Fishing Halloween. Storia di Pesca dell’Orrore (secondo episodio)

Alla fine il vecchio aveva ceduto.
Dal momento in cui gli aveva mostrato le foto che lo ritraevano in posa con quei pesci impressionanti non lo aveva più lasciato in pace. Erano le trote più grandi che avesse mai visto: tutte oltre un metro e trenta con becchi mostruosi che svelavano lunghi denti affilati e una livrea marmorizzata rosso fuoco che spiccava su un fondo nero pece. E quegli occhi gialli quasi felini dai quali non riusciva a distogliere lo sguardo.

Aveva dovuto giurare su quanto avesse di più caro di non parlarne a nessuno e per nessun motivo. Scoprire dove le avesse pescate invece fu più difficile ed esasperante con lunghi mesi di inutili richieste e suppliche. Fino alla sera in cui si erano fermati a prendere un aperitivo ed erano finiti a far chiusura del locale in cui erano entrati. Quella sera gli era costata cara: un’accetta piantata in mezzo alle tempie per tutta la giornata seguente in ufficio e un litigio furente con la fidanzata, ma adesso conosceva il luogo dove nuotavano quelle marmorate infernali. E questo non aveva prezzo. Mentre cercava di ricordare i dettagli della serata si sorprese a ricordare il vecchio incredibilmente lucido malgrado la quantità di liquori ingurgitati. Solo le “r” leggermente impastate tradivano il suo stato. E il fatto che gli avesse rivelato quell’informazione anche se dietro la promessa di non rivelarlo a nessuno.

Lui non ci aveva pensato un secondo e il sabato all’alba era sul fiume col suo socio di una vita a pesca. Si fidava ciecamente di lui e, se il vecchio l’avesse conosciuto, si sarebbe fidato anche lui. Ma ormai poco importava, adesso poteva fare come gli pareva.

Questo pensava mentre ammirava la gola stretta e coperta che somigliava più a un tunnel. Il fiume profondo sembrava sgorgare direttamente dalle viscere della terra. Iniziarono a pescare in quelle acque scure risalendo la valle. La canna del suo amico si piegò violenta sotto le poderose testate di qualcosa e dopo pochi minuti avevano davanti una marmorata rossa da settanta centimetri che li fissava. Erano ammirati e felici ma mentre la stava rilasciando, la grossa trota si girò di scatto e morse la mano al suo amico, strappandogli un pezzo di carne dal dito. Dopo qualche centinaio di metri fu il suo turno e tirò a riva una meraviglia da quasi novanta centimetri che, questa volta, provò a morderlo mentre cercava di slamarla.

Ormai non ragionavano più, presi dalla smania di raggiungere i pesci visti in foto.

Il suo amico andò avanti per lasciargli una buca promettente e poco dopo un rumore sordo di pietre che rotolano lo lasciò indifferente. In montagna succede di continuo del resto.

Quello che lo fece trasalire fu una voce bassa dietro le sue spalle.

“Ti avevo detto di non parlare a nessuno di questo posto”. Si girò di scatto e si trovò di fronte il vecchio che lo fissava.

Ripresosi un attimo dallo spavento si appoggiò al masso vicino. Il vecchio, immobile, lo fissava con la stessa espressione dura. Proprio quando stava per aprire finalmente la bocca, un tonfo lo fece voltare verso il fiume. Un tronco trascinato dalla corrente stava rotolando tra i salti d’acqua. Stava per girarsi di nuovo quando un particolare attirò la sua attenzione: intorno a quel tronco sembrava essersi scatenata una mangianza. Nella penombra seguì il tronco con lo sguardo finché non passò sul raschio davanti a lui. Quello che stava guardando era il corpo nudo del suo amico con la testa sfondata da una sassata e le trote che tanto avevano inseguito che gli strappavano lembi di carne a ogni morso.

Col terrore dipinto in volto tornò a guardare il vecchio che non si era mosso di un passo e lo sguardo sempre piantato nei suoi occhi.

Nella sinistra stringeva la canna del suo amico mentre sibilava di nuovo: “Ti avevo detto di non parlare a nessuno di questo posto. E tu avevi promesso”.

Non riuscì nemmeno a urlare prima che la pietra lo colpisse in testa facendolo crollare a terra come un burattino senza fili. Prima di scivolare in acqua dove le trote lo aspettavano.

 

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