Operazione “Overlord” – Apertura Trota sul Sesia

Dove il prossimo lancio ?

Un weekend perfetto in ogni dettaglio.
Sabato mattina partiamo da Milano io e Francis, prima però, alle 9.00, shopping sfrenato per colmare le cassette degli artificiali con una gamma di colori che neanche la scatola delle matite Caran d’Ache di quando eravamo alle elementari, scegliere le migliori girelline con moschettone griffato, fare fluoro a bobine traboccanti, affilare i chiodini e pettinare i feltri dei nostri stivali ultima generazione… non ci siamo fatti mancare nulla, persino occhiali polarizzati che farebbero bella figura sulla Croisette a Cannes!
Poi via, in linea con la pianificazione concordata il venerdì, verso Varallo Sesia, destinazione SVPS.
Il primo ponte sul Sesia, a Romagnano, offre uno spettacolo desolante: il fiume ridotto ad un ruscello tra le sassaie in secca! Certo non piove da parecchio ma il livello così basso è tutta colpa dell’eccessivo prelievo idrico.
Alle 11.30 siamo alla SVPS e, mentre facciamo gli stagionali, chiacchieriamo a lungo con il mitico presidente Arturo Pogno e il grandissimo “ilSavio”. Il presidente ci racconta dei tempi d’oro di quando parlava con i temoli e pescava con il crine di cavallo, come sempre è un piacere ed un onore ascoltarlo. Invece “ilSavio”, che probabilmente conoscete da altri blog e forum, accenna tra un sorriso e l’altro alle sue catture mitologiche con una modestia ammirabile. Noi siamo molto contenti di conoscere di persona questo giovane ed espertissimo consigliere SVPS, speriamo presto di fare delle uscite con lui e “rubargli” dei segreti!
Alle 12.30 gambe sotto il tavolo alla solita trattoria di Valmaggia e alle 13.30 è già scouting, un venticello rinfresca appena una temperatura quasi estiva sotto il “solleone” di Febbraio!

Pietro scouting
Partiamo dalla diga di Doccio, lì entra un grosso canale e l’acqua si ferma in un profondo bacino, per cui lo spot ci piace, inoltre è l’unico tratto con profondità dopo diversi chilometri di fiume, immaginiamo si siano concentrate lì le nostre amiche pinnute, che però non vediamo. Dopo Doccio andiamo a vedere Roccapietra, in prossimità di una nota pozza. Anche qui i livelli sono molto più bassi del consueto, ma c’è comunque profondità e un filo di corrente. Dall’alto, nell’acqua limpidissima vediamo una, poi due, tre… dieci o più belle trote. Tra i 25 e i 45cm. Da come si muovono nel fiume capiamo che sono iridee, probabilmente “scivolate” qui dalla riserva più a monte.
Lo scout procede risalendo il fiume: Diga di Varallo, dove entra il Mastallone (il nostro “parco giochi“), acqua bassissima. Poi Vocca dove l’acqua è più veloce e ricca, poi Isola che stranamente non ci da buone vibrazioni, poi ancora più su: Balmuccia, Scopa, Pila, fino a Campertogno dove decidiamo di aver visto abbastanza. Non abbiamo visto pesci, ma da Vocca in su il fiume, anche se basso, ha livelli d’acqua sufficienti allo spinning, unica tecnica da noi prevista per la battuta del giorno dopo.  Anche gli affluenti, Sermenza e Mastallone, non sembrano troppo asciutti, qui qualche piccola fario più audace si fa vedere facilmente.

Vista da Varallo
18.30 siamo sui letti nella nostra bella stanza al Bangher di Varallo… il letto è invaso da artificiali e noi, tutti compiaciuti, li assortiamo nelle scatole e scatolette mentre discutiamo la strategia migliore per l’operazione Overlord. Le condizioni di poca acqua gelida+sole a picco+vento ci spingono a scegliere di iniziare a Roccapietra, in pesca alle 06.30 per essere i primi a lanciare su quelle trote viste… sperare in una grassa iridea non è molto nobile come intento, ma ci sembra quello che offre più chance. Poi trasferimenti veloci in auto da un hot spot all’altro fino a pranzo, dopo pranzo: affrontare come dei veri duri la gola “innominabile” fino a sera!
La carica per l’alba dell’apertura è indicibile! Ci crediamo come degli integralisti fanatici, il cappotto sembra troppo ingiusto per noi, gli dei della pesca sono con noi!
Per stemperare la tensione ed ingraziarci gli dei andiamo a mangiare in Varallo Down Town, vediamo Milan-Juve circondati dal baccano di due feste di compleanno di giovani griffati, masticando panini de-surgelati con bistecche di prosciutto dentro…  Il conto almeno è decisamente conveniente! Celebriamo con grappini al bar e con grappini al club degli harleyisti… Poi l’euforia si impossessa di noi grazie a ritmi disco-sudamericani ascoltati alla radio, decidiamo che è cosa saggia andare alla Discoteca Igloo che è proprio a Vocca, vicino al fiume… ma la troviamo chiusa! Ringrazio gli dei per questo. A nanna!
Dormo male come tutte le ultime tre notti… sono agitato come un bambino prima di Natale o una secchiona prima dell’esame.
5.40 scattiamo in piedi! Ma com’è che tutta settimana si fa una fatica brutale ad alzarsi alle 8.00 e per pescare si salta fuori dal letto alle 5.40?


