Il Grande Luccio in fiume – Aspi e Lucci – Seconda Parte

Luccio Record Over Metro Pietro Invernizzi
luccio in fiume, spinning da riva
Luccio Record Over Metro Pietro Invernizzi

Quando “i chili in più” ti fanno felice!

È Venerdì sera ed io non ho voglia di uscire, stanco per la settimana di lavoro e troppo carico di aspettative per la seconda giornata di “caccia all’aspio” pre-Natale! Cambio ancorette e split ring agli artificiali, seleziono le esche giuste da mettere in cassetta e annodo già il finale alla treccia madre.

Ma il fatto che io non esca il Venerdì per preparare l’attrezzatura da pesca non fa notizia, invece è decisamente sorprendente ricevere la telefonata del re dei party, dell’uomo-afterhour, Frank Napoleone, che alle 22.30 sta già tornando a casa perché vuole essere fresco e riposato a pesca! Il novizio Frank insiste per andare a Lucci in lago, ma io sto cercando un Aspio Record e a mia volta decreto: <Andiamo a caccia di aspi! Parte Seconda!>

 

Pescando nell'Adda

Pescando nell’Adda

Questa volta siamo solo noi due, io e Frank, l’avventura come nei più avvincenti romanzi cavallereschi inizia in pasticceria alle 7.30 di mattina, deliziosi croissant e robusti caffè risvegliano piano piano la nostra parlantina.

 Dopo un’ora circa di auto siamo quasi arrivati, ma prendiamo ancora un caffè al bar e non ci facciamo mancare un bigné al cioccolato a testa, giusto per essere più tonici!

Recuperando l'ASpio!

Recuperando l’ASpio!

Per noi è la seconda battuta di pesca a fila a caccia di aspi, mi chiama Marta, la mia fidanzata, mi dice che anche lei sta già uscendo in caccia… a caccia di abiti da sposa… per lei è già la quarta uscita a vuoto. Ci auguriamo a vicenda “in bocca al lupo”!

Scendiamo al fiume gagliardi e speranzosi, il meteo è mite, nebbioso ma di nebbia alta, il livello dell’acqua è alcuni centimetri più basso della volta scorsa. Attacchiamo a lanciare là dove una settimana prima avevamo preso! Mezz’ora di lanci a raffica, recuperi alternati e continui cambi di esche. Nulla da fare.

Ci spostiamo più a valle, lanciamo prima “a piede asciutto” e poi mano a mano entriamo con i nostri stivaloni nell’acqua e lanciamo sempre più al largo.

Arriva un anziano pescatore, cerca Lucci Perca con il vivo, ci saluta furbetto.

L’approccio in cerca del “pesce in caccia” non sta dando i risultati sperati, così monto un lipless pesante, lancio di fronte a me e lascio affondare tenendo il filo in tensione. Quando sento il contatto del fondo alzo la vetta della mia canna e do alcuni colpi di cimino recuperando, poi lascio affondare di nuovo. Ormai l’esca è lontana a valle, sto dando due colpetti e sento un contatto strano, do ancora un colpo e “BUUUM!” Un bel pesce con la corrente forte contro il muso ha preso l’esca! Il pinnuto ha deciso che non vuole muoversi dal fondo, per lunghi secondi ho pensato si trattasse della caparbietà di un barbo o della sorda resistenza di un piccolo siluro, poi è affiorata la pinna e sono iniziati gli zig-zag, inequivocabile segno che l’Aspius Aspius che cercavamo si è fatto trovare!

Portato a riva foto di rito e release. Il vecchietto smonta la canna accigliato e si allontana cupo.

 

Aspio_Adda_Pietro

Aspio in Adda

Insistiamo ma non sono attivi…

Decidiamo di andare a vedere il Grande Fiume, il Po, ad Isola Serafini, voglio far vedere la diga a Frank. Il Po è ancora molto alto, lo spiaggione che mi piace è sommerso e non siamo entusiasti della situazione; anche camminare in mezzo a plastiche e rifiuti non aiuta l’entusiasmo.

