A pesca in Madagascar 2017 – Spinning Tropicale

Big GT Savino Re

Chi segue questo Blog sa che l’Anonima Cucchiaino non è nuova alle acque pescose del Madagascar e probabilmente ne avete già letto un assaggio, con l’ultimo report che narra di un azione di tropical pesca da panico top water.

Per me questo viaggio in Madagascar è il quarto in assoluto, il terzo con il mitico amico, mentore e capitano John Peluffo, il secondo con il mio compagno e fratello Anonimo Pietro.

Un viaggio diverso da tutti gli altri, una settimana difficile ed intensa, con tante catture sudatissime.

Con John quando passa dall’Italia ormai ci si vede regolarmente. Gambe sotto al tavolo, una buona bottiglia di Vino e ore di chiacchierate strepitose, di racconti e di pianificazioni sulla prossima avventura di pesca.

E’ stata durante una di queste Cene che la pazza idea ha preso forma.

Un po’ complice l’insaziabile fame di emozioni da pesca tropicale e il debito aperto di Pietro con i Pesci Vela dell’Indiano decidiamo che i tempi sono maturi per organizzare una nuova epica spedizione.

Il piano è semplice:

La prima settimana di Luglio si parte per una settimana di crociera di pesca nel pezzo di Oceano compreso tra Nosy Be e Cap Saint-Sébastien.

Si pesca dal Blue Marlin, micidiale catamarano da Pesca super attrezzato, si dorme sul “Sesame” meraviglioso trimarano da crociera.

Insieme a me e Pietro ci seguono Savino Re – nostro amico e mentore – presidente dell’SVPS – sicuramente uno dei pescatori più letali del Nord Italia e Stefano Bello – consigliere SVPS – micidiale pescatore di trote in tutte le tecniche possibili, alla sua primissima esperienza di pesca in mare.

I biglietti vengono comprati il 18 Febbraio – la Partenza è fissata per 4 Luglio.

I 137 giorni di mezzo sono stati impegnati a:

  • Gestire l’eccitazione incontrollata di Savino
  • Rendersi conto che l’attrezzatura non è mai abbastanza
  • Rendersi conto che non hai abbastanza esche
  • Resistere alle continue pulsioni di shopping compulsivo incontrollato
  • Guardare Video su youtube di pesca tropicale
  • Gestire l’eccitazione incontrollata di Savino
  • Pensare che abbiamo in totale a disposizione 80kg di bagaglio da stiva e che ci stiamo alla grande
  • Pesare le valigie e vedere che siamo pericolosamente vicini al limite
  • Rifarsi gli occhi sulle nostre canne e mulinelli Shimano tirati a lustro
  • Gestire l’eccitazione incontrollata di Savino
  • Pensare che alla fine porteremo 3 costumi, due magliette e solo un sacco di roba da pesca
  • Le vaccinazioni non sono importanti, le ancorette lo sono molto di più
  • Pensare che anche se hai un sacco di esche, probabilmente ne dovresti comprare di più
  • Gestire l’eccitazione incontrollata di Savino

Il 4 Luglio arriva inesorabile.

Savino, Il tubo e una maglietta da panico

Canne da pesca nel tubo – bagagli pesantissimi pieni di esche e mulinelli – ultime chiamate, selfie e si parte.

Il viaggio è lungo – si dorme poco ma si sogna tanto…un GT da copertina…i salti di un Pesce Vela…frizioni che urlano…canne piegate all’inverosimile.

Scendiamo dall’aereo – gestiamo con esperienza la burocrazia Malgascia, recuperiamo i bagagli, abbracciamo John, carichiamo tutto in macchina, arriviamo al Manga Soa Lodge, infiliamo il costume da bagno e accogliamo il Blue Marlin che si avvicina a terra con vera gioia e trepidazione:  a bordo riconosciamo subito i due migliori Marinai di tutto il Madgascar: Thierry e Issa ‘Baba’ .

Issa “Baba”

Il tempo di imbarcarci che subito montiamo le nostre varie combo in fretta e furia.

Gioiellini Shimano

Siamo atterrati da circa un paio d’ore, abbiamo le nostre combo pronte e stiamo per fare il primo lancio a vista su un pesce vela, ma questa storia nella prossima puntata

Allora, per chi non l’avesse capito, le giornate funzionano così.

Si dorme e si mangia sul Sesame, trimarano meraviglioso gestito stupendamente dal suo capitano Hervè.

