostro territorio. Mi chiamo Gianluca ma per tutti qui in zona sono “il Gian degli artificiali” vivo ai piedi dell’appennino ligure ed è qui, tra i torrenti pedemontani, che nasce la mia passione per la pesca, ho iniziato come molti, seguendo mio padre coinvolto anche lui nella vita piscatoria locale, (presidente di una società di pesca, figura che ho ricoperto anche io per diversi anni) Ho 36 anni, il mio nickname è GBPESCA che è anche il nome del sito amatoriale che ho realizzato descrivendo la mia passione per la costruzione di artificiali in legno per la pesca a spinning.

1. Da quanto peschi?

Pesco da sempre, da quando sono riuscito a tenere una canna in mano, o forse ancora prima, quando la “canna in mano” la teneva mio padre ed io guardando i pesci che prendeva ne rimanevo estasiato, ecco, in quel momento ero già un pescatore…. Poi, come succede spesso, nel corso dell’ adolescenza il richiamo della pesca è passato un po’ in secondo piano oscurato probabilmente dagli effetti ormonali. Passata questa fase, la passione per la pesca è rinata più forte che mai, regalandomi momenti intensi e ricordi che custodisco gelosamente.

2. Quando hai iniziato a costruire? Ti ricordi la tua prima creazione?

Anche l’attività di costruttore è cominciata in giovane età, all’epoca mi intrufolavo nell’officina di mio zio, un posto completo di qualsiasi attrezzatura utile ad amputarsi qualche dito o addirittura una mano! Il mio primo artificiale è stato costruito in quel luogo, fatto con un tappo di sughero, del filo di ferro, la lamina di un trasformatore come paletta, colorato con le tempere. Ne ho realizzati due con colori diversi, il primo l’ho lasciato sul fondo di un lago al primo lancio, il secondo mi ha fatto catturare un black bass di circa 15 cm: non credevo ai miei occhi, da quel giorno non l’ho più usato per paura di perderlo, ad oggi ne sono il felice possessore, lo conservo ancora come una reliquia.Esche autocostruite GB Pesca

3. Perchè hai iniziato ad autocostruire?

Per il piacere di creare, di dare vita ad un qualcosa che fino a quel momento era solo un’idea nella mia mente; mentre lo scrivo mi immagino un po’ come Gene Wilder nel film Frankenstein Junior che illuminato da un lampo di genio esclama “SI PUO’ FARE!”, bene, questa soddisfazione nel vedere realizzato un qualcosa di nuovo è lo stimolo che da sempre mi spinge verso la progettazione e la costruzione, se poi tutto questo lo si può legare alla pesca, beh allora lì ho trovato il mio mondo.

 4. Quando peschi che tecniche pratichi, dove e rivolte a che pesce?

La mia carriera di pescatore, se così la vogliamo chiamare, ha toccato un po’ tutte le tecniche conosciute rivolte alle acque dolci ed anche diverse tecniche per acqua salata: la mia localizzazione nel basso Piemonte mi permette di essere in meno di un’ ora in riva al mare. Esche autocostruite GB Pesca

Se parliamo di acqua dolce posso dire di aver pescato o, per lo meno, provato a pescare, tutti i tipi di pesci presenti nella mia zona, dalle trote autoctone dell’appennino, fino a scendere a valle in riva al Po’ per la pesca al siluro. Nel corso degli anni molti sono stati i cambiamenti che hanno trasformato le nostre acque modificandone non solo il corso e la portata ma anche gli abitanti e di conseguenza le possibili prede di un pescatore; qualche anno fà si pescava il luccio, il cavedano, i barbi, ad oggi si parla invece di siluri ed aspi.

Tra tutte le tecniche la mia preferita rimane sempre e comunque quella ad artificiali, intendo lo spinning e la mosca secca, questo perché entrambe rispecchiano il mio modo di vivere la pesca, dove il catch e release è alla base di ogni battuta e dopo il mio passaggio niente deve essere cambiato, la pesca è per me anche godere di un luogo senza alterarlo in alcun modo.Esche autocostruite GB Pesca

5. Qual’è il tuo più grande vizio?

Ho il vizio di essere troppo puntiglioso e pretenzioso, fortunatamente lo sono principalmente con me stesso, inoltre faccio sempre troppe cose insieme con l’intento di finirle, il che mi induce ad essere spesso in ritardo agli appuntamenti… chi mi conosce lo sa…

6. Qual’è il materiale che ami di più? E quale tecnica di costruzione?

Il legno è il materiale che amo di più in assoluto, mi dà l’idea di essere un materiale vivo e posso trasformarlo a piacimento con pochi e semplici utensili. A casa mia molti oggetti sono di legno e molti di questi sono di mia realizzazione. Esche autocostruite GB Pesca

7. Nel corso degli anni produttori e tecnologie hanno migliorato molto le nostre attrezzature da pesca, per te qual’ stata la novità più utile e rilevante?

Guardando la pesca a 360° potrei dire che forse l’innovazione più importante della quale tutte le tecniche di pesca hanno giovato è stata l’introduzione del carbonio nelle canne da pesca… anche se, personalmente, mi piace moltissimo pescare a mosca secca utilizzando una 7 piedi in bamboo refendu realizzata da un mio amico locale abile rod maker… il vintage ha sempre suscitato in me un certo fascino.

