Intervista a Roberto Ripamonti

Giocatore di pallavolo, pilota prima dell’Aeronautica poi civile ma soprattutto grande pescatore. Dall’85 si dedica con successo al surf casting, al carpfishing e alle competizioni di lancio tecnico in cui raggiunge grandi traguardi come essere il primo italiano a lanciare  per la United Kingdom Surfcasting Federation (UKSF) e superare i 200 metri. Precursore e importatore di tecniche specifiche per la pesca alla carpa gira una videocassetta per la DeAgostini e scrive i primi due libri dedicati all’argomento: le basi per un carpfishing nostrano sono gettate e nasce Carp Fishing Italia. Fonda la rivista Pescare Carpfishing di cui ricopre la carica di direttore per sedici anni. Negli anni collabora e diventa testimonial di molte aziende come Gamakatsu, Fox International, Nutrabaits e Eagle e pubblica una lista impressionante di libri e dvd che trovate sul suo sito. Dal 2009 idea format di successo per l’emittente Sky come RR Fishing Adventures, Punto di Pesca, Pesca Mag, Emozione Carpfishing e Surfcasting Adventures. Nel 2010 chiude Pescare Carpfishing e rompe i rapporti con Olimpia. Nel 2011 apre, con tutti i vecchi collaboratori di Pescare Carpfishing, carponline.it che nel giro di pochi mesi diventa la testata specialistica più letta in Italia.

Da quanto peschi?
Pesco dal 1966, i primi pesci li ho presi in Po con mio nonno quindi nel Garda, poi in un milione di altri posti da Nord a Sud dell’Italia e tanti altri all’estero.

Che tecniche pratichi, in genere dove e rivolte a che pesce?
Pratico molte tecniche con continuità, esclusa la pesca al colpo.

Qual è la tua tecnica preferita e perché?
Surfcasting per la sua completezza. Carpfishing per la condivisione del momento di pesca con gli amici. Spinning in mare per la potenza e la spettacolarità.

Quanto tempo riesci a dedicare alla pesca?
Dedico alla pesca molte giornate al mese. Abitando vicino al mare posso scegliere tra tante tecniche dalla spiaggia o dalla barca. Poi faccio almeno 3 settimane di carpfishing.

Cos’è per te la pesca?
La pesca è una passione che si è trasformata in un’attività semi professionistica da cui ricevo enormi soddisfazioni ed un abbraccio stupendo da molte migliaia di appassionati che mi seguono con grande affetto.

Ti ricordi il primo pesce che hai preso?
Il primo pesce è stato un’alborella del Garda a Peschiera.

Quali sono i tuoi record attuali?
I miei record attuali coprono gran parte delle prede di mare ed acqua dolce. Diciamo che i più fragorosi sono un lemon shark preso da terra stimato 140-150 kg (stimato perché rilasciato), una leccia amia da 29 kg, un tonno rosso da 135 kg, una carpa da 26 kg, un siluro da 2.14 mt, un luccio da 9 kg, un lucioperca da 8 kg e una spigola a 8,4 kg. Poi tanti altri, inclusa un’iridea selvatica da a 5,5 kg.

Cosa ne pensi della gestione delle acque in cui peschi?
Le acque in cui pesco semplicemente non sono gestite, sono libere e pertanto massacrate.

Catch&Release si o no? (Su quali specie e per quali motivi)
Catch and release integrale per tutte le specie. Non amo portare morti a casa fatta eccezione per qualche pesce di mare che mi serve per una cena, ma con molti limiti.

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