La mattina quindi ci si alza alle 6, prima colazione con succhi, caffè, biscotti, pane burro e marmellata.

John e il Blue Marlin si affiancano – ci si sposta sopra con cibo e bibite.

Si pesca fino alle 17 ( alle 17.30 è buio ) – si raggiunge il Sesame ( che nel mentre si è spostato in qualche baia pazzesca ) – mojito, doccia, cena ( ovviamente a base di pesce appena pescato ), ricordare la giornata passata mimando ferrate tipo pubblicità Amaro Montenegro, bicchierino di Whisky, programma giornata successiva, resistere al sonno, fallire, russare, trascinarsi in cabina e dormire ( saranno le 9 di sera ).

Durante la vacanza il 95% dei pesci è stato rilasciato. Ecco un degno rappresentante del rimanente 5%

Ripetere per 6 giorni.

Le azioni di spinning sono su scogli, reef sommersi, pezzi di costa e isolette, a volte “pescando l’acqua” – a volte cercando palle di fucilieri, ma anche azioni su mangianze in mare aperto.

E non li vuoi fare due lancetti ?

Due pescatori a prua ( quasi sempre Pietro e Savino ) due pescatori a Poppa ( io e Stefano ).

Relax a Prua, da SX Pietro, Thierry e Stefano

 

Francis pronto a colpire

Abbiamo lanciato ogni cosa possibile immaginaria.

E le emozioni non sono mancate – mai.

Skipjack su light tackle ?

Skipjack in mangianza – Canna Gloomis Escape

Notare la piega della canna

Barracuda romantico al tramonto?

Tramonto, Savino e Barracuda

Bluefin Trevally ?

Stefano con un bellissimo Bluefin Trevally

…e Pietro non è da meno

Carangidi non identificati ? A volontà !

Francis e un Carangide non identificato

Stefano e un carangide non identificato

Savino con Carangide non identificato

Già poi le aguglie – discrete e poco aggressive come sempre.

Dettagli. Denti. Arroganza

Combo Biomaster, Cappello Anonima Cucchiaino, Dragun Saruna e sei in pole position !

Poi quando si fa vertical, le sorprese non mancano davvero mai.

Cernia nera a VJ

Rosie Jobfish

Anche a Vertical Carangidi non identificati

Red Emperor Fish

Ma fra tutte queste catture ci sono due specie che meritano attenzione particolare: i GT ( Caranx Ignobilis ) e i Thazard ( King Mackarel ).

I primi perchè sono IL GAME FISH per eccellenza dello spinning tropicale, i secondi perchè pur distruggendo le esche, pur tagliando come fosse dello 0.10 il nostro fluoro da 100lbs regala degli attacchi PAZZESCHI.

Gt ne abbiamo fatti parecchi, esche killer AP, Joe Fish e Yamashita.

Francis con GT

Francis con GT

Francis con GT – esca Joe Fish stickbait

Ancora Pietro e GT

Pietro con GT – esca AP

Pietro con GT

Pietro, Gt, esca stickbait AP Lure

Savino con GT

E ancora GT

Il Gt più bello lo prende Savino, su una stick piccola della Yamashita montata come quasi tutte le nostre esche con micidiali ancorette VMC coastal black.

Lancio lungo e preciso. recupero vario. pullate lunghe. stop. due pullate corte e …. “CAZZO”

Savino urla, si piega, ferra come un diavolo, ma dall’altra parte qualcosa tira con ancora più forza e Savino, il Maestro, il pescatore di Marmorate, urla e si è s’inginocchia di fonte alla FURIA GT.

“Cazzo, sono abituato a pesci che si fanno prendere!”

Attrezzatura piegata all’inverosimile, pompata dopo pompata, metro dopo metro, fuga dopo fuga, il Maestro aggiunge al suo incredibile acquario anche il re del reef.

Big GT Savino Re

A bordo è subito festa. John sentenzia “Belin, questo è grosso – farà almeno 30kg. Bravo Savino”.

Riposo del guerriero

Io ho la mia occasione il quarto giorno.

Lancio lungo su un reef sommerso e lascio affondare la mia stick AP, per poi cominciare con un recupero fatto di pullate corte e tanti stop.

TUONO in canna, ferro con tutta la forza che ho, ma sta volta non si gira, anzi – hai la sensazione che sia lui a ferrare te.

