Squalo in Toscana

Verdesca in Toscana
Verdesca in Toscana

Verdesca in Toscana

Finalmente arrivo al mare per passare un po’ di tempo in famiglia, rilassarmi, leggere, prendere un po’ di sole, fare dei bagni e ovviamente pescare.

Tutto ciò che ho scritto prima di “ovviamete pescare” si è esaurito nell’arco delle prime 24 ore.

L’ultimo pensiero da “ovviamente pescare” si è trasformato prima in “devo pescare” poi in “pescare cazzo” e poi in “pescare pescare pescare”.

Ma c’è sempre un MA.

Le condizioni quest’anno in Toscana sono strane : l’acqua è stranamente fredda e il vento anzichè avere le solite rassicuranti abitudini da buon tempo ( lieve brezza di scirocco la mattina – maestralino il pomeriggio – lieve brezza di terra la sera ) si comporta in modo pazzo rendendo il mare impescabile sia da terra che in barca.

In più i report dei pescatori della zona non sono affatto rassicuranti : nessuno sta prendendo niente.

Dal mio arrivo al primo tentativo di pesca passa una settimana.

Appena le condizioni si sono mostrate decenti opto per un uscita di surfcasting notturno al serra.

Condizioni ideali

Preparo finali d’acciaio, affilo gli ami, arrivo sullo spot alle 21, la serata è bellissima, preparo inneschi a regola d’arte, lancio e aspetto.

Ami affilati e terminali d'acciaio

Ami affilati e terminali d’acciaio

Mia madre passa a salutarmi e mi fa compagnia per la prima ora di pesca.

Mia madre decide di andarsene e mi chiede di illuminarle la strada con la mia torcia da testa.

Mentre mi giro per illuminarle il percorso ho il primo attacco. Peccato stessi guardando altrove. Peccato che quando afferro la canna non c’è più niente.

Non lascio spazio a bestemmie e prendo il segnale come buono : “c’è attivtà” penso.

Sistemo un altro innesco e rilancio : sono le 22.10.

5 minuti dopo altra partenza e questa volta sono pronto.

Prendo la canna in mano, lascio filo al serra, aspetto, stringo la frizione, ferro e … non c’è.

Non bestemmio ancora, fiducioso di avere altre occasioni per rifarmi.

Invece no.

Sono le 22.30 – ho pescato fino a mezzanotte e qualcosa e niente si è più mosso.

Ma ancora non bestemmio perchè la mattina dopo mi sarei svegliato alle 7 per andare fuori in barca con il mio amico Tommaso.

La barca di Tommaso

La barca di Tommaso

Tommaso e io siamo diventati amici pescando sul moletto del mare auguglie e occhiate tanti anni fa.

Negli anni ne abbiamo combinate di tutti i colori e sono responsabile di aver messo in lui una distorta visione della pesca : anni fa mi chiese di insegnarli a pescare a traina con artificiali e durante la prima uscita ( con l’obiettivo di vincere facile pescando qualche tonnetto / palamita ) abbiamo preso un auguglia imperiale di 20 kili.

Catture d'altri tempi - io e Tommaso e la nostra famosa Auguglia imperiale

Catture d’altri tempi – io e Tommaso e la nostra famosa Auguglia imperiale

Da quel momento in poi le nostre uscite in barca vivono di un alone di straordinaria aspettativa ed epicità.

Decidiamo visto gli scarsi risultati di altri equipaggi di provare un uscita al tonno in drifting (naturalmente rilasciando poi eventuali pesci catturati).

Recuperiamo due amici non pescatori ( normalmente porta fortuna) , ci procuriamo tre casse di sardine, inneschi freschi, cibo e acqua e via nel nostro spot preferito : un punto circa 2 miglia fuori dalla costa su una batimetrica che va dai 90 ai 100 mt.

Facciamo tutto per bene : studiamo la corrente, caliamo 4 canne a ventaglio perfetto sondando diverse fasce di profondità, pasturiamo un po’ a mano e un po’ con il tritasarde elettrico.

