Intervista a Luca Negri

Lampuga Record

Lampuga RecordAbbiamo intervistato, ed intervisteremo ancora, pescatori famosi, celebrità di questo mondo di matti che è la pesca sportiva. Ma ogni tanto ci piace intervistare qualcuno che magari non si è voluto pubblicizzare né in rete né altrove, persone che non hanno mai cercato sponsor o notorietà ma che noi dell’Anonima abbiamo avuto la fortuna di conoscere e apprezzare per quello che sono: veri esperti della pesca, grandi pescatori!

A noi rivelano qualche consiglio, la loro visione sul futuro della pesca in Italia e la loro preziosa testimonianza sulle esperienze di questa passione. Luca Negri è senza dubbio uno specialista della traina con il vivo oltre che un pescatore di mare esperto a 360°. Vi abbiamo già raccontato qualcosa di lui in un precedente articolo… se vedete sull’orizzonte la sagoma di una lancia a spigolo blu, che naviga lenta al largo delle coste elbane, probabilmente lo avete incontrato; se poi nuvole di fumo di sigaro si alzeranno tra vette di canne in pesca, non ci sarà più dubbio: è lui!

Da quanto peschi?
Sin da piccolo pescavo in torrente con lombrichi e camole le nostre fario alpine, in mare a bollentino e con la canna dalla riva. Mi sono dedicato alla traina con artificiali solo in età matura così come allo spinning in torrente e laghetto; successivamente ho contratto la “malattia della traina con il vivo”, malattia incurabile che mi ha portato a dedicarmi praticamente a praticare solo questo tipo di pesca.Dentice record

Collabori con qualche associazione, gruppo, iniziativa, legati alla pesca in mare?
Attualmente sono segretario dell’ EFSA Italia, associazione europea dei pescatori di mare che cerca di promuovere e tutelare la pesca sportiva in mare nelle sue varie discipline e che certifica i records europei nelle varie classi di lenza catturati secondo le regole della sportività. L’ EFSA è presente in numerosi paesi europei e siede al tavolo normativo della Comunità Europea, è membro del Raac Mediterraneo e siede insieme ad altre Associazioni Italiane al tavolo governativo italiano per la regolamentazione della pesca, collabora con l’ICAAT per la ricerca sul Tonno rosso con marcatura e rilascio del pesce oltrechè organizza competizioni nazionali ed internazionali di pesca a traina, di drifting, di pesca dalla barca e di surfcasting .

Che tecniche pratichi, in genere dove e rivolte a che pesce?
Escludendo la pesca a mosca, ho provato a praticare tutte le tecniche di pesca sia in mare che in acque interne. La tecnica che preferisco è la traina con il vivo perché, a pescindere dai risultati; è la più affascinante e presuppone grande tecnicalità, profonda conoscenza dell’ambiente marino, utilizzo di libraggi sottili. Inizialmente praticavo la traina solo con l’affondatore (lenza da 12/20 lbs ) con l’avvento del multifibra, pratico anche la tecnica del piombo guardiano rigorosamente con canna in mano. La preda più ambita, a mio parere è la ricciola, pesce generoso e potente. In generale ad un esca viva ben presentata pochi pesci resistono, tonni, pesci spada, palamite, lucci di mare, serrra, dentici, spigole, orate, lampughe, cernie, lecce; personalmente mi mancano l’aguglia imperiale e l’orata che è catturabile con la seppia o il totano/calamaro…

Che sigaro Toscano fumi?
Toscano classico, meno forte dell’ antico e dello stravecchio.

Qual è la tua tecnica preferita e perché?
Traina con il vivo perchè presuppone una grande ricerca e conoscenza del comportamento dei pesci foraggio, un grande senso dell’acqua, una conoscenza dei fondali e dei pesci obiettivo.

Quanto reputi importante nella traina in mare luna e maree, orari e meteo?
Sono sicuramente elementi che influenzano la pesca ma, considerato che si pesca durante un periodo limitato e che le sveglie all’ alba non mi appartengono e sono per me eccezzioni, che i “Caronti“ (Il servizio portuale che fa la spola tra le barche ormeggiate alla fonda e la banchina. N.d.R.) alle 19 chiudono i battenti e riaprono alle 7, solitamente pesco la mattina sino al primo pomeriggio e chiaramente non tengo conto di maree, lune etc .Luca Negri e le sue catture...

Nel corso di tutti gli anni in cui hai pescato in mare, hai notato cambiamenti nelle abitudini dei pesci?
Ho notato, più che cambiamenti, vere e proprie differenze. Innanzitutto un drastico calo di presenze delle ricciole dovuto all’overfishing dei ciancioli ed al predominio territoriale di nuovi pesci come lucci di mare e serra che, avendo minor valore commerciale, hanno occupato i territori delle ricciole.

