Una giornata di spinning dalla barca a Mauritius

Le ore passano veloci tra un film zarro, una pennica, un film ancora più zarro e uno spuntino di dubbio gusto. Gli ultimi minuti di volo li passo con la faccia spalmata sul vetro come un cane randagio davanti alla vetrina di un macellaio, bava alla bocca e guaiti compresi. Lì sotto si intravede un sogno fatto di oceano, reef, pass e lagune tutte da pescare. Il fatto che ci stia andando in viaggio di nozze è un particolare del tutto irrilevante, quello lì sotto è il teatro di sicure epiche battaglie o cocenti delusioni. O tutto o niente, perché i sogni non contemplano le mezze misure, una volta svegli ci ricordiamo solo le situazioni strane, meravigliose o terrificanti, e nemmeno una ordinaria e noiosa. Il normale non viene nemmeno preso in considerazione.

Penisola di Le Morne a MauritiusAtterrati a Port Louis, invece del sole, ci accoglie una pioggia fitta che batte su un mare decisamente grosso, sul quale è parecchio sconsigliabile uscire in barca. Inganno i giorni che mi separano dall’appuntamento girovagando per l’isola, assaggiando cose buone e facendo bagni con moglie e figlia (becera banalizzazione di un viaggio meraviglioso il cui ricordo mi stampa un sorriso ebete sul viso).

Quando arrivo lo vedo già seduto nella sua barca in fondo al molo, a causa del mio elegante ritardo di venti minuti dovuto alla segnaletica stradale mauriziana. Ho trovato il contatto di Dominique Thévenau cercando in rete prima di partire, un paio di mail e ci riaggiorneremo una volta sull’isola. Salto in barca e conosco il mate che la governerà.

Si alza un vento fastidioso che però non impensierisce minimamente la mia guida: il est comme il faut. E se è come deve essere, andiamo.

Mentre scivoliamo silenziosi sulle acque calme della baia, Dominique passa in rassegna la mia attrezzatura: storce il naso davanti all’attrezzatura leggera che uso per pescare da riva, una Blue Romance STC Jerkbait 7’6” abbinata a un Biomaster 5000 bobinato con un 20 lb mentre sgrana gli occhi davanti alla Ocea BB Heavy Game 7’4” abbinata a un Biomaster SW 8000 bobinato a 65 lb: ça c’est parfait!

Mentre mi mostra dei nuovi nodi di giunzione e mi spiega la tecnica di pesca la barca rallenta, è il momento di ballare. Porto la canna dietro le spalle e carico un lancio che dovrebbe arrivare dritto dritto nella strike zone. Dovrebbe. In realtà quell’esca si schianta in acqua pochi metri davanti alla barca. Recupero veloce facendo lo gnorri e rilancio, con movimento più ampio. L’esca non è ancora dove dovrebbe essere ma va meglio di prima. Ancora pochi lanci e Dominique mi passa una delle sue canne: più lunga per fare più distanza e abbinata a uno Stella 8000 bobinato con un trecciato da 80 lb. Col passare dei minuti i lanci migliorano, fuori sorrido mentre dentro mi sgretolo per lo sforzo di pescare con un’attrezzatura così gravosa: vorrei tornare a riva e piangere sotto una palma, ma sarebbe davvero molto poco epico. Poco dopo arriva la tanto sperata botta: 3, 2, 1 e si slama in salto. Poco male, tanto è dietro casa e posso tornare quando voglio…

Aguglia mauriziana
Con un vago scorno riprendo a lanciare e proprio sul salto di profondità arriva l’attacco e questa volta voglio vedere cosa tira tanto dall’altro capo della lenza. Quando arriva sotto la barca non credo ai miei occhi: un’aguglia. Certo, di dimensioni godzilliane, ma pur sempre un’aguglia. Non per togliere niente a questo fiero combattente, ma speravo in qualcosa di più esotico. Intanto Dominique, di fianco a me si diverte come un pazzo a lanciare con la Blue Romance che Riossigenazione di un carangue bleuaveva ritenuto troppo leggera poco prima. Durante un recupero vedo con la coda dell’occhio un fulmine argento saltare a pelo d’acqua a una decina di metri dall’esca e un secondo dopo sento la botta sulle braccia. È un’altra aguglia ma rimango basito dalla rapidità dell’attacco e dalla resistenza furiosa, in grado di piegare canne potentissime e prendere filo a frizione bella serrata. Questa in particolare sarà poi la più grande, dall’altezza dei suoi 115 cm. In breve ne porto davanti all’obiettivo altre due o tre e si, mi sto divertendo come un matto.

La guida decide di cambiare spot e il mate dirige la prua verso la barriera corallina. La bellezza dei colori che ci circondano è indescrivibile mentre le grandi onde oceaniche si rompono a pochi metri da noi. A causa di un incaglio sulla canna pesa, cambio momentaneamente con quella leggera, scagliando un Waxwing a distanze siderali. Tra un colpetto di cimino e un altro arriva una bella testata e dopo pochi secondi ho tra le mani un carangidino argentato con le pinne gialle: una meraviglia. La zona è quella battuta dai carangidi e i lanci si fanno più febbrili. Un sacco di attacchi mancati mi fanno maledire qualunque cosa. Risolto l’incaglio torno alla canna potente, un lancio e questa volta la botta è molto più decisa. Le testate sono più furiose e la lenza esce dalla bobina più veloce. Ci siamo – mi dico – è lui. Qualche fuga che mi piega il polso e lo vedo tra i coralli, poco prima di trovarmi tra le mani le screziature del blu più elettrico che potessi immaginare. Il carangue bleu grugnisce mentre gli facciamo qualche foto prima di farlo tornare a nuotare sulJacopo con Carangide argentato ciglio dell’abisso. Non è un mostro, nemmeno della sua specie, perché diventa grande anche il doppio, ma mi mette in pace con tutto e tutti. Usciamo dalla pass per pescare alle spalle del reef e faccio in tempo a prendere ancora un’aguglia e godere dello spettacolo degli attacchi mancati a galla, delle sagome minacciose che seguono l’esca nel blu profondo e di una tartaruga di mare che nuota paciosa. Ma il tempo volge al termine e dopo un panino al volo, la prua punta di nuovo verso terra. E inizia il risveglio da un bel sogno, una normale, meravigliosa giornata di spinning dalla barca a Mauritius.

Nel caso foste di passaggio da Mauritius e voleste fare due lanci insieme a uno che ne sa, potete contattare Dominique Thévenau tramite il suo sito o sulla pagina FB.

Tramonto a Mauritius

2 Comments

  • Edoardo ha detto:

    Bella Jacopo, congratulazioni! Ad averlo saputo prima anche io avrei contattato Dominique nella mia vacanza a Mauritius. La mia esperienza è stata un po diversa, uscita a traina per nulla “costiera” e un abbuffata di tonni (pinna gialla) il più bello tra i 20 e i 25kg, peccato che le mie guide il pesce lo avrebbero venduto al mercato e l’aspetto sportivo della nostra passione non gli interessava gran ché…posto molto molto interessante Mauritius, bravo!!…ah dimenticavo…auguri!!

    • Jacopo Savoia ha detto:

      Ciao Edoardo, grazie per gli auguri! In effetti quasi tutte le guide erano più orientate alla traina d’altura che però, malgrado garantissime molte più chances, ho deliberatamente deciso di evitare per dedicarmi allo spinning. Immagino che con un’abuffata di tonni di buona dimensione ti sia divertito poco comunque… 😉

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