Luna di miele sul letto del fiume

Sicuramente meglio del porno di Belén, meglio di un video esclusivo di Ilona Staller che gioca con le amiche, è il “vostro sogno erotico”: una grossa marmorata che fa “all’amore”! Un pesce maestoso e bellissimo che frega sui sassi, attorno a lei, Regina di tutte le regine del torrente, la lotta per la vita: i maschi fanno a battaglia con scarti veloci nella corrente, le piccole trote cercano di avventarsi sulle uova deposte, intanto l’acqua limpidissima scorre e canta. Il ciclo della vita fa il suo corso e i pescatori stanno a guardare estasiati, aspettando che arrivi il loro momento per entrare in punta di piedi nella catena di prede e predatori…  in punta di piedi, perché l’apertura della stagione della trota andrebbe davvero vissuta in punta di piedi. trota marmorata in fregaSe guardiamo bene questo incredibile video si accende in noi l’istinto predatore che brama di catturare magnifici esemplari come questi, ma allo stesso tempo non possiamo non rimanere meravigliati ed intimiditi da tanta bellezza: sembra un peccato mortale intromettersi in quel mondo, pensare di poter toccare prima o poi quelle creature con le nostre mani, infrangere la superficie di cristallo che ci separa da loro…

Allora è bene aspettare che l’aria si scaldi, le montagne siano verdi ed i prati in fiore, prima di fare un passo dentro quel mondo: l’acqua. Il “piede asciutto” non dovremmo viverlo come un limite imposto dal regolamento, ma come un rito di passaggio da una stagione all’altra. Come una forma di rispetto per il nostro avversario che ci ha fatto il dono di riprodursi con tanto sforzo, a volte persino a costo della vita, vicino alle rive dove l’acqua è più bassa, dove è esposto alla vista dei predatori, dove lo sbalzo di livelli rischia di vanificare tutto. E’ davvero un momento delicato, “la mortalità post frega è un fenomeno abbastanza diffuso nei salmonidi a frega naturale, quindi anche per la trota marmorata. In genere la morte sopraggiunge in seguito a sforzo fisico (vero e proprio infarto), oppure per sopraggiunte infezioni secondarie su lesioni da sfregamento.” (Cit. Federico Ielli – ittiologo – tread 2009 – pescaok.it)
Una piena improvvisa può trasformarsi in catastrofe, “l’assenza di grandi quantità di trasporto solido è fondamentale per il buon esito della frega. L’acclimatazione è particolarmente difficile in fiumi con substrato argilloso, soggetti a frequenti episodi di piena, in tali condizioni le particelle di limo e fango possono coprire i letti di frega causando il soffocamento di uova e larve.” (Cit. ittiofauna.org). Ma non solo il limo, anche lo spostarsi delle rocce, l’insabbiamento, l’essere schiacciati o sollevati nella corrente, ogni eccessiva turbativa può trasformare la nascita in morte.

Queste immagini sono un invito ad unirci alla festa, a celebrare la Natura, rispettiamo la luna di miele, lontani dai greti da Ottobre a Febbraio, fuori dall’acqua fino alla Primavera.
“Il primo scuro di luna del mese di novembre e l’abbassamento della temperatura dell’acqua sono considerati dagli esperti, gli indicatori naturali che inducono i primi esemplari, anche di taglia ragguardevole, ad abbandonare le profondità del fiume per raggiungere gli abituali siti di frega.” (Cit. fiumeisonzo.com – 2009)
“La riproduzione si svolge da novembre e gennaio(…) Generalmente il periodo riproduttivo dura circa un mese, anche se in alcuni corsi d’acqua si svolge per pochi giorni. La frega risulta più intensa nelle prime ore del mattino nei giorni di luna nuova. I riproduttori risalgono fiumi e gli affluenti principali dei laghi per raggiungere le zone di frega. I maschi arrivano alcune settimane prima delle femmine. Le aree di deposizione situate in tratti poco profondi (60 – 80 cm), a substrato ghiaioso, con corrente di circa 0.4 – 0.5 m/s. La femmina scava una depressione poco profonda nel substrato e vi depone le uova. Dopo la fecondazione da parte del maschio, la madre ricopre la covata con la ghiaia del nido. Non esistono cure parentali. Ogni femmina depone in media 1. 700 – 2.800 uova per kg di peso, del diametro di circa 5 – 6 mm e dal colore aranciato o giallastro. Lo sviluppo embrionale richiede un periodo relativamente lungo a seconda della temperatura dell’acqua (circa 40 giorni a 10 °C). Gli avannotti restano sepolti nella ghiaia fino al riassorbimento del sacco vitellino.”(Cit. ittiofauna.org)

Presto saremo tutti finalmente invitati, ancora una volta, sulle sponde di fiumi e torrenti per la grande apertura della stagione della trota, si rinnoverà la sfida per catturare i pesci più belli, si rinnoverà la sfida per noi pescatori: insidiare i pesci cercando di proteggerli! Siamo chiamati a vincere questo paradosso per continuare a godere di meraviglie come quelle filmate in questo video.
Rock’n’Rod
trota marmorata in frega
Sulle sorti della nostra meravigliosa trota marmorata citiamo parole di Mario Narducci, presidente dello Spining Club Italia:
< Il problema è più politico che tecnico. A chi interessa la sorte di un pesce raro anche se biologicamente e sportivamente importante? A pochissimi!
Occorre allora lavorare per far crescere l’interesse per la specie fra i pescatori (leggi le società di pesca) con un’opera di conoscenza e educazione e di conseguenza far crescere questo interesse fra le istituzioni che gestiscono le acque. >
(Cit. freeforum – tread 2007)