Se dovessi scegliere un singolo elemento dell’attrezzatura sul quale non badare a spese, dove davvero vuoi l’eccellenza, quale sarebbe?
Tutti gli elementi sono importanti e non ho mai badato a spese.

Nel corso degli anni produttori e tecnologie hanno migliorato molto le nostre attrezzature da pesca, per te qual’è stata la novità più utile e rilevante?
La grafica degli ecoscandagli più facile da interpretare e l’avvento degli Smartphone con le applicazioni cartografiche .

L’ecoscandaglio non falsa i giochi tra pescatore e pesci, non è un po’ come barare?
Gli occhiali polarizzati sono paragonabili all’ecoscandaglio che serve solo a darti la profondità se vai nel posto sbagliato.

Qual’è il pesce che preferisci innescare come vivo? Qual’è il pesce che preferisci combattere in canna?
Le migliori esche sono il calamaro e l’alaccia. Preferisco l’alaccia perché amo il calamaro fritto! Altre esche sono la seppia, il totano, lo sgombro, il sugarello, l’aguglia, il cavallo, la costardella, l’occhiata, il tombarello, il luccio piccolo, la boga etc.etc.  A seconda dei pesci, morditori o ingoiatori ( dentici – ricciole ) l’esca deve essere diversa per grandezza e tipologia ad es. calamaro ed aguglia per la ricciola, alaccia o seppia per il dentice.  Il più bel pesce in canna per me è la ricciola, seguono lampuga, leccia e serra, la spigola non è un grande combattente ma si rischia spesso la slamatura. Luca Negri e le sue catture...

Quanto tempo riesci a dedicare alla pesca?
Le vacanze e qualche weekend

Cos’è per te la pesca?
E’ la possibilità di vivere il mare con figli ed amici; se non si piglia si chiacchera, se si piglia si diventa adrenalinici e competitivi, comunque vada ci si rilassa.

So che hai un rapporto di amore e odio verso i pesci. Li rispetti e ti batti per la loro tutela, ma non li mangi e li odi… un rapporto alla Achab vs Moby Dick, è così? Ce lo puoi raccontare?
I pesci non li mangio ma mi piace organizzare cene con gli amici, inoltre utilizzando attrezzature leggere e ami biodegradabili se il pesce è più bravo riconquista la sua libertà! (Il rapporto mistico c’è… ma evidentemente Luca non ne vuole parlare. N.d.R.)Luca Negri e le sue catture...

Ti ricordi il primo pesce che hai preso?
Ho preso la prima ricciola con sarda e lenza a cinque ami dal molo di Campo, a traina con il vivo mi ricordo il primo dentice di 4,5 kg sulla secca di Capoliveri. (Due località dell’Isola d’Elba. N.d.R.)

Qual’è la cattura che ricordi che ti ha emozionato di più?
Sicuramente le quattro catture che corrispondono ai miei personali records: ricciola di 24,5 kg; lampuga di 14 kg;  spigola di 7,9 kg; dentice di 7,8 kg e serra di 5,6 kg.
(Luca ha anche preso importanti pesci tropicali e un tonno over 100kg, ma evidentemente non li ritiene rilevanti come record, forse perché in questi casi il merito è in buona parte del capitano della barca più che di colui che recupera? N.d.R.)

Qual’è la cattura dei tuoi sogni?  Quale il pesce che manca al tuo acquario?
L’ orata, possibile con il totano o la seppia e l’aguglia imperiale difficile con la mia barca.

Cosa ne pensi della gestione delle acque in cui peschi? All’Elba sono peggiorate la qualità delle acque e la fauna marina? Proposte per migliorare la gestione della pesca sportiva e professionale?
Le acque in generale si deteriorano a causa dell’antropizzazione e dell’overfishing. L’Elba non fa eccezione, per quanto mi riguarda io seguirei l’esempio americano: licenza di pesca, conversione della piccola pesca professionale, inibizione temporanea alla pesca professionale di tratti di costa, controlli e ripopolamento delle acque. Basta vedere Pianosa che, nonostante il prelievo fuorilegge di pescatori professionali e non, è un’ area di ripopolamento incredibile .

Se potessi scegliere un personaggio con cui andare a pescare chi sarebbe?
Ho pescato con molti grandi e famosi pescatori, conoscendo Furio Benfenati ed il suo amore per il mare e la pesca, mi piacerebbe poter pescare con suo padre, che ci guarda da lassù, Adamo Benfenati, il primo angler italiano a pescare a traina il tonno gigante alle foci del Po.

Quale momento di pesca vorresti rivivere?
Sempre, ogni momento, ricordi di catture e di uccellate, avvenute magari dopo 50 minuti di combattimento! Ricordiamoci che il pesce che perdi è sempre il più grosso… e che il pesce che catturi non muore mai… ma continua a crescere!

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