10 motivi per cui l’inverno è la stagione migliore per pescare

Franco di Anonima Cucchiaino e un boccalone delle nebbie

Ci sono cose che riescono meglio in estate. Ad esempio i tuffi a bomba dal gommone e i concorsi di Miss Maglietta Bagnata. Per la pesca, la stagione d’oro è invece l’inverno. “Ma non è vero!”, dirai tu. È una reazione comprensibile, ma non per questo accettabile. Noi di Anonima Cucchiaino siamo qui apposta per spiegarti cosa sbagli.

Jacopo controlla la tenuta dei nodi in una pausa della pesca

Jacopo di Anonima Cucchiaino controlla i nodi in una pausa della pesca

Ti proponiamo un esperimento: leggi il nostro decalogo, e quando sarai arrivato in fondo torna alla premessa di questo articolo. Se hai un minimo di sale in zucca, e di sangue nelle vene, a quel punto avrai cambiato idea. E ti sarai convinto che l’inverno è davvero la stagione migliore per pescare. (Nota: Le foto si riferiscono a un’uscita all’Idroscalo fatta da Jacopo e Franco, cioè io, di Anonima Cucchiaino con gli amici Ettore e Lorenzo lo scorso 9 dicembre, primo giorno freddo di questo tardo autunno).

1) Non ci sono in giro bagnanti e amanti del rafting

In estate li vedi felici che sgambettano sul fiume. Entrano in acqua fino alla vita, per pisciare dove tu vorresti lanciare l’esca. Oppure passano sulla tua pozza preferita con il canotto e il caschetto da cantiere in testa. Ingombrano il bagnasciuga per scattarsi selfie, con i loro orrendi bastoncini telescopici. Ma in inverno la musica cambia: quando il vento gelido sferza le rive, questa umanità chiassosa e molliccia  scompare, per poi destarsi dal lungo letargo nel maggio successivo.

Caffè caldo

Canne da pesca + nebbione + caffè caldo = la presabbene

2) Aumenta l’epicità

Svegliarsi, imburrarsi con la crema solare, inflilarsi il costume e sciabattare verso la barca è piacevole. Svegliarsi, ingrassare gli stivali, infilarsi la maglia di lana e arrancare fino al molo sfidando la bufera è eroico. Fra il pescatore estivo e quello invernale passa la differenza che c’è fra Leonardo Di Caprio in Titanic (sbarbato e freddoloso) e Leonardo Di Caprio in Revenant (forgiato nell’acciaio e indistruttibile). Sembra incredibile eppure l’attore (come il pescatore) è sempre lo stesso.

3) Si può bere di più

Hai voglia a sostenere che “la birra gelata rinfresca”. Alla seconda media, in estate cominci a sudare come bisteccone Galeazzi in tribuna durante le telecronache del canottaggio. In inverno il corpo non solo perdona, ma addirittura richiede quell’apporto di calorie extra “pronto uso” che solo l’alcol può dare. Così, da dicembre a marzo, la bottiglia di Barbera diventa per il pescatore indispensabile, come la borraccia di sali minerali per il triatleta.

nebbia e foglie

Natura fredda con foglia e pescatore

4) Si hanno un sacco di scuse in caso di cappotto*

Con il freddo i pesci non mangiano. Quelli grossi sono inchiodati al fondo. Ho dovuto smettere per i geloni alle mani. In cinque parole: In inverno è normale cappottare. La prospettiva di non prendere nulla, che sul torrente a giugno è inaccettabile, al lago in gennaio appare naturale, come lo sono la forza di gravità e il ciclo delle stagioni. Se poi prendi un pesce, è tutto di guadagnato.

* Per i non pescatori: “cappottare” significa andare a pesca e non prendere nemmeno un pesce.

5) Il cameratismo vola ai massimi storici

In ogni pescatore si nasconde un protagonista della pubblicità dell’amaro Montenegro. In particolare, le confraternite di pesca (come Anonima Cucchiaino) vivono di virile condivisione, pacche sulle spalle, battute da galera e solidarietà maschile. Il vero carburante di tutto questo sono le condizioni avverse. È nel fango gelido  del fiume in piena, non sullo chalet dei Bagni Delfino a Ferragosto, che si forgia lo spirito di gruppo.

Cafferone

Cafferone americano in tazza grande che Goerge Clooney spostati

6) Si può mangiare polenta taragna e simili

La cucina estiva delle regioni del Nord Italia è per lo più scialba. Addirittura imbarazzante, se confrontata con le delizie delle regioni meridionali. A Milano si è andati avanti per millenni a minestrone freddo, da maggio a settembre. Ma in inverno si gioca un altro campionato: risotto, ossobuco, polenta, salsicce, cassoeula. Il pranzo in trattoria del pescatore lombardo (ma anche piemontese, trentino o veneto) nella stagione fredda torna a somigliare a un  banchetto di Asterix e Obelix.

