Pesca&Fidanzata – Le foto di pesca

Particolare della marmoreggiatura marmorizzata di una marmorata
Particolare della marmoreggiatura marmorizzata di una marmorata

Particolare della marmoreggiatura marmorizzata di una marmorata

Per secoli la parola pescatore è stata sinonimo di contapalle. L’immagine di un omino con gli stivali gocciolanti che dichiara: “Ne ho preso uno così” allargando a dismisura le braccia, ha ispirato barzellette e battutacce di intere generazioni di frequentatori di bar. Poi è arrivata la fotografia, ma per lungo tempo è servita solo a fare ritratti e poco più. In tempi recenti, grazie alle conquiste della tecnologia, questa tecnica ha trovato finalmente il suo utilizzo più congeniale: fotografare le prede delle battute di pesca. Ed ecco che la fotografia digitale assurge a liberatrice dalle infami catene del contapallismo e strumento principe per il catch&release. Senza le foto a provare la cattura, credete che in molti rilascerebbero le prede? Ecco l’ennesima visione “sballata” della mia compagna…

Ieri sera, stavo cercando le foto di Cecilia sul nostro computer: ho aperto la cartella “Foto” e cosa ho trovato? Un piccolo tesoro alieutico: ci sono anni di pesca di Jacopo e dell’Anonima, inframezzate fastidiosamente da qualche foto delle nostre vacanze e della pupa…

Ma questa è, come al solito del resto, la punta dell’iceberg!

Ciò che realmente mi ha stupito è la quantità di materiale accumulato: intanto il rapporto è 1 a 5, cioè se a me fa una foto e come viene viene, per ogni cattura ne fa almeno 5 per essere sicuri che:
1- Si veda bene il pesce;
2- Non si sia tagliato via nulla nell’immagine o non ci sia anche lontanamente il rischio che possa non rendere giustizia alla cattura;
3- Si veda bene la livrea?
4- “Si vede che le condizioni climatiche erano durissime e avverse ma che io sono il più duro di tutti?”.

È una quantità imbarazzante di foto sue e di Pietro, quelle foto che poi, il lunedì, si scambiano via mail bisbigliando dietro lo schermo del pc al lavoro “celocelomanca” e che, dal martedì, diventano argomento di discussione per il blog: Quale mettiamo? Pietro che bella però quella fario! Però Jaco anche il temolo era pazzesco? E giù grasse e grosse pacche virtuali sulle spalle da un ufficio all’altro, da una parte all’altra della città, per sentirsi più vicini, come due innamorati che ricordano la luna di miele guardando le diapositive…

Ecco, ora però vi spiego bene cosa vedono i miei occhi profani: due uomini adulti che accarezzano delle trote al pc sbavando sulle catture e fomentandosi sulle prossime uscite. Manco fossero dei porno pazzeschi!

Le “fotine” della pesca, come le chiamo io, sono dei feticci perversi che servono in secula seculorum, a pavoneggiarvi con amici e altri amatori, facendo finta di sminuire le catture ma in realtà gonfiando il vostro ego sampeiano e cercando di ricordarvi invece, nei momenti bui, e cioè quelli lontani da fiumi, laghi e mari, quegli attimi di pura gioia e di ebrezza che solo l’amata riesce a darvi…

Ma perché, dico io, se nostra figlia inizia a stare in piedi da sola e mangia le pappe e lalleggia a destra e a manca e magari io sono vestita da strafiga tu, maledetto pescatore, non consideri nemmeno lontanamente l’eventualità di ritrarre una cosa simile tagliando corto con un “Ma sì amore dai, è inutile tanto non rende l’idea” e invece a me deve rendere l’idea ogni singola pinnetta o guadinata o sassolino che tu, con pedante pignoleria, immortali ogni volta che ti trovi sul greto di un fiume?

Foto NON di pesca n°1

Foto NON di pesca n°1

Perché queste foto, come degli ex-voto, vengono sfogliate con occhio languido e amorevole, e invece quando io ti propongo di rivederci le foto delle vacanze, anche “velocemente”, anche “non tutte”, anche “a casaccio giusto per…”, il sottofondo che odo non è un lamento d’amore ma una sbuffata accompagnata da un “cheduecoglioni” sibilato a denti stretti ma con l’occhio che implora pietà?

È la vostra vanità che vi spinge a fotografare. La vostra vanità accompagnata da una buona dose di vanagloria!

Volete che tutti vedano, che tutti sappiano, che tutti si rendano conto di quanto bravi siete stati, che il vostro “sacrificio” del week end è stato ricompensato, che anche questa volta tornate vincitori dal vostro personale campo di battaglia, che anche questa volta nessuno può prendervi in giro per avere buttato via una giornata, magari sotto la pioggia, magari con un freddo cane, che voi ce l’avete fatta…

Foto NON di pesca n°2

Foto NON di pesca n°2

Ma soprattutto, e qui si entra in un sottobosco che so già non ammetterete mai, ma so che funziona anche così, c’è la soddisfazione di dire una cosa che a voi maschi piace un sacco proclamare: il mio è più grande!

Già, perché in fondo, quando sui vari siti vedete le foto postate, in testa state facendo la radice quadrata del logaritmo della lunghezza della preda più importante che avete nel vostro personale acquario dicendo “Eh vabbè però…facile così…in quelle condizioni, con quell’attrezzatura, in quel periodo, sono buoni tutti…l’avrei presa anche io una bestia del genere se…”

Ed è anche per questo che le misure che prendete sono praticamente millimetriche: quella volta era un 38,5 però ecco, mi sono superato con un 39,1 due week end dopo…

Quindi avere la testimonianza visiva delle vostre prede e delle vostre misure vi dà soddisfazioni e certezze, e lo capisco, da donna, che ogni uomo desidera essere considerato il meglio del meglio che c’è sulla piazza!

E, quindi, da donna, le mie risposte sono sempre assecondanti e remissive “Ma è incredibile amore, sei stato bravissimo!”

D’altra parte le misure contano, lascio a voi l’arduo compito di capire, però, dove e quando!

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