Pesca spinning all’aspio, qualche spunto di tecnica da riva

aspio asp

Non è tutto argento quel che luccica. Giornate a camminare tra fango e sabbia bagnata, con le gambe sempre più stanche, giornate a camminare su sponde di grosse pietre, in un estenuante sali e scendi. Giornate a camminare e lanciare aspettando quell’abboccata che non arriva mai. Ne abbiamo vissute tante di giornate così, fredde col cappotto. E’ la caccia all’aspio, la freccia d’argento con le pinne che in meno di un secolo ha popolato tante delle nostre acque.

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L’aspio è un perfetto “game fish”, è forte e resistente agli stress della pesca, abbocca con violenza, si può pescare con attrezzatura piuttosto leggera ma raggiunge taglie molto interessanti, frequentemente tra i cinquanta ed i settanta centimetri, ogni tanto oltre gli ottanta, teoricamente oltre il metro di lunghezza.

A renderlo tanto divertente c’è anche la sua totale imprevedibilità, infatti i più bravi pescatori di aspi sono quelli che capiscono dove sono. Oggi qui, domani là, come cantava Patty Pravo… I più bravi pescatori di aspio, in questi pochi decenni di esperienza accumulata su questo pesce “nuovo” in Italia, hanno elaborato delle teorie su dove sia più facile incontrarlo a seconda dei livelli dei fiumi, a seconda del periodo dell’anno, della temperatura esterna e della temperatura dell’acqua. Teorie su quando sia efficace una certa esca e quando un’altra, quando sia più efficace un recupero veloce a galla e quando uno lento radente il fondo.

Teorie che fanno la differenza tra prendere pesci argentati o prendere solo freddo in lunghe camminate. Teorie giovani che, spesso, tradiscono i loro teorici. Questo il bello dell’aspio: sfugge ancora alle regole! 

Aspio a spinning per il "Crozzo"

Aspio a spinning per il “Crozzo”

Un pesce che sa castigare con durezza, che frantuma certezze acquisite, ma allo stesso tempo che sa ripagare generosamente i sacrifici fatti con uscite entusiasmanti in cui si offre al pescatore in branco, con molte abboccate e molte catture in un solo giorno! Soprattutto nei periodi freddi dell’anno, periodi di frega o prossimi alla frega…

Oggi, ad aspi con me, ho portato sul fiume due amici pescatori di vecchia data, uno è il mitico Savio, gran maestro di pesca alla marmorata e al luccio, l’altro è il “Crozzo”, alias franco Crozzoletto, garista ad alto livello di pesca a mosca, novizio della pesca a spinning.  Noi tre insieme siamo un terzo del consiglio direttivo della Società Valsesiana Pescatori Sportivi, di solito ci vediamo a pescare lì, in montagna, tra pini, sassi e trote. Oggi il fiume che abbiamo davanti agli occhi è molto molto più grande e silenzioso del nostro amato alto Sesia. L’acqua è più torbida e lenta e più lenta è anche l’azione di pesca. IMG_1802

Nonostante i due amici siano pescatori molto esperti, oggi tocca a me il ruolo di “guida”, solo perché è un posto che conosco io ed è una tecnica che negli ultimi anni ho praticato più di loro;

il mio consiglio è di iniziare a battere tanta acqua alla ricerca dei pesci e, qualora vengano intercettati, sostare nel tratto.

Per la pesca di ricerca l’approccio che preferisco è quello di distanziarsi ad una ventina di metri l’uno dall’altro, lanciare il più lungo possibile leggermente a monte,  scendere verso valle di qualche passo durante o dopo il recupero. Il primo pescatore, quello più a valle, deve cercare di stare completamente fuori dall’acqua, per non disturbare eventuali pesci sotto riva; l’ultimo, quello più a monte, se la sponda lo consente senza pericolo, può entrare nel fiume in “wading”, cioè si può spingere più al largo nella corrente e quindi lanciare più lontano nel fiume. Essendo in tre è bene avere sempre esche diverse in pesca, così da poter trovare una eventuale “arma segreta” di giornata, il tipo di recupero o colore che i pesci preferiscono in quel momento. 