La diga di Isola Serafini

La diga di Isola Serafini

Mentre cammino spero un giorno di vedere la rinascita dei grandi fiumi, magari saranno un po’ diversi da com’erano, magari vedranno convivere nuove specie con le vecchie, un po’ come la globalizzazione per gli umani porta le etnie a mescolarsi, così i fiumi del futuro potrebbero essere diversi ma ricchi… la speranza è che sia una ricchezza di biodiversità e che il nuovo non distrugga il vecchio ma lo complementi. Così camminando penso e so che se aiutiamo un po’ la Natura semplicemente non soffocandola, questa ci sorprende sempre con risultati prodigiosi! Le plastiche sulle sponde sono un problema enorme su scala mondiale, un problema che corre dal torrente fino agli oceani… energie a basso impatto ambientale e materiali 100% biodegradabili sono la speranza, finché ci saranno plastiche e simili negli oggetti di tutti i giorni, queste saranno anche nell’acqua.

<Ho fameee!> Frank interrompe i miei pensieri ed invoca il pranzo, o forse quel grido veniva dal mio stomaco?

Taaaaac! Ci trattiamo da gran signori ed approdiamo esausti alla Trattoria dei Cattivelli.

Sformatino di polenta, fonduta e tartufo; anguilla marinata; gnocchetti alla zucca e grana; montebianco con panna… questa la carica, questo il doping che ci ha portato sul fiume al pomeriggio!

Di nuovo sull’Adda, di nuovo a leggere la superficie dell’acqua ed i suoi misteriosi disegni in cerca di un segnale. <Pesce! Pesce!> Frank accanto a me ha incannato il suo primo aspio, sono emozionato come fosse il mio, è piccolo, in breve è a riva. Foto di rito e rilascio. Evviva! Evviva!

Il primo aspio di Frank Napoleone

Il primo aspio di Frank Napoleone

Altri due o tre pesci toccati e persi nei successivi cinque minuti… probabilmente piccoli. Poi nulla. Guardo l’ora, abbiamo solo quarantacinque minuti di luce…

<Frank ho un’ispirazione, dobbiamo correre, cambio spot!> Sento che un’emozione ci aspetta “là”…

La macchina vola, la luce cala. Balziamo fuori dall’auto, Frank non trova il telefonino… lo fulmino con lo sguardo: <Andiamooo!>

Ok, siamo in pesca! Faccio qualche lancio rapace a long jerk, cambio. Faccio qualche lancio con recupero lento con ondulante, cambio. Contemplo la cassetta. Non è ancora il momento di un’esca “rumorosa” tipo rattlin’ o clackin’minnow, ma è il momento di colori sgargianti! Monto un Rapala CD11 firetiger, armato con owner 4 in pancia e amo singolo in coda! Il CD11 è un’esca che di recente qualcuno mi ha detto che si muove poco… un‘esca che uso spessissimo e che mossa per ben benino prende davvero tanto!

Frank impreca, ha preso il fondo, o forse è un siluro di 4 metri? No, no, è il fondo.

Sono accanto a lui, lancio avido in un punto d’acqua ferma, aspetto un po’, considero l’esca sia ad un metro dal fondo e inizio un recupero leggermente irregolare…

 Il recupero si blocca di colpo, ferro d’istinto con ferrata lunga e la canna piegata si piega ancor di più, il polso sta per cedere e il mulinello prende filo velocemente…

<Taglia, taglia! Rompi il filo subitooooo! E’ grosso! E’ grosso!> strepito in direzione di Frank, ma gli occhi sono incollati alla superficie dell’acqua dove entra la mia treccia. <Dev’essere un siluro!> esclamo, “cos’altro potrebbe essere così grosso nel basso Adda?” – penso – “e poi cercando aspi mi è già successo di avere la sorpresa del glano…”

La canna di 6 piedi e 6 da appena 5/8 di oncia si comporta egregiamente assecondando le testate furiose del pesce. È lontano ma  sento che sta puntando la superficie, quando ormai intravedo una sagoma lontana sotto il pelo dell’acqua abbatto il cimino e accelero il recupero evitando perentoriamente il suo salto!

L’effetto però è devastante, non ha saltato ma l’ho fatto arrabbiare ed è partito in una fuga laterale da attacco cardiaco! Sono ancora convinto che sia un siluro e lo forzo un pochino, sono al limite dell’attrezzatura, penso allo 0,35 del finale o all’ancoretta ventrale…

Finalmente lo porto sotto riva e mi manca il fiato… <È un luccio! È un luccioooo!> Di colpo non sono più tranquillo e divertito, mi sale un’ansia spaventosa, non ho il cavetto, non ho guadino, sono su una prismata e quel pescione lo voglio prendere!

Luccio Record Over Metro Pietro Invernizzi

Luccione e Pietro: strike the pose!

Riparte e si inabissa… la frizione sibila, tremo di paura ma non la apro, il pesce rallenta, è stanco! Lo avvicino alla sponda…

Frank mi passa una pinza di plastica, una specie di boga… l’oggetto mi tenta, ma desisto, mi inginocchio sull’acqua in equilibrio precario sulla prismata, ho la certezza di non poter mancare il momento, l’attrezzatura è sotto stress ed il pesce sta per ripartire, “adesso o mai più”. Con una lucidità folle, consapevole di rischiare dei punti al Pronto Soccorso, tento un opercolare “al contrario”, mano sinistra in branchia destra, quella verso riva… <Ce l’ho!> Stringo la presa sulla mandibola, ma essere al contrario è una cazz…ta, mollo la canna e finalmente faccio l’opercolare con la mano destra. Ore c’è davvero! Il pesce per qualche istante è coperto di sangue, mi fa preoccupare ma “Fiuuuuu!” Il sangue è tutto mio, per fortuna! Sgorga copioso dalla nocca del mio indice sinistro. È bastato un secondo avventato per portare la cicatrice della cattura. Fortunatamente il rischio è stato calcolato, il sangue presto si fermerà e quella meraviglia che tengo in acqua non ha riportato la minima ferita, risciacquato dal mio sangue si mostra perfetto! Con la sinistra prendo dal taschino il metro, Frank mi aiuta, lo stendo emozionato dalla punta del becco verso la coda… 80… 90… 100… 104, 105…106.. Guardo bene! Sì, sì, sì! <105 pieno!> esclamo – Frank conferma euforico ed è pronto con la fotocamera, lo alzo tre o quattro volte mentre lui scatta a ripetizione e finalmente: release! Lo tengo per la coda, sembra spossato, lo muovo avanti e indietro due volte e… Splash! Quasi mi sloga il polso e ci lava! Si inabissa nel fiume!

luccio record big release Pietro Invernizzi

La sequenza del release del luccio dell’Adda

Saltiamo di gioia! E ci congratuliamo a vicenda, è quasi buio. Suona il mio telefono: <Amore ho appena scelto l’abito da sposa!>, mi dice lei, <Amore! Ho appena preso un luccione in fiume!>rispondo io… Ridiamo! Questo sì che è stato un incredibile tempismo! Le nostre uscite di caccia sono state trionfali!

So bene che gli dei mi hanno concesso una grande fortuna in questa uscita! A differenza di altre catture di cui vado fiero, meticolosamente inseguite e studiate, questa non è stata una caccia mirata, cercavo il re degli aspi ed ho trovato il re dell’acqua dolce. Non mi azzarderei mai a pescare lucci senza cavetto!

Comunque non riesco a pensare che sia stata solo fortuna… qualcosa di strano vive nel ricordo di questa cattura, intuizioni sul luogo, sull’esca, una preparazione dell’attrezzatura attenta al dettaglio, un combattimento memorabile e la sensazione del sorriso compiaciuto di mio padre che mi accompagna se ripenso a questo pesce. Quel suo modo speciale che aveva di prendermi in giro sminuendo ogni mia cattura, ma facendomi chiaramente intendere con lo sguardo e con un sorriso che era fiero di me e felice per me, con la complicità che ci può essere solo tra veri pescatori appassionati.