Frizione chiusa, ma lui prende filo e si butta a tutta birra nella direzione sbagliata ( scogli appuntini e poca acqua ).

Ho pochissimo tempo per riflettere, mano sulla bobina e provo il tutto per tutto, chiudo, tiro e cerco di fargli cambiare direzione.

Sull’avvicinarsi del limite dell’attrezzatura esito. Lui prende filo e poi sento il filo toccare scogli e in un attimo il filo diventa morto.

John mi consola come può: “Cosa dovevi fare? Per certi pesci ci vuole anche culo”.

Dopo l’ultimo lancio

Stesso destino il giorno successivo a Stefano.

Scoglietto da panico, io Pietro e Savino peschiamo pesantissimi.

John dice a Stefano “Monta il dragon saruna, pesca leggero”.

Monta, lancia, recupera e ZZZZZZZZZZZ.

La frase di John è quella che fa smettere istantaneamente tutti di pescare: “Belin è grosso”.

Stefano, con la sua Yasei trout da 1 oncia e 1/2 e il suo AERO SPIN 4000 combatte un GT importante…una sfida davvero impari!

John lo aiuta come può con la barca, la canna è piegata all’inverosimile, forzarlo non è un opzione, serve solo la pazienza e la costanza per lottare su ogni cm di lenza.

Il fondale della zona dà speranza. Da un lato sabbione, dall’altro scogli, e inzialmente il GT sembra andare convinto su sabbione.

Ma poi cambia idea e il gioco finisce prestissimo ed inesorabile.

Vita a bordo

Stefano però ci crede – e a light game prenderà pesci meravigliosi.

E i thazard ?

Stefano con Thazard

Chiedere a Savino che si è guadagnato sul campo il titolo di “uomo che sussurrava ai Thazard”

Savino con un bel Thazard

Savino quando pesca grida.

“Cazzo” vuol dire che ha toccato qualcosa

“Merda” vuol dire che era un aguglia

“Orto Mio” ( gridatelo forte con cattiveria per capire cosa intendiamo ) vuol dire che un thazard gli ha appena tagliato tutto.

Savino ha perso le sue esche migliori in bocca a thazard.

Ma poi gli Dei della pesca lo hanno premiato.

Lancio lungo su un reef sommerso. Recupero veloce e costante. A pochi metri dalla barca un Thazard di taglia attacca in verticale.

Attacca da sotto – prende l’esca di traverso – in un salto che abbiamo stimato almeno di 5/6 metri fuori dall’acqua.

Savino grida “Cazzo” – e dopodichè con grande decisione e sangue freddo ferra il pesce quando è al massimo della sua altezza facendolo scendere in acqua.

Combattimento, fughe salti ed eccolo a bordo.

Ci ricorderemo per tutta la vita di quell’attacco.

Savino e il Thazard

Le catture si susseguono costanti tutti i giorni – l’ultimo giorno ci dedichiamo ancora al vela.

Ma complice la luna piena l’attività è molto limitata, ne vediamo pochi e quelli che riusciamo ad alzare rifiutano sempre le nostre esche.

Pesco leggero – Shimano Blue Romance Shore Jigging  80gr con Shimano Biomaster 8000 – finale 80lbs fluoro Sufix.

Le provo tutte ma poi decido di mettere la stessa esca che mi ha regalato il mio primo e indimenticabile vela l’ultima volta: il ketch della seaspin.

Pesco con il cuore in pace – è un azione di pesca bellissima – è un pesce che ho già pescato mi godo il momento senza nessuna ansia.

Tartaruga Marina fa il pieno d’aria mentre noi cerchiamo pesci Vela

Thierry mi sveglia da uno stato di contemplazione e dice “Lancia Dietro” – vedo la pinnetta, lancio perfettamente – a qualche metro dal pesce, con una traiettoria di recupero perfetta.

La pinnetta si muove, il vela si allinea all’esca e attacca in modo deciso.

Aspetto, respiro, blocco il mulinello e ferro.

Ma prima dobbiamo tornare al primo giorno, che vi racconterà Pietro la settimana prossima.

Stay foolish, stay Anonima Cucchiaino

Pietro VS Pesce vela – chi vincerà ?


Se volete organizzare la vostra vacanza di pesca in Madagascar, contattate John dal suo sito www.fishinginmadagascar.com – e fate il nostro nome – vi tratterà bene 🙂

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