Esche in acqua e pasturatore in azione

Esche in acqua e pasturatore in azione

Il vento non si alza, in barca si sta benissimo, la compagnia è ottima, chiacchieriamo fiduciosi e divertiti.

Ma, c’è sempre un MA.

Un banco di auguglie enormi si piazza sotto barca a banchettare.

Brutto segno per 2 motivi

a ) ci rovinano la scia di pastura
b ) auguglie che banchettano indisturbate significa assenza di predatori

nel seguente filmato – fatto con la mia fedele go pro – potete godervi lo spettacolo.

Io intanto accendo la vasca del vivo e inizio a pescare qualche aguglia con galleggiantino e micro pezzi di sardina.

Dopo un po’ noto un ombra nera aggirarsi sotto la barca … una razza :

Ovviamente abboccherà ad una delle nostre canne, ovviamente la tiriamo sotto barca e la liberiamo.

Passa il tempo e ci crediamo sempre meno. Le auguglie banchettano, non c’è un segnale che sia uno che faccia sperare nella presenza di tonni.

Fissiamo la scadenza della pescata alle 13.00.

Alle 12.45 Tommaso scatta come una saetta sulla canna, grida “eccolo”.

Improvvisamente l’atmosfera cambia, tutti ci concentriamo e ci prepariamo al combattimeno epico.

MA.

La canna si flette ma non parte.

Tommaso ferra, recupera, sente che c’è qualcosa ma sicuramente non un tonno.

Dopo pochi minuti uno squalo emerge dalle profondità, troppo piccolo per mettere in difficoltà la 80lb su cui ha deciso di abboccare.

Verdesca in Toscana

Verdesca in Toscana

E’ una verdesca – colori meravigliosi, sagoma elegantissima, bocca letale.

Con delicatezza / prudenza – lo liberiamo sotto la barca e decidiamo che questa sarà l’unica emozione della giornata.

Rientriamo sottocosta – bagno, tuffi, mangiate, caffè – amazzacaffè e altre chiacchiere.

Decidiamo che la mattina seguente avremmo provato a fare un po’ di traina con il vivo in bocca d’ombrone per cercare qualche serra / leccia.

Ma, e c’è sempre un Ma, il tempo si è guastato e si è rimasti in terra.

Ma io non mi lamento.

Alla fine non è un “fail” , una razza e uno squalo non fanno un tonno, ma è sempre un bel pescare.

E poi come diceva Hemingway “meglio una brutta giornata di pesca che una bella giornata di lavoro”.

Rock’n’Rod

7 Comments

  • franco vanni ha detto:

    Grandissimo Frank. Belle le foto, elegante come sempre il racconto e bei filmati! Poche ore dopo la cattura, la tua impresa era già leggenda lungo tutta la costa tirrenica. Quando ieri a Bonassola, in Liguria, ho raccontato in spiaggia la tua impresa, un consistente gruppo di fanciullle ha annullato il bagno in mare previsto prima di cena, temendo di essere rincorse da pinne triangolari. Sai come funzionano le donne: tonno = sushi, squalo = aiuto. Quindi per qualche decina di villeggianti bonassolesi tu sarai per sempre “quello che pesca gli squali”, tipo Crocodile Dundee! Super rock.

  • Allegra ha detto:

    Bellissimo Francis!!!

  • clelia ha detto:

    Bravo Francis! La tua mamma, giustamente orgogliosa, mi ha messo in condizione di seguire la squalo story di cui sei stato protagonista. Davvero un’esperienza emozionante. Alla prossima!
    Clelia

  • franco ha detto:

    ma l aguglia della foto è 5 kg?

  • pietro invernizzi ha detto:

    La prossima volta innesca la verdesca e cerca il grande squalo bianco! Quello è Rock!
    Bell’articolo 😉 E complimenti per questo blog ragazzi è veramente il Top.
    Un vostro fan Anonimo.

  • jacopo savoia ha detto:

    Se ci fossi stato tu di fianco a Santiago, Il vecchio e il mare sarebbe finito in modo diverso…

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