Luccio Record Over Metro Pietro Invernizzi

luccio in fiume, spinning da riva

 La fortuna mi ha portato all’incontro, ma la grande verità resta: nessuno prende i pesci se non ha la lenza in acqua…

Il 2014 era iniziato con un grande luccio per me, proprio il primo di Gennaio, e così sembra essersi splendidamente concluso. Chiudo questo racconto con parole preziose del nostro mentore di pesca nei grandi fiumi, il grande Mario Narducci, presidente dello Spinning Club Italia a cui dedico con affetto e amicizia questa cattura:

… è proprio questo il fascino dei “grandi” fiumi italiani. Ogni uscita nasconde sempre un’incognita. Si trasforma in un’avventura più o meno esaltante. Non puoi mai essere sicuro di cosa ti troverai a fronteggiare al contrario di quanto accade sui torrenti, fiumi appenninici e “piccoli” corsi in genere. Ma queste sono solo parole, occorre farne esperienza per capirne il peso “esistenziale” e se vi farà piacere riapprofondiremo insieme l’esperienza”.

Rock ‘n’ Rod

 

22 Comments

  • Fabio ha detto:

    Bravissimo, sei stato premiato, io ultimamente sto collezionando qualche cappottone natalizio.
    E’ per questo che amo la pesca per questi doni bravo bravo;-)

    • Pietro Invernizzi ha detto:

      Grazie mille Fabio! I cappotti a Natale sono cosa buona e giusta… ma prima o poi, se facciamo i bravi i regali ci arrivano 🙂
      Grazie ancora, a presto e… Buon Anno Rock’n’Rod!

  • Mimmus ha detto:

    “Non puoi mai essere sicuro di cosa ti troverai a fronteggiare al contrario di quanto accade sui torrenti, fiumi appenninici e ‘piccoli’ corsi in genere. ”

    E-S-A-T-T-OOOOOOOOOOOOOOOO!

    • Pietro Invernizzi ha detto:

      Mario Narducci la sa lunghissima… ed è davvero una persona stupenda ch era tantissimo per le nostre acque!

      Mimmus ne approfitto per fare anche a te gli AUGURI ROCK’N’ROD!
      A presto!

  • liuis ha detto:

    Cattura di tutto rispetto, sono convinto che la calma e la lucidita siano la base per una cattura simile e a quanto pare tu le avevi tutte e due
    COMMPLIMENTONI………………e Auguri di buon fine anno e credo proprio che lo sia
    liuis

    • pietro invernizzi ha detto:

      Grazie infinite Liuis! Tantissimi auguri di un anno pieno di catture memorabili! A presto!

  • Fabio ha detto:

    A proposito, l’ultimo semi cappotto risale al 26 Dicembre no anzi al 29… Comunque il 26 sono stato in un posto stupendo il tratto di Adda a Villa d’adda provando ad importunare gli esocidi con la mia collezione di Rapala… Be’ a parte una bella trota slamata al secondo salto nulla di nulla, questo tratto lo trovo splendido e pieno di fascino, non ci ho mai preso il big ma ogni volta che lo affronto tra le sue lanche immagino sempre la cattura della vita … Nulla piu’ dei grandi fiumi o dei grandi laghi ci obbliga a sognare.

    • pietro invernizzi ha detto:

      Dici bene Fabio! Ti auguriamo di cuore di incontrare il big nel 2015 e di rifarti presto dell’ultimo cappotto… Noi oggi, 1 Gennaio, abbiamo preso un cappottone a lucci in lago 🙂 Ci sta! A presto

      • Fede Iori ha detto:

        Ciao a tutti e buon anno!!
        Ho lasciato il pc spento x 2 weeks, ma oggi mi sono subito fiondato a leggere gli articoli dell’ Anonima….mammamia che pesce!!! Complimenti Pietro, è vero che hai avuto fortuna ad incontrarlo, ma portarlo a riva non è fortuna…grande!!
        Ti chiedo una dritta, che nodo consigli x collegare trecciato con fluorcarbon?
        Grazie e a presto!

