Baby luccio di Pusiano, il castigo del marrano

luccio pusiano pietro invernizzi

Inizia il tramonto sul lago

Inutile fingere che le misure non siano importanti… le misure contano eccome, semplicemente non sono tutto, alle volte avere tra le mani anche solo 50 o 60 centimetri può dare soddisfazione. Anche quando questa taglia è poca cosa, trattandosi di lucci. 

Casting action #swan_with_us

Casting action #swan_with_us

Tra zero ed uno la differenza è infinito; così pare essere grande l’abisso tra cappotto e cattura anche quando questa non entra nel libro dei nostri record.

Il cappotto è cosa buona e giusta, educativo, propedeutico, riflessivo, formativo, gagliardo, tagliente, ottundente, mistico, pesante, allarmante, costruttivo, evocativo… molte sono le sue facce, molti i modi di viverlo, una sola la battaglia: toglierselo!

Il pescatore evoluto poi non si accontenta di togliersi il cappotto, vuole prendere quel che vuole e come vuole, quindi la preda dei sogni nel modo sofisticato che ha studiato.

Nel caldo bizzarro di un sabato di inizio Dicembre ci siamo tolti il cappotto con tecnica studiata, la preda era della specie giusta solo la taglia si è fatta beffe della dimensione generosa dell’esca e con l’ingordigia che è propria degli esocidi, un giovane luccio si è avventato feroce su 23 centimetri di silicone nonostante quel silicone fosse destinato a sua madre o a sua nonna… giovani arroganti!

 

Frank Napoleone prepara l'attrezzatura

Frank Napoleone prepara l’attrezzatura

Il gusto agrodolce della cattura si sublima nel castigo inferto al giovane angler peccatore che era con me… già perché in barca eravamo in due, io e l’apprendista lucciaro Frank Napoleone. Il suddetto Napoleone si era macchiato di una colpa imperdonabile, l’infamia di non svegliarsi all’appuntamento per andare a pesca, lasciando il sottoscritto ad inveire contro la segreteria telefonica del telefono spento per almeno un’ora. A poco sono valse le motivazioni di batteria scarica, gli dei avevano già deciso il castigo del marrano, siffatto affronto all’approccio performante della scuola Anonima sarebbe stato punito da un tonante cappotto. Ad ogni modo era ancora mattina quando la nostra barchetta d’alluminio affittata a Pusiano si staccava silenziosa dalla riva, sospinta soavemente dall’elica del suo motore elettrico.

Un sole pallido filtrava già dalla foschia e si iniziava a capire che, per la stagione, sarebbe stata una giornata estremamente calda.  Abbiamo iniziato lanciando radenti ad un lungo canneto, spinnerbait, jerk, minnow, sperando in qualche pesce aggallato ed in caccia.

Dopo meno di un’ora ci sembrava di essere predicatori nel deserto ed io ho ritenuto più opportuno trainare su di un maggiore fondale. La difficoltà più grande era questa: non conoscere la batimetrica del lago, non avere un ecoscandaglio. (Comunque non si può usare in quanto proibito N.d.R.)

Per intuito ho ipotizzato una rotta “da punta a punta” quasi a centro lago. Avendo verificato con sporadiche calate verticali che i fondali massimi si aggiravano tra gli 8 e i 10 metri , ho optato per un assetto spiombato con siliconidi pesanti (120/140gr); Frank fedele al motto “Fatti di Crank” si affida ad attrezzatura più “light” e usa un piccolo crank; ma entrambi dovremmo avere le esche a circa 6 metri di profondità.

Dopo appena 10 minuti di traina il destino della giornata era già compiuto, annunciato da un brusco flettersi della mia Yasei e seguito a ruota dalla mia ferrata: <C’è!> ho esclamato raggiante, <Fai sparire l’altra canna>, ho sibilato come maestrina acida…

<E’ piccolo… > ho confessato  con malcelata delusione mentre con facilità tenevo testa alle sue testate.

Pietro e il luccetto di Pusiano

Pietro e il luccetto di Pusiano

Pesce sano e bellissimo si è fatto fotografare con grazia prima di tornare a nuotare nel suo lago.

A quel punto l’aspettativa era grande, grandissima, nonostante avessimo iniziato un po’ tardi la pesca, avevamo ancora molte ore avanti a noi e chissà quante altre catture… Così abbiamo alternato speranzosi lunghe trainate a sporadici lanci sulle rive più interessanti. Per ore siamo stati inseguiti da una coppia di cigni, probabilmente ammaestrati da un venditore di rose di Milano, data l’insistenza con cui si affacciavano fin dentro la barca pur di scroccare del cibo. L’inseguimento dei cigni è stato imbarazzante, a tratti inquietante… veri stalker!