Le nostre combo: NRX 5/16oz 6'6" con stella 4000 bobinato a KAIRIKI 15lbs; Yasei Trout 270cm con Aernos 4000, treccia Power Pro slick 20 lbs; Speedmaster Special Parabolic 240 con Sustain 5000, sufix 20lbs. Per tutti finale fluorocarbon Aspire 0,30 lungo un metro e mezzo circa.

Le nostre combo: NRX 5/16oz 6’6″ con stella 4000 bobinato a KAIRIKI 15lbs; Yasei Trout 270cm con Aernos 4000, treccia Power Pro slick 20 lbs; Speedmaster Special Parabolic 240 con TwinPower 4000, sufix 20lbs. Per tutti finale fluorocarbon Aspire 0,30 lungo un metro e mezzo circa.

Fondamentale, assolutamente fondamentale, tenere gli occhi aperti e scrutare con attenzione l’acqua tutto intorno, alla ricerca di eventuali “cacciate” o “bollate” dei pesci o anche solo di increspature sulla superficie dell’acqua che segnalino la presenza di ostacoli nel letto del fiume o salti di profondità. Insistere in questi casi!

Importante anche tenere le orecchie aperte, una bollata o una cacciata fanno rumore, il fiume di inverno è silenzioso e se lo siamo anche noi, si può individuare un pesce in attività anche piuttosto lontano!

La prima cattura di oggi arriva così, dopo meno di mezz’ora dal nostro arrivo al fiume. Sono circa le dieci del mattino.

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Un pesce ha saltato, lo abbiamo sentito, con lo sguardo sulla superficie dell’acqua trovo i cerchi, le tracce di quel movimento, una trentina di metri a valle. Alcuni passi veloci sulla sabbia della sponda, lancio lungo e preciso un piccolo pesce finto argentato di circa 9 centimetri, appena l’esca tocca l’acqua l’archetto si chiude e il filo va in tensione, lascio cadere dando piccoli colpi di cimino e brutale arriva il colpo al polso, la canna si flette deciso e annuncio la lieta novella ai compagni: <C’è!>

Non c’è dubbio che sia un aspio, lo si riconosce dalla mangiata brusca, da una fase del recupero in cui spesso “si lascia tirare” magari mostrando la sua pinna dorsale a pelo d’acqua, come fosse uno squaletto. Foto, rilascio.

IMG_1637Questo posto è promettente, la corrente segna un “piede”, cioè un salto di profondità, dalla sponda fino quasi a centro fiume; niente di eccessivo, il gradino sarà alto meno di mezzo metro, ma è quanto basta per creare una zona di sosta per gli aspi di passaggio. Perché gli aspi, quando non sono fermi in branco per la frega, si spostano.

Peschiamo camminando verso valle per trecento metri e risalendo per ricominciare da capo.

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La nostra classica serie di foto: “espressioni a confronto”

A fine mattina ne ho presi e ne ho persi alcuni, tutti aspi, quando all’improvviso  qualcosa abbocca ed inizia a far fischiare il mulinello piegando la canna da urlo, faccio un errore di valutazione  fatale e chiudo ancora un po’ la frizione… il trecciato esplode e quello che credo fosse un siluro se né andato. Chiedo perdono al pesce, al fiume e agli dei della pesca, che idiota! Il dubbio che si trattasse di un aspiosauro mi tormenterà per i giorni a seguire… abboccate e lotta non sembravano da siluro, ma chissà, nel fiume vivono molti pesci da sogno, catture imprevedibili sono sempre possibili. 

IMG_1681Ho fame, non sento più i piedi dal freddo, con l’amico Savio decidiamo di mangiare un panino, il Crozzo vuole fare ancora qualche lancio prima di raggiungerci.

Lo vediamo ferrare ed i due metri e settanta della sua Yasei Trout si piegano, recupera piano, Savino ed io facciamo il tifo per lui, gli diamo consigli, piano piano porta a riva un bellissimo aspio, sarà l’unico di Franco oggi, ma sarà il più grosso di questa giornata! Non male come esordio.

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Dopo i deliziosi panini conditi con sabbia e ghiaccio, torniamo a lanciare; più per non assiderarci che per bramosia alieutica.

Mi raccomando con Savio e Franco di usare esche argentate e pesanti, recuperate lente; è l’approccio che ha dato i migliori risultati oggi.

Franco, Savino e Pietro

Franco, Savino e Pietro

La luce di ora in ora si fa più calda, la temperatura invece è sempre più glaciale. Prendo e perdo ancora diversi aspi, in un testa a testa tra me e loro che alla fine li vede vincere con un vantaggio di due a loro favore: quelli toccati e persi saranno alla fine due in più di quelli effettivamente presi! Una bella sfida.

Savino, grazie alla sua lunga esperienza di pescatore, alla fine di una sola giornata ha capito le malizie da attuare nel lancio e nel recupero in questa pesca, anche lui ne slama qualcuno e ne prende un paio.

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Gli ultimi momenti in pesca sono spettacolari, il cielo si tinge di colori mozzafiato, tonalità impossibili tra l’arancione e il viola, le sponde si fanno nere e ancor più silenziose. E’ buio quando camminiamo verso l’auto, troviamo il sentiero con la torcia frontale e di tanto in tanto spiamo il gps sul telefonino per essere certi di non perderci. 

Ridiamo quando, una volta alla macchina, ci rendiamo conto che stivali e stringhe sono ghiacciati. 

Siamo esausti ma felici, pesci cercati e presi, ed è un grande onore per me aver potuto portare amici a provare l’ “aspio da riva”.

Anche se non è uscito nessun vero “big”, nessun risultato eclatante nuove preziose esperienze sono state fatte, nuove convinzioni sulla “caccia all’aspio” da mettere alla prova alla prossima uscita; per capire se davvero conosciamo un po’ meglio le abitudini della freccia d’argento o se invece sarà meglio consultare indovini, cabale, oroscopi, pregando lo spirito del fiume.

Rock’n’Rod

4 Comments

  • Marco ha detto:

    Perché,perché,perché posso solo leggere di pescate ALL’ASPIO e ancora non sono riuscito a farne una anch’io.
    AAA cercasi disperatamente compagno per pesca ALL’ASPIO dimmi quando Pietro ???.
    Ho due soci che aspettano con ansia l’uscita alla ricerca di BIG ASPIO
    Scherzi a parte e sempre fantastico leggere i tuoi racconti di pesca bravi e complimenti per le catture.
    Rock’n Rod

    • Pietro Invernizzi ha detto:

      Ciao Marco e grazie mille del commento e dei complimenti!!!
      Vedrai che prima o poi riusciamo ad organizzarla questa caccia all’aspio 😉
      Anche se tra non molto apre la trota… e arrivederci all’autunno prossimo…

      Il mio consiglio è: cercate in internet le info (anche solo in questo sito ce n’è a sufficienza), usate google maps e andate a pescarli!!!
      Come diceva Combucio: “l’esperienza vien pescando”
      😛

      A presto,
      Rock’n’Rod

  • Federico ha detto:

    Come al solito bell’articolo cn qualche dritta tecnica che male nn fa? la scorsa uscita ho preso un 65 a popper..che spettacolo la mangiata a galla!!! Ciao

    • Pietro Invernizzi ha detto:

      Ciao Federico,
      grazie del commento!
      Il Top Water è il massimo e l’aspio a mio avviso è il pesce d’acqua dolce in Italia che regala le emozioni più forti a galla!
      Infatti se è vero che altri mangiano top water (il black bass è il più celebre, ma anche lucci, trote, siluru etc.etc.) non credo nessuno come l’aspio offra inseguimenti lunghi anche decine di metri con mangiate a vuoto… a volte dietro ai WTD sembra di avere una leccia amia 🙂

      A presto!
      Rock’n’Rod
      P.

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