7) È chiusa la trota

Sembra un paradosso, ma non lo è. Fino a quando è aperta la stagione della trota, la maggioranza dei pescatori di acqua dolce sa che pesci pigliare. Per molti moschisti, poi, andare a pesca significa andare a trote. È comprensibile: la trota è un pesce eccezionale e vive in ambienti meravigliosi. Ma la chiusura della trota costringe a cercare nuovi pesci, in nuovi contesti e con nuove tecniche. Ed è stimolante. È un po’ come quando alle scuole medie il prof di educazione fisica ti vietava di giocare a calcio e di colpo scoprivi quanto è bello il basket.

Solo na nebbia

Solo la neeeebbiaaa, abbiamo solo la neeeebbiaaa

8) Arriva Babbo Natale

Da bambino guardavi i Rapala come oggetti di lusso estremo, da ammirare in vetrina e sulle riviste specializzate. Crescendo – se tutto è andato per il verso giusto – anche la più costosa delle esche diventa abbordabile. Resta il fatto che farsi regalare attrezzatura da pesca (scelta da te, ovviamente) è meglio che comprarla di tasca propria! Ricevere in dono a Natale minnow, canne e mulinelli ci riporta con il cuore al tempo in cui non ce li potevamo permettere. E Natale, dalla nascita di Cristo in poi, cade a fine dicembre non a metà luglio.

9) I pesci si fanno furbi

È un fatto di metabolismo: lo stesso boccalone che in estate non vede l’ora di saltarti in barca – e per raggiungere il suo scopo è pronto ad aggredire qualsiasi tipo di esca – in inverno diventa più sospettoso di un liceale con il fumo in tasca quando passa una macchina dei carabinieri. Citando il maestro Mauro Marzi, si può dire che in inverno i pesci di colpo “sono laureati in Bocconi”. Il mutato atteggiamento della fauna ittica offre al pescatore nuove sfide. E se non prendi niente? Nessun problema, vedi il punto 4.

boccalone

Jacopo e un Boccalone laureato in Bocconi

10) Nel gelo ci si riconosce

In estate sono buoni tutti. Quelli che vanno a pesca  per scappare dalla moglie. Quelli che vanno a pesca per compiacere il capufficio fanatico di ami e mulinelli (secondo lo schema “Coppa Cobram”). Quelli che vanno a pesca perchè li ha invitati il capufficio, e questo consente loro di scappare dalla moglie. Ma finiscono per addormentarsi su un sasso lungo la riva, dopo due lanci in cui non hanno preso nulla. In inverno no. La rigidità del clima scoraggia i pavidi e i demotivati, e li induce a restare a casa. Se in mezzo alla nebbia, con due gradi sopra lo zero, incontri un pescatore, stai pur certo che si tratta di un Iniziato. Uno come te. Uno che ha capito La Grande Verità: al pari dello slittino e del curling, la pesca è uno sport invernale.

(Fine dell’esperimento. Ora prova a rileggere la premessa di questo articolo e vediamo se esclami ancora “Ma non è vero!”).

Rock’n’Rod

 

p.s. Anche se non è macho ammetterlo, un altro vantaggio della pesca invernale è non doversi svegliare prima dell’alba. Con l’acqua gelata, infatti, spesso i pesci cominciano a mangiare … all’ora di pranzo! Questo consente ai pescatori di avvicinarsi all’acqua all’Ora dei Gentiluomini, dopo le 9, sicuri (o quasi) di non essersi persi molto. In inverno non vale il più diffuso luogo comune sulla pesca, secondo cui “chi dorme non piglia pesci”. Ora che sei a tutti gli effetti un Iniziato, goditi pure la galleria di immagini qui sotto. 

6 Comments

  • Diego Traversa ha detto:

    Tutto molto vero!
    E agguingo, se proprio vuoi torturati con un’alba a -6° la mattina di Natale alla ricerca di trote lacustri, c’è il vantaggio di dover puntare la sveglia alle 07.00 invece che alle 04.15 come faresti per cercare l’alba in Giugno..

    • franco vanni ha detto:

      C’è tanta saggezza nelle tue parole, Diego. E già che ci siamo, mettiamoci pure che puoi passare ore sull’acqua senza essere aggredito da zanzare e moscerini!

  • Pietro Invernizzi ha detto:

    … e che la sera si torna a casa dopo il tramonto in tempo per avere una vita sociale o per cenare con la fidanzata/moglie 🙂 #rocknrod

    • Diego Traversa ha detto:

      Eh già.. cuop de soire con i waders e Spritz in camicia entro le 18.30!
      Questo però lo puoi fare anche d’estate invertendo l’ordine degli eventi..

  • Federico ha detto:

    Condivido pienamente…soprattutto il punto 4 :):):)
    …e pensare che dal titolo avevo pensato “guarda che adesso quelli dell’Anonima mi svelano come non cappottare più qnd neanche il sottozero mi impedisce di essere sul fiume!! 😉
    Grandi!

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