8. Qual’菠 l’elemento che conta di più nel successo di un artificiale? Colore e realismo, equilibrio dei pesi e vibrazioni, forma e sua idrodinamica?

Indubbiamente l’elemento che conta di più nella tecnica ad artificiali è la presentazione dello stesso, con questo voglio dire che la differenza la fà sicuramente il pescatore lanciando e muovendo l’artificiale a dovere nel posto giusto. Per facilitarci in questa impresa è bene utilizzare un artificiale che si muova bene nell’ambiente in cui lo utilizziamo, in sostanza credo che il nuoto, inteso come movimento, vibrazioni, profondità di azione, sia la caratteristica principale. v

9. Ci descrivi i principali processi/fasi della costruzione di un tuo artificiale?

Ogni mio artificiale nasce da un’esigenza che accende un’ idea di forma e di nuoto, questa scintilla si tramuta in progetto utilizzando vari applicativi informatici, in primis autocad, (gli studi da geometra informatico sono serviti a qualcosa!). Realizzato il progetto nel quale studio peso, forma, dimensioni, posizione e dimensione della paletta (elementi che daranno all’artificiale il nuoto definitivo) stampo la sagoma su di un cartone e la riproduco su listelli di legno di adeguato spessore… Da qui in poi ci si sporca le mani e si fa un gran polverone; si realizza la prima forma abbozzata, lo scasso per l’armatura e per il posizionamento del piombo e l’alloggiamento della paletta divergente; di seguito, utilizzando coltelli di precisione, e tanta carta a vetro rifinisco la sagoma donandogli la forma finale, creo poi la paletta (se prevista) con fogli di lexan di spessore adeguato, la posiziono nella sua sede in modo provvisorio e da qui l’artificiale si fa il suo primo bagno nella vasca prove, che poi non è nient’altro che una bacinella di dimensioni adeguate, in questa fase, modificando la paletta, la quantità e la posizione del piombo, dono al minnow il nuoto che desideravo. Quando sono contento sigillo con stucco bicomponente e l’artificiale quindi fa 3 bagni nella turapori alla nitro, ad asciugatura avvenuta si colora secondo i propri gusti, normalmente su un modello riproduco 4 tipi di colorazioni, due naturali (una chiara ed una scura) e due di fantasia (una chiara ed una scura). Finita la fase artistica proteggo l’artificiale con 3 mani di resina epossidica bicomponente che lo rende resistenagli urti e chiaramente ai denti dei pinnuti. Esche autocostruite GB Pesca

10. Quanto tempo dedichi all’autocostruzione? Quanto alla pesca?

Se dovessi considerare come tempo anche quello che dedico al pensare a quali nuovi artificiali posso creare allora diventerebbe tutto il giorno, se consideriamo solo la parte pratica cerco di dedicare alla costruzione ed alla pesca lo stesso tempo, non vorrei mai che una delle due si offendesse…

11. Cos’è per te la pesca? Cosa significa per te costruire esche?

Per me la pesca è un momento di intimo contatto con la natura e nello stesso tempo un ritrovo personale; nella continua ricerca di quell’ attimo da ricordare, magari una cattura particolare ed inaspettata, che se poi è stata fatta con un artificiale di propria realizzazione allora assume un sapore molto più intenso. Esche autocostruite GB Pesca

12. Qual’è la tua marca di esche artificiali presente sul mercato preferita?

Non saprei, sono diversi anni che pesco solo con artificiali di mia costruzione

 13. Qual’è il tuo sogno di costruttore di esche?

Vorrei che un giorno tutto questo potesse diventare un lavoro.

14. Se potessi scegliere un altro costruttore a cui affiancarti, presente o passato,  il pi bravo, chi sarebbe?

Apprezzo molto il professore Moreno Bartoli per la sua dedizione e la capacità di divulgare ad altri le proprie conoscenze sulla costruzione, la pubblicazione del suo libro “esche artificiali” ne è la prova. Esche autocostruite GB Pesca

15. Quali sono, nell’ordine, i primi materiali e attrezzi che consigli a chi vuole iniziare ad autocostruire? E con quale imitazione partire?

La prima cosa da avere tra le mani è chiaramente un listello di legno, meglio se di ayus, poi con un semplice seghetto, delle raspe e delle lime, gli si dà la forma. Dopo di che occorre avere del filo di acciaio per l’armatura e lamina di alluminio per la paletta, questa si trova facilmente di recupero. Il mio consiglio è di iniziare con forme semplici e classiche, un 7cm con siluette Rapala classic è l’ideale.

 16. Che consigli daresti a chi si avvicina all’autocostruzione?

Consiglio di trovare una motivazione che sia vera e valida; voler costruire artificiali per risparmiare nell’acquisto non è poi così vero, la costruzione richiede parecchio tempo e dedizione, tanto che forse entrare in un negozio e scegliere un artificiale di nostro piacimento renderebbe tutto più economico. Esche autocostruite GB Pesca

Qui di seguito i recapiti per coloro che vorranno contattare “GB Pesca” e vedere i suoi lavori:

www.gbpesca.it

info@gbpesca.it

1 Comment

  • liuis ha detto:

    Complimenti sono minnow molto belli e alcuni molto grintosi

    PS…se è possibile vorrei mandarti alcune foto di minnow costruiti da me,
    ma non so come fare, ripeto sempre se è possibile
    un saluto Liuis

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