p.s. RIngraziando il guardiapesca Vittorio Ramella e la  Società Valsesiana Pescatori Sportivi per la concessione del Video e per il suo impegno a tutela della Trota Marmorata riportiamo qui alcuni estratti sulla tutela ambientale in Valsesia dal sito SVPS: “Partiamo con una considerazione ovvia che però merita sempre di essere ricordata: la salute delle acque è condizione indispensabile per la sopravvivenza dei pesci e quindi della nostra stessa passione. Non ci resta che difenderla. La Società Valsesiana Pescatori Sportivi è impegnata su questo fronte per prevenire e contrastare iniziative e comportamenti che arrechino danno all’ambiente.
Esistono comportamenti individuali assolutamente censurabili come l’abbandonare rifiuti, contro i quali facciamo appello al buon senso di tutti, e iniziative dalle conseguenze ben più gravi che possono essere contrastate soltanto con l’intervento di amministratori locali illuminati e lungimiranti.
Sono ben noti i disastri che derivano da scarichi fognari non depurati e da sversamenti abusivi di sostanze inquinanti di origine industriale: più subdolo, ma altrettanto pericoloso è il rischio derivante dalla riduzione della portata di un corso d’acqua come conseguenza di eccessivi prelievi che in montagna vengono fatti principalmente a scopo idroelettrico. L’impoverimento artificiale della portata di un corso d’acqua e la conseguente minor turbolenza comportano inevitabilmente la riduzione della sua capacità di autodepurazione. (Un vecchio detto popolare dice. “Ad ogni onda l’acqua si monda”).
(…)La Società valsesiana pescatori sportivi si è opposta alla costruzione di nuove allevamento marmoratecentraline idroelettriche lungo il Sesia e i suoi affluenti, ritenendo già troppe quelle esistenti. Intende continuare la battaglia e chiederà alle Autorità competenti che i concessionari di ogni tipo di captazione siano obbligati ad installare sensori automatici che garantiscano il Deflusso Minimo Vitale fissato per legge. “

allevamento marmorateInoltre, non essendo purtroppo sufficiente la frega naturale, òa SVPS, come altre società di pesca, soprattutto del Nord Est, si è attivata per avere degli incubatoi a tutela della riproduzione: “nel 1997 è stata avviata e procede con successo, la riproduzione della trota marmorata. In allevamento disponiamo ormai di uno stock numericamente importante di riproduttori che vengono spremuti ottenendo così le uova dalle femmine ed il seme dai maschi.immissione avannotti marmorate La fecondazione delle uova è indotta artificialmente, le stesse vengono poi incubate fino alla schiusa che da vita agli avannotti. I pesciolini così ottenuti sono tenuti in incubatoio fino all’assorbimento del sacco vitellino, quindi a meno di una piccola percentuale che viene tenuta come quota di rimonta immessi nel fiume nei luoghi ritenuti più idonei. E’ importante che gli avannotti destinati al ripopolamento non vengano mai alimentati dall’uomo.” (cit. pagina web svps)

11 Comments

  • jacopo savoia ha detto:

    Quando esce col muso o spancia si vede quanto maestosa sia questa femmina… Questo video scalda il cuore di chi aspetta di poter tornare in montagna a sfiorare quei miracoli prima di vederli tornare dietro un sasso. Spettacolare!

  • pietro invernizzi ha detto:

    Speriamo questa specie sia sempre più tutelata ed il modo per far sì che ciò avvenga è informare quante più persone su cosa essa sia e su come, in generale, sono trattate le acque. Il mio è una amore incondizionato verso la trota Marmorata, ma è un dato oggettivo che è una specie a rischio e che si tratta di un grande patrimonio naturale per le nostre acque.
    Con questo post in particolare è importante ricordare a tutti, esperti “smemorati” e novizi della pesca, l’importanza di rispettare il piede asciutto! Giustamente si parla tanto di C&R, ma poi magari attraversando il fiume nel momento e nel posto sbagliato si fa una vera strage senza neppure accorgersene! Rock’n’Rod

  • Matteo ha detto:

    Senza parole, video veramente incredibile, la natura non finisce mai di soprendere!!! Complimenti all’SVPS per l’impegno, la costanza e i risultati ottenuti…Frequentando abitualmente le rive del Sesia devo dire che la gestione delle acque e della pesca sportiva è veramente efficiente, condita dalla presenza di persone disponibili, competenti e oltretutto simpatiche!!

  • Pettinacci malio ha detto:

    Complimenti a tutti per lo splendido risultato ottenuto frutto di una passione incredibile e di ore ed ore trascorse nel fiume !!

  • Tano ha detto:

    spettacolo puro!!!!

  • savio ha detto:

    Sarà ma io preferivo il video di Belen!!!! 🙂

  • Lino Sala ha detto:

    un solo aggettivo –grande darà senso alla pesca ,spero di vederli sull’adda almeno una volta nella vita

  • Angelo Longo ha detto:

    uno spettacolo, chiedo, a voi piu esperti, ma, in torrenti diciamo piu montani, meno pianeggianti, con buche profonde e correntoni, come si può, osservare un nido o una zona dove hanno fregato delle trote, se pure fario, io non riesco a trovarne in dalle mie parti

    • pietro invernizzi ha detto:

      io non sono un esperto, ma ti dirò che so dov’è stato girato quel video ed è piuttosto in alto in montagna, con correnti e buche… avendo visto i nidi anche in Adda, mi sembra che comunque depongano su areali di ghiaia o ciottoli con profondità bassa e leggera corrente; da qualche parte ci saranno pure o no? Altriementi lo faranno sul fondo delle buche, se lì c’è giusto fondale e giusta corrente… ma lascio la parola agli ittiologi, io ho letto solo un paio di libri e visto i nidi per bene solo quest’anno.

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