Cigno venditore di rose...

Cigno all’arrembaggio

Molti i pescatori in giro per il lago, molti ahimé con il morto manovrato o forse addirittura con il vivo, molti carpisti appostati a riva con le esche a fondo in mezzo al lago, molte pizzette mangiate da Frank e molti lussuosi panini “custom made” per me, qualche sorso di whisky, ma in sintesi nessuna altra emozione in canna, solo  la grande emozione di vivere una pace assoluta nella magia del lago, godersi la compagnia di un amico, la speranza appesa al filo della lenza e lo scorrere quieto delle ore fino a quando il sole ha iniziato ad essere basso sull’orizzonte e la magia dell’ultima ora a dipingere tutto di tinte fiabesche e fiammeggianti.

Si incendiano acqua e cielo...

Si incendiano acqua e cielo…

Poi l’aria si è fatta sempre più pungente, le prime luci si sono accese e, chi con la giacca chi con il cappotto, ci siamo ritirati verso l’ormeggio.

Il mio epilogo di questa battuta di pesca è stata una sontuosa cassoeula alla cena degli alpini di Cantù, praticamente il mio ideale di cena, tra una puntina e una verza, ho sentito che la giornata era stata perfetta, il grande luccio di Pusiano non si era fatto vedere, ma il baby luccio era stato un regalo prezioso a conferma di giuste intuizioni. Tra il grappino e la torta ho pensato a quanto fosse giusto essere grato a Frank Napoleone perché il suo entusiasmo  mi ha fatto divertire moltissimo.

Oggi fa freddo nella piccola grande città, la mia mente si immerge in profondità e nuota veloce tra i lucci dei grandi laghi, le prime trote lacustri del Maggiore e gli aspi che lottano con la corrente… chissà dove saranno le nostre esche il prossimo weekend… Ovunque sarà, saremo in pesca, saremo in ottima compagnia e ve lo racconteremo! Perchè siamo e  saremo sempre…  Rock’n’Rod

#SeeYouSpoon

 

6 Comments

  • Mimmus ha detto:

    La cassoeula è stata vietata dalla convenzione di Ginevra!!!

    • Pietro Invernizzi ha detto:

      Ahahahah!
      Io di inverno mi nutrirei solo di cassoeula, polenta taragna e cotechino, bollito misto con mostarda a iosa, bevendo un barbera d’asti gravoso e per chiudere vorrei nuotare in un dessert che sia una pozza profonda di crema mascarpone! Per alleggerirmi basterebbero grappe barricate e sorsi di whiskey torbato 😉

  • liuis ha detto:

    Io sono della zona di Pusiano, ci pescavo parecchi anni fa, non sono esperto nella pesca al Luccio ma prima o poi ci provo
    Per quanto riguarda i piatti gastronomici…. beh….cè poco da dire….sono i migliori…
    Inutile commentare i tuoi report….sono sempre spettacolari….
    Liuis

    • Pietro Invernizzi ha detto:

      Grazie infinite Liuis!!! Il luccio è un predatore spettacolare e nella zona di Pusiano ci sono un po’ di posti dove cercarlo 😉 Spero prima o poi ci troveremo in pesca! A presto, Rock’n’Rod

  • Fabio Fusari ha detto:

    Bel report come sempre, bravi.
    Pusiano e’ un gran lago ci ho pescato dalla barca per una ventina d’anni, quando ancora si poteva andare col motore il mio vecchio 9,9 della evinrude che partiva solo alla decima bestemmia! Pusiano negli hanni ha subito parecchie umiliazioni dalle reti che hanno tolto alle sue acque tonnellate di lucci e persici alle ondate inquinanti delle ormai fallite cromature dell’alto lambro. Oggi non so come siano gestite le sue acque so che affittano barche con motore elettrico e stanno cercando di salvaguardare le speci pregiate attraverso immissioni sistematiche.
    Vi posso solo raccontare un paio di storielle anni ottanta nella prima ero uno sbarbatello tredicenne era un sabato di aprile zona “paltone” emissario lambrone rapala floating 13 cm stavo importunando gli enormi bass tra i canneti ad un certo punto la vetta della mia orvis si piega in modo brusco e il mio cardinal 4x fatica a mulinare….azzo e’ ? grido allo zio Lele ! Subito capisco che e’ qualcosa di grosso … Vabbe’ faccio breve 102 cm ! di luccio lancio successivo mio fratello Alberto allora quindicenne altro luccio 95 cm straordinario.
    Per non parlare del Pippo un bass enorme 4,2 kg preso dallo zio Lele dopo mesi di tentativi con un gambero in silicone durante un temporale estivo che ci stava mandando al creatore! bello mitico irripetibile o forse no …

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