Episode One. Et voilà le rendez vous…

Trota FarioOre 06.55 am puntuali come solo i veri professionisti sanno esserlo ci troviamo per permessi e caffè al bar della stazione di Varallo. Arietta frizzante e bella gente.
Ore 7.30 circa siamo in pesca al Parco Giochi, c’è poca acqua. Iniziamo tutti e tre a spinning, c’è cappottazione nell’aria. In extremis mio fratello esce una pregevole fario di 29 cm, io perdo una farietta (tristo presagio di ben altri smacchi…) e così abbandoniamo lo spot dopo averlo battuto con estremo accanimento e alacre attaccamento tutti e tre a spinning. Il sole è alto, il cielo è azzurro.
Andiamo ad Isola, uno dei miei spot preferiti, sono le 8.30 circa e speriamo così di evitare i raftingari che purtroppo con canotti, canoe, padelle, ciambelle e quant’altro, frequantano a migliaia di migliaia queste acque nelle belle giornate.
Io decido che sono un crasto e pesco a mosca secca. Risultato: Matteo ne prende tre piccoline, mio fratello sembra essere in stallo dopo l’esordio vincente, io perdo 5 abboccate: la prima scopro poi che la mosca era senz’amo! La seconda suco, la terza raddrizzo l’amo ferrando… mah… le altre suco.
E così sono le 10.30 e i raftingari allegri e spensierati cominciano a scendere il fiume… tutti colorati, vestiti a festa e pagliacciando con schiamazzi di giubilo e furore battagliero… che palle!

Prendiamo la via del ritorno e scendiamo a Roccapietra, cappotto generale, io continuo a mosca secca su fondali di 5mt… mi sento un po’ babbo.
Usciamo dal fiume verso le 11.30. Appare un simpatico vecchietto simile nel look al grande Totò Riina, ma dall’accento locale. Ha molta voglia di parlare  e raccontarci storie, come quando di notte, pistola alla mano ha scoperto bracconieri con esche aromatizzate che facevano cestelli di trote proprio lì, a Roccapietra… e lui, come un chuck norris del vercellese, li ha consegnati ai carabinieri.
Il vecchio racconta storie e il giovane boccia sbarbatello non ha voglia di ascoltare, ma l’esperienza mi ha insegnato che se un vecchio vuol parlare è perchè ne ha da raccontare, e se il vecchio poi è un locale, non è tempo speso male; è così che ci confessa di una lama promessa, uno specchio di acqua santa che nessuno va pescando, proprio sotto il grande ponte in quel di Doccio…

Matteo e Francesco se ne vanno ed io mi dirigo baldanzoso e accappottato verso la lama promessa…

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