        • Pietro Invernizzi ha detto:

          Ciao! Buon Anno anche a te e grazie 😉

          Io personalmente di solito ho un fluorocarbon che è ben più “spesso” della treccia, quasi il doppio e quindi come nodo faccio l’ Albright Special, che mi viene sempre con facilità, ha buona tenuta e riesco a farlo in ogni condizione, di solito faccio nove giri a salire, nove a scendere e chiudo (i giri possono essere qualcuno di più con diametri sottili o meno con fili spessi), bagno sempre con saliva e tiro un po’ per volta i 3 capi. Poi la treccia in eccesso faccio un nodino semplice vicino al nodo e taglio, il fluoro lo schiaccio vicino al nodo e taglio.

          Se invece uso treccia e fluoro/nylon di diametri simili, di solito piccoli, allora mi piace fare l’UNI TO UNI, che viene bello sottile e scorrevole 😉

          A presto, Rock’n’Rod

          • Fede Iori ha detto:

            Forse ho capito xchè non mi teneva l’ albright…usavo diametri troppo simili
            proverò l’ uni to uni
            Grazie mille!!! 😉

  • Fabio ha detto:

    Eccoci finalmente oggi tolto il cappotto! Un bel luccetto in Adda ! Posto super ho visto almeno una decina di lucci che prendevano il sole bello bello! Auguri a tutti

    • Pietro Invernizzi ha detto:

      Auguri ma… così ci rendi curiosi 😉
      Se proprio proprio vuoi, ci puoi scrivere un messaggio con il posto .. ehehehe! 😉
      Comunque: complimenti! E … buon anno!

      • Fabio ha detto:

        Ha ha, comunque il posticino nuovo oggi mi ha dato un altro bel luccio, e data la limpidezza delle acque me ne ha fatti individuare almeno altri 6 di cui due di taglia interessante. Tutto da riva tutto no kill ovviamente.

  • Andrea ha detto:

    Grande Pietro, hai preso un pesce semplicemente superbo e maestoso, ma preso in quelle acque in cui gli alloctoni la fanno da padrona non può che essere motivo di gioia! Felicità non solo per il gran pesce che hai preso, ma per il fatto di dare speranza e far pensare che forse non tutto sia completamente compromesso anche in acque in cui la fauna è al 99% danubiana!
    Complimenti ancora!

    • Pietro Invernizzi ha detto:

      Dici bene Andrea, questa cattura è stata in primo luogo una bella notizia!
      Continuiamo a sperare e ad impegnarci per le nostre acque…
      Grazie mille dei complimenti e a presto! Rock’n’Rod

  • Franco ha detto:

    Grande Pietro, bravissimo, pesce fantastico…. una domanda: ma poi a Mario gli anche mandato un bacetto? Perchè so che lui ci tiene a te e magari con un bacetto lo facevi pure più felice. Eddai Pietro, non essere ritroso e mandagli ‘sto bacetto a Mario, su!

  • Paolo ha detto:

    Ciao, complimenti per il Luccio ma andare in piena zona marmorate in dicembre pescando a minnow e long jerk non e’ proprio il massimo .
    Spero tu non abbia punto le poche trote in frega!
    Se non facciamo attenzione noi a queste cose pur di fare un pesce la vedo dura e il discorso sulla ripresa dei nostri fiumi diventa un po’ incoerente!

    Saluti

  • pietro invernizzi ha detto:

    Caro Paolo, sono basito per il tuo commento… Se leggi un po’ questo blog e ci conosci meglio sai che noi ci battiamo moltissimo per la tutela della trota marmorata! Perché parli di “piena zona marmorate”??? Forse dovresti dare un’occhiata all’intero corso dell’Adda! Scopriresti che è molto lungo e che l’ultimo tratto, prossimo al Po, è purtroppo danubiano al 100%! Un luccio è una notizia incredibile, figurarsi le freghe delle trote… Altro discorso quegli ipocriti che pescano parecchi chilometri più in alto! Davvero mi hai punto sul vivo pensando una cosa del genere, noi ci battiamo sul serio per la marmo e non Peschiamo trote dalla chiusura alla riapertura! Grazie cmq del commento, a presto!

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