Le trote dell’Alpàa

Iridea della riserva turistica di varalloIl programma della giornata è elettrizzante: pescare con cattiveria dall’alba alle 14,45 e poi, insieme a Luca di 100% spinning, dare una dimostrazione pratica e didattica di pesca a spinning in occasione dell’Alpàa, lui a gomma, io col ferro. La cosa mi emoziona un sacco, spiegare a bambini e non, i rudimenti di ciò che mi appassiona così tanto è un’esperienza nuova ed entusiasmante.

Intanto, mentre mi chiedo se saprò essere all’altezza del compito, Matte mi raggiunge, infiliamo i waders e via. Le primissime luci dell’alba illuminano il Sesia mentre il cielo è splendidamente coperto. La prima lama che aggrediamo non ci riserva grandi sorprese. Qualche troterella qui e là ma poi ho la fortuna di portare a riva una marmoratina che, anche se arriva a stento a 25 cm, ha una livrea così perfetta da sembrare dipinta e da sola vale la sveglia alle 3,30. La guardo un attimo in acqua, una veloce torsione dell’amo e schizza veloce sotto un sasso. Matteo si dedica a una bella pozza mentre io salgo per provare una correntina.

Fario nerissima, malata e completamente ciecaLancio in un rigiro e inizio un recupero allegro per permettere all’artificiale di girare correttamente. Un fulmine nero scende con la corrente e sbaglia clamorosamente il rotante. Nemmeno il tempo di prendere il libretto e iniziare a salmodiare il mio disappunto che vedo la saetta mettersi in corrente di fronte a me. Nera come la notte e con l’unica chiazza chiara in corrispondenza dell’occhio. Visto che ho perso il guadino un paio di settimane fa in un guado troppo azzardato per la mia altezza, provo a prenderla con le mani e spostarla da un punto così scoperto. Appena ci provo, anche se è malata forte e completamente cieca, scoda giustamente via.

Saliamo prendendo ancora qualche trota finché ci accorgiamo di essere accerchiati da Piccola e coloratissima fario del Sermenzaalmeno altri cinque pescatori. In più il cielo coperto ha lasciato il posto a sole e venticello, e questo vuol dire una sola cosa, rafting: via! Ci mettiamo alla ricerca, cartine e navigatori alla mano, del torrente Gavala. Gli arriviamo sotto e non lo troviamo. Torniamo sui nostri passi per chiedere alla mitica signora del negozio di pesca di Balangera. Ritorniamo dove eravamo arrivati e iniziamo a scarpinare fino a trovare un rivolo dalla portata decisamente ridicola. A quel punto Matte chiama il Savio per avere delucidazioni: il torrente è davvero quel rigagnolo oppure dobbiamo salire ancora? Il torrente c’è, è più in alto e se ci vogliamo arrivare dovremmo salire con qualcuno che lo conosce bene se vogliamo tornare indietro… Quando dice: “Guarda che Jacopo mi serve vivo questo pomeriggio”, capiamo che non sta scherzando… Va bè, tanto camminare coi waders sotto il sole battente è un vero piacere.

Biscia d'acqua che appostata in una pozza di giriniRipieghiamo sul più conosciuto Sermenza. L’acqua è cristallina, il vento sale e il sole splende. Le condizioni sono davvero pessime ma peschiamo e prendiamo alcune delle coloratissime fario di questo corso finché i morsi della fame ci suggeriscono di piazzare le gambe sotto il tavolo. Ci raggiungono il Savio e Francesco e, come spesso accade, la conversazione rimane piacevolmente incollata ad argomenti di interesse alieutico.

_1Alle 15 raggiungiamo Luca e i suoi a Varallo. Dopo la presentazione e una stretta di mano, tra pescatori, è come se ci si conoscesse da una vita. Siamo pronti, adesso possiamo aspettare orde di neofiti assetati di sapere, rispondere alle loro domande, portarli sul fiume, far prendere loro i primi pesci e… E dove sono le orde di spinner di domani? Forse tutte a casa, perché sul ponte non ce n’è nemmeno una… Un po’ delusi e dispiaciuti scendiamo al fiume dove troviamo un nutrito gruppo di bagnanti intenti a rinfrescarsi rumorosamente. Mentre stiamo ancora montando le attrezzature arrivano un ragazzo e il padre che, interessati all’evento, ascoltano interessati tutte le cose che abbiamo da dire. Quando vanno via, iniziamo a battere quelle acque per me sconosciute. I primi lanci sono falsati dalla vicinanza a chi fa il bagno, ma ci basta allontanarci di qualche metro per scoprire che ci sono più pesci che sassi. Ferro e gomma vanno alla grande e ci regalano una quantità incredibile di catture tra fario e iridee. Verso fine giornata, i bambini a passeggio coi genitori, dall’alto del ponte ci urlano la posizione delle trote aggiungendo: “Prendi quella, prendi quella”. Avrebbe potuto essere davvero divertente spiegare due o tre cose e poi accompagnare i bambini a prendere la loro prima trota. Peccato.

3 Comments

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *