Trota. Due mesi, due giorni

paesaggi dell'alto Sesia all'apertura

Un guadino gommato nuovo, nuovi waders, milioni di artificiali di ogni foggia, nuove ancorine e nuovi ami su vecchie esche… era tutto pronto per l’alba di oggi da settimane. Ieri sera sono salito in macchina da solo, una curva dopo l’altra della strada ben nota. Poche ore di sonno nervose e trepidanti e finalmente la sveglia mi vede scattare e vestirmi. La magia dell’adrenalina in circolo per l’uscita di pesca si ripete ancora una volta, come sempre da ormai molti anni nella mia vita. Non sono meno emozionato di quando ero un ragazzino, solo più stanco, gli occhi più affaticati e un approccio diverso: meno cieca speranza e più consapevolezza nelle aspettative. Il pesce da sogno mi guida sempre, ma non è più un miraggio né la ragione necessaria per trovare motivazione in quel che faccio. Mi basta la bellezza dell’alba e oggi sono riuscito ad essere il primo sul torrente per godermela.

Dal nostro profilo Instagram... cronache ghiacciate dall'apertura
Dal nostro profilo Instagram… cronache ghiacciate dall’apertura

Ancora buio, l’acqua, la pochissima acqua, scorre lenta nella grande pozza scura. Qui vivono trote grandi ed io sono qui per loro. Sono appollaiato sulla roccia come un animale selvatico, compiaciuto del vapore acqueo che esce dalla mia bocca, felice di essere solo a fare il primo lancio alle prime luci. Cambio qualche esca in una sequenza metodica lancio dopo lancio, dalla più silenziosa radente il fondo alla più rumorosa ed appariscente; di tanto in tanto sono costretto a togliere il ghiaccio dagli anelli della canna perché si accumula e blocca il filo.

La buca promette grandi trote...

La luce aumenta e compare un altro pescatore, poi ancora, più luce e altri due pescatori… ormai siamo in quattro, un’invasione che non sorprende il giorno dell’Apertura, non mi infastidisce più di tanto anche se praticamente ormai mi lanciano davanti ai piedi, anzi, penso che sono stato bravo e fortunato ad avere i primi lanci tutti per me.

Trota Ibrido Marmorata all'Apertura

Nelle prime due ore di pesca ho preso due ibridi di marmorata, piccoli ma bellissimi e autoctoni, veri, affamati dal lungo inverno, ingannati e poi rilasciati con cura e gratitudine per la grande gioia che mi han dato. Non ho potuto evitare anche due trote fario di immissione che si sono avventate sulle esche, ma quelle onestamente non contano.

Trota Ibrido Marmorata

Le ore successive sono fatte di incontri sul fiume, nuovi e vecchi amici, pescatori ovunque come in nessun altro giorno dell’anno… un rito. Io non prenderò più nulla, solo una marmorata discreta attaccherà due volte la mia esca nel tardo pomeriggio, riuscendo però a non restare allamata.  Un amico invece, a cui un paio d’anni prima avevo dato qualche dritta sulla pesca alla trota marmorata, mi manda la foto della sua cattura: ha preso il suo demone, la trota da sogno è con lui in foto ed io sono sinceramente felice per lui! Nirvana alieutico.

Il fiume Sesia ad Aprile
Il fiume Sesia ad Aprile

All’improvviso è Aprile, quando posso vivere il primo weekend libero da impegni di lavoro. Ha aperto la Stagione del Luccio, la voglia di pesci dentati è tanta, ma le trote non mi hanno più visto dal giorno dell’apertura… Sono passati due mesi e questo è solo il secondo giorno sul torrente. Sveglia all’alba, caffè della moka, moka da tre versata in bicchiere di vetro; attrezzatura pronta e perfetta, macchina che sale tornanti al buio, sbadigli e Led Zeppelin a tutto volume. Poi giro la chiave, motore spento, silenzio attorno, aria umida e il brontolio del fiume dietro la massa scura degli alberi a bordo strada. Ha piovuto le ultime settimane, c’è tanta acqua che corre.

Il Sesia ad Aprile

Quando il sole sorge sto già lanciando in un fiume finalmente restituito alla sua giusta portata dopo mesi di siccità. Il colore dell’acqua però non è quello bello delle piogge, ha venature grigie, segno che c’è neve che scioglie in alta valle, è gelido. Dopo ore di pesca non ho più dubbi: i pesci sono inchiodati. Mi godo il sole e la temperatura mite. Mi sdraio sui sassi e chiudo gli occhi, riposo beato cullato dal suono dell’acqua e felice di essere lontano dall’umanità e da qualsiasi segno di essa. Forse una mezz’ora dopo mi rimetto in piedi, le condizioni sono sempre le stesse, ma ho più grinta e voglia di lanciare. La regola aurea è sempre la stessa: hai più possibilità di catturare se peschi che se non peschi, anche quando le condizioni sono avverse.

Esca micidiale by Urban Fishing
Esca micidiale by Urban Fishing

Scendo un bel raschio manovrando delicatamente un piccolo jerk fatto dall’amico Fede, lancio di fronte a me e recupero piano sfruttando la trattenuta controcorrente per dare piccoli colpi di cimino, i fianchi dorati dell’esca fanno riflessi di luce stupendi, indugio vicino a grandi sassi. Strattone sul polso e pesce che salta alto davanti a me, recupero canna bassa ma la trota continua a saltare… un po’ deluso penso sia un’iridea invece a guadino si rivela un bell’ibrido a prevalenza marmorata… strani tutti quei salti!

trota_ibrido_marmorata_2019

Pesce molto bello e massiccio anche se di taglia modesta. Lo libero. Sono felice, il fiume mi ha premiato. Ora di pranzo, sole alto, lieve sensazione di solitudine. Torno a casa, sul lago, magari al tramonto cerco lucci.

Le trote però restano amore profondo e la nostra relazione, una volta passionale, meriterebbe una frequentazione più assidua… questo penso lasciando il fiume alle spalle, come sempre sogno già il prossimo lancio!

Rock’n’Rod

1 Comment

  • Ambrogio Persendi ha detto:

    Grande Pietro, grazie per la citazione, è stato emozionante leggerla… E grazie ai tuoi report e al tuo modo di raccontare la pesca, che hanno stimolato la mia curiosità e creato quella sana ossessione che ti spinge a migliorare continuamente e a non mollare mai!

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