Episode Three. Quando incontri il cacciatore di trote grandi, tu ti senti piccolo…

sesia

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Conto pagato, pancia piena, i-phone deceduto, sole e venticello…. che bello!
 Decido di scoutare l’accesso al Parco Giochi – Lato B… che, nonostante il nome, è da veri duri! 
L’accesso è semplice, passando il ponte di Crevola si tiene la destra, si parcheggia allo chicchissimo (leggi: scicchissimo N.d.R.) tennis club e si prende un sentierino che costeggia il tratto valsesiana sotto Varallo e la diga. In 5 minuti si arriva a monte della diga nel suddetto lato B del Parco Giochi (sotto Varallo). Molto valido, si può pescare dal limitare con la diga, dove lo specchio d’acqua è molto vasto e mediamente profondo, fino al consueto spot di fronte all’ingresso in Sesia del Mastallone. 
Chi ti incontro appena mi accingo a lanciare? Un simpatico uomo pelato di Cormano, in giubbino mimetico e occhiale fasciante-mascherina arancione… ci salutiamo. E’ simpatico.
 Non posso fare a meno di osservare che pesca con una canna veramente pesante e rigidissima, mulo e filo di conseguenza. Girella doppia con moschettone e un ondulante tipo Toby sui 30 gr smaltato bianco e arancione. 
Peschiamo un po’ a 10 mt l’uno dall’altro, c’è vento forte (20nodi) che increspa l’acqua sotto il sole. Io uso Mepps 3 di tutti i colori. Io non prendo nulla, l’amico con esca grande prende una fario sui 25cm! 
Finisce la sessione di pesca e chiacchieriamo un po’… mi spiega che lui va a caccia di trote grosse. <Anche noi!> Direte voi… e invece no. Noi andiamo a pesca di trote e speriamo di prenderle grosse. Lui le cerca solo grosse. Pesca con quel genere di attrezzatura, 0.30, canna bastone e, dove concesso, con grossi Rapala (dai 9 ai 18 cm!). Pesca solo dove c’è tanta acqua senza troppa corrente. 
Mi dice che forse prende meno trote piccole (intanto lui ne ha appena presa una e io no…) ma che stimola la cacciata di quelle grosse e, soprattutto, si mette nelle condizioni di prendere quelle poche grosse che abboccano ogni tanto… 
Fin qui è un discorso ragionevole, ma andrebbe corroborato da maggiore autorevolezza. Ecco che dicendomi che proprio dove eravamo due mesi fa ha preso una fario da 65cm, mi mostra le foto delle catture 2011 in Sesia, partendo da quella 65… Una galleria di mostri preistorici!  La fario da 65 era un salmone ed era proprio in quel punto! Poi, oltre a diverse marmorate sui 50, ecco spiccare una creatura di 84cm! Una marmorata presa tra Borgosesia e Romagnano… le altre per lo più prese addirittura a valle di Romagnano fino a Gattinara. 

Meditate genti. Meditate su che razza di pescatori volete essere.

Turbato da quelle foto mi dirigo alla macchina, non prima di aver avuto un incontro ravvicinato con una specie di vipera che nuotava nell’acqua accanto a me. 
(Il serpente in questione l’ho sognato poi questa notte, scendeva dal dorso di una tartaruga mentre nuotavo nudo nell’acqua, mi mordeva sul braccio ed io stavo per morire, ma una bellissima donna mulatta appariva e diceva che mi avrebbe salvato… poi è suonata la sveglia e Marta mi ha spinto giù dal letto.  Mah…)

 Una volta in macchina vedo che sono le 17.30. Ho perso diverse trotelle e ne ho presa solo una, a mosca, ma con poco stile… non va bene, non va bene per niente. Penso e ripenso a dove andare. MMM… MMM … Chi lascia la vecchia strada per la nuova, sa quel che perde ma non sa quel che trova…
 Ma in questo caso io volevo trovare novità. Penso al vecchio Totò Riina incontrato alla mattina che sogghigna sotto il suo cappello di paglia. Penso alla ricerca del Big Fish come cammino dello spirito.
 Decido di andare a valle della lama promessa a vedere com’è quella lama oscura e tenebrosa che avevo notato da lontano con la coda dell’occhio…  Ignaro sto andando incontro ad un destino tra mito e realtà, tra l’epico ed il beffardo… La fotina subbaqqua è di pesciolini sotto riva.

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