La stanza dell’autocostruzione – 21 – Sudest Custom Lures

Le radici ben piantate nel sud Italia e la testa proiettata verso i tropici di tutto il globo. Così, oltre ad artificiali con cui insidiare sia i predatori mediterranei sia quelli tropicali, nasce Sudest Custom Lures. Di seguito le parole del costruttore di questo marchio nato all’insegna dell’acqua salata che produce dai popper ai needle passando per gli stickbait in diverse misure e grammature e una vasta gamma di livree, dalle più classiche alle più pazzerelle.

Carangide preso con arificiale Sudest Custom LuresMi chiamo Mauro Gerardi, sono salentino, ho 36 anni, un bimbo di due anni e una moglie che mi sopporta e che prima o poi faranno santa. Sono il costruttore di Sudest Customlures. Collabora con me, mio fratello Matteo, che si occupa di gestire e curare la parte tecnica del nostro marchio.


Da quanto peschi?
Pesco da quando avevo 5/6 anni con mio padre in scogliera poi siamo passati al surfcasting fino al 2008, successivamente ho conosciuto lo Spinning SW ed è diventato una vera e propria ossessione.

Quando hai iniziato a costruire? Ti ricordi la tua prima creazione?
Ho iniziato a costruire nel 2013 /2014 la mia prima costruzione è stato un needle da 45g.

Perché hai iniziato ad autocostruire?
Ho iniziato a costruire perché volevo catturare una preda con un mio artificiale e anche perché sul mercato non riuscivo a trovare un artificiale che avesse le caratteristiche che volevo.

Quando peschi che tecniche pratichi, dove e rivolte a che pesce?
Pratico lo Spinning SW in scogliera, piane e spiagge, alla ricerca della prede mediterranee e dei tanto criticati cappotti; sono un amante della pesca in topwater.

Qual è il tuo più grande vizio?
Il mio più grande vizio????? il mare…

Qual è il materiale che ami di più? E quale tecnica di costruzione?
Il materiale che amo di più è il legno, mi piace il suo profumo!

Needle e stickbait Sudest Custom Lures
Nel corso degli anni, produttori e tecnologie hanno migliorato molto le nostre attrezzature da pesca, per te qual è stata la novità più utile e rilevante?
I materiali che hanno dato la svolta, sono il carbonio per le canne, le varie resine epossidiche e anche i trecciati che, secondo me, per lo spinning sono un accessorio fondamentale.

Qual è l’elemento che conta di più nel successo di un artificiale? Colore e realismo, equilibrio dei pesi e vibrazioni, forma e sua idrodinamica?
L’artificiale deve avere tutto quello che tu hai elencato, certo non sempre si riesce a ottenere il massimo ma bisogna almeno provarci.

Ci descrivi i principali processi e fasi della costruzione di un tuo artificiale?
Disegno su carta, foro passante sul legno, poi tornitura. A seconda di quello che devo costruire utilizzo il taglierino per gli stick, poi impermeabilizzo per due volte con successive verniciatura e resinatura, terminando con montaggio anima e pesi.

Quanto tempo dedichi all’autocostruzione e quanto alla pesca?Barracuda preso con artificiale Sudest Custom Lures
Dedico 3/4 ore al giorno alla costruzione, per la pesca cerco di fare 2/3 uscite a settimana.

Cos’è per te la pesca e cosa significa per te costruire esche?
La pesca è una parte di me, non saprei stare senza il mio mare, i miei cappotti e le mie prede, la costruzione è una bella malattia che ci sta togliendo più di qualche soddisfazione, anche nel settore tropico e pesca da terra in oceano.

Qual è la tua marca di esche artificiali presente sul mercato preferita?
Se parliamo di costruttori stranieri Pacemaker Custom Lures, come italiani Jackfin (il loro disegnatore non deve essere umano).

Qual è il tuo sogno di costruttore di esche?
Il mio sogno??? Spaccare i denti a un GT di 60 kg con un mio popper durante un viaggio ai tropici con mia moglie.

Se potessi scegliere un altro costruttore a cui affiancarti, presente o passato, il più bravo, chi sarebbe?
In Italia ci sono tanti costruttori buoni, non saprei veramente, anche se credo che il grande Moreno Bartoli sia un po’ la storia della costruzione italiana.

Quali sono, nell’ordine, i primi materiali e attrezzi che consigli a chi vuole iniziare ad autocostruire? E con quale imitazione partire?
Legno, taglierino, carta vetro e sudore.

Che consigli daresti a chi si avvicina all’autocostruzione?
Fai di testa tua, non copiare mai e tutto sarà più bello.

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Per vedere le sue creazioni o per contattare Mauro potete farlo qui.

2 Comments

  • Simone chirivì ha detto:

    Fantastico conosco Mauro Gerardi di persona , una macchina da guerra .. sono pochi quelli che stimo qui giù nel Salento ecco lui è uno di quelli , come dico sempre io gente alla vecchio stampo ..
    complimenti continua così !

  • Gianluca ha detto:

    In culo alla balena Mauro e Matteo!!!

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