Alle 6.15 al rendez vous di Roccapietra c’è anche Matteo, aficionado dell’Anonima,
6.30… taaac, primi lanci con le prime luci. Al terzo lancio, proprio sotto i miei piedi si materializza una bella bestiona tra i 50 e i 60 che manca l’attacco ad un martin 15gr. Brivido! Lancio e lancio, poco più a valle i miei compagni. La luce aumenta velocemente e poco dopo rivedo la creatura, la vedo bene, nuota di qua e di là nella pozza, è un’iridea sui 55cm. Per taglia e per comportamento direi che è stata immessa da poco in qualche costosa riserva a monte. Per beneficio dei miei rimorsi mi convinco fosse lei la trota del terzo lancio e così non mi rammarico troppo di averla mancata.
Lasciamo lo spot  e con lui un pescatore a fondo. Peschiamo a Doccio: bellissimo ma nessun brivido. Vocca è anche più bello, ma prima e dopo di noi ci sono pescatori… troppo affollato e anche molto limpido, sembra un acquario. Nessun segnale di attenzione per le nostre esche. Sempre più tentati da trote “facili” andiamo a Varallo al parco giochi… pochissima acqua e nessun segnale. Sono solo le 11.30 e decidiamo il colpo di scena: Sermenza! Qui vedremo alcune piccole fario, io per l’occasione pesco molto leggero: 0.14 ed esche piccoline… niente abboccate. L’epilogo della mattina è un meraviglioso pic-nic sul prato al sole in maglietta!
Matteo ci saluta. Finirà la sua giornata di pesca a Isola senza catture.
Noi iniziamo l’avventura della “gola innominabile”.

gola SesiaCi inerpichiamo lungo il sentiero e ad ogni passo dentro il bosco cresce l’aspettativa e la carica alieutica!
La gola è meravigliosa. Un susseguirsi di pozze scavate nella roccia, nessuna traccia dell’uomo per un paio di chilometri. Ai lati solo pareti ripide di montagna ed in alto un lembo di cielo dove volteggiano spesso le silhouette dei falchi. Pescarci è “un po’ impegnativo” oltre alla fatica fisica si rischiano cadute molto brutte, se poi è ancora innevato, come di fatto lo era… beh, è bello essere tutti interi a fine giornata. Anzi, visto che siamo ancora tutti e due interi, è molto divertente ricordarsi delle scivolate improbabili che abbiamo inscenato, tra neve, rocce lisce e foglie… un circo! Peschiamo bene comunque, alterniamo spesso le esche, lanci a monte e a valle, radenti il fondo e qualcuno a mezz’acqua. In trattenuta, in verticale e recuperi classici… il posto è da favola, ma neanche un pesce.  Siamo convinti sia un problema di meteo e cominciamo a riporre tutta la fiducia nel tramonto mentre “cautamente” avanziamo rischiando la vita nella gola. Al tramonto dobbiamo comunque esserne fuori per vivere!


E così alle 18.15 facciamo gli ultimi lanci sull’ultima pittoresca pozza, la gola è proprio alle nostre spalle ormai, la luce cala di minuto in minuto e sfuma i contorni di tutto quello che ci circonda e i profili delle montagne diventano neri sul cielo viola scuro. Dopo una giornata in cui non c’è stata attività, credo massimamente in questo cambio di luce serale. Lancio in testa alla pozza un martin 15gr argento corpo giallo, il classico. Aspetto che affondi e recupero alla velocità minima per far girare la paletta. Lancio dopo lancio sempre così.  Francis accanto a me prova con un altro classico, un mepps 3, che forse fa anche più vibrazioni, sceglie un colore scuro, non farà colpi di luce come l’argento ma forse è più visibile al buio, almeno secondo alcune teorie.

Una botta secca e una trazione decisa, dopo tanta attesa e tanta astinenza da pesci in canna mi danno un colpo al cuore. Faccio qualche giro di manovella prima di dire “c’è!” Mi sorprendo di me stesso ma sono emozionatissimo e ci tengo moltissimo a portarla a riva anche se chiaramente la taglia non è grandissima… Pesco pesante, una 240H, un mulo 3000 con 0.22, quindi il recupero dura ben poco. La slamo nell’acqua ferma accostandola al centimetro e la sollevo il tempo di una foto. La trota è bellissima, 39 cm di fario, magra, pancia gialla, pallini neri, schiena nere e pinne nere come la notte! Mi ha dato tantissima gioia, la ringrazio e la guardo nuotare verso il fondo del fiume.

L’unica cattura della giornata, una bellissima Fario di 39 cm

Ultimi 5 lanci e ce ne andiamo, non senza cadere ancora un paio di volte salendo la riva, ma questa volta ad allietarci ci sono anche i rovi…
E’ stato un weekend di pesca eccezionale!

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