A big perch … un persicazzo !

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Sabato il piano era chiaro nella mia mente: sveglia alle 9.00, aggredire Spino, aggredire un pranzo in trattoria e poi spaccare tutto a Rivolta. L’obiettivo? Sempre il solito: The Big Marmo!

Ma i piani sono fatti per essere cambiati… così ero in pesca a Spino alle 10.40 dopo laute colazioni e un simpatico viaggio in macchina che, come novello Ulisse, mi ha visto sfrecciare accanto a sirene avvenenti dell’Est che, noncuranti del freddo, esercitavano stoicamente il meretricio in piumino e leggins finta pelle alle rotonde della Paullese.
Io invece avevo tanti di quei vestiti addosso che durante la giornata sudavo qua e là… nonostante la temperatura fosse abbastanza fresca… così freschina che ogni tre lanci devo togliere il ghiaccio dagli anelli!
L’Adda era meraviglioso, suoni ovattati e neve immacolata dappertutto!

C’era pochissima acqua. Monto Hokkaido, shimano aernos 4000 con nylon 0.25 (la treccia si rompe sotto zero)…
Ho iniziato a battere il tratto basso con le solite swimbait, poi un po’ a rapala variando i colori. Nessun risultato.
Alle 13.30 scelgo di continuare a Spino… salto il pranzo perchè non voglio perdere le ore migliori.
Mi dispiace non andare a Rivolta perchè avevo delle good vibes marmorate per quello spot, ma è talmente bello starsene tra la neve e il silenzio che non ho nessuna voglia di salire in macchina.

Risalgo oltre il ponte, mi affaccio sulla lanca “Luccio no-kill”, faccio qualche lancio con lo spinner bait. Nessun risultato.

Alle 14.30 smetto di pescare perchè decido di fare scouting e risalire oltre il tratto proibito (Zona protezione Temolo e Marmorate)… cammino nella neve molto a lungo, alla mia sinistra il fiume è bellissimo, decisamente in conformazione “salmonidi”! Purtroppo però ogni 10 metri trovo cartelli di divieto temporaneo fino all’ultima domenica di febbraio. Continuo la mia passeggiata, i cartelli diventano “Divieto permamente di pesca” fino al raggiungimento di una piccola diga. Un posto molto affascinante per sognare big fishes… la mia spedizione si ferma qui. Alla sinistra ho una diga da cui parte un grosso canale che toglie moltissima acqua all’Adda. Pescare è proibito. Torno sui miei passi. Comincio ad avere sete, nella fiaschetta ho solo “Slivovjiza”, grappa serba, il che non aiuta… così a intervalli regolari, con molta soddisfazione, mangio la neve!

Nel punto più bello del fiume (tratto proibito) incontro uno spinner-man bracconiere… lo redarguisco facendogli notare che è proibito… finge di essere sorpreso, si ferma, appena faccio 10 passi continua a pescare… maledetto bracconiere di marmo! Lo guardo e fingo di chiamare qualcuno al telefono… mi vede e se ne va. Speriamo gli dei del fiume mi siano riconoscenti!

Alle 16,30 inizia il mio accanimento a Marmo giusto a valle del proibito… uso swimbait e, soprattutto, “sparini”… Gli sparini sono delle esche siliconiche a forma di pesciolino di piccole dimensioni, colore grigio e molto pesanti! Da qui il nome che gli abbiamo dato io e Jacopo, infatti le puoi “sparare” a 50/60 metri senza troppa fatica. Recupero a saltelli alzando e abbassando la canna, ottimi anche in forte corrente, così come manovrati in acqua ferma. (Li autocostruisce un amico serbo, Sasha).
Nessun risultato fino alle 17.00 circa, quando ho un’emozione da arresto cardiaco…

Sto recuperando lo sparino da valle verso di me lungo una massicciata, l’acqua è profonda almeno un paio di metri tra i grossi sassi… seguo con lo sguardo il mio nylon tagliare l’acqua e, proprio quando mi aspetto di vedere l’esca, intravedo una grossa ombra nera muoversi intorno alla lenza … non ne ero sicuro, ma sembrava un lampo in cui una grossa sagoma di pesce avesse seguito e rifiutato l’esca… la grossa marmo, penso…
Lancio ancora nelle vicinanze… e vedo una torsione di una grande ombra nera nell’acqua, ma soprattutto vedo bene, benissimo, una grande coda… se quella coda è di marmo, la marmo è di quelle da sogno… due istanti prima dell’infarto riconosco essere una grossa carpa, un istante dopo vedo diverse altre ciccio-carpe sgrufolare davanti ai miei piedi… va beh…
Continuo la mia caccia scendendo piano lungo l’argine, sognando una birra, o almeno dell’acqua…

Alle 17.30 sono sotto il ponte, il tramonto è in atto… Sto per andare alla macchina, sono stanco e affamato e non ci credo più tanto.
Poi però mi rendo conto che con l’acqua così bassa guadare il fiume fino al pilone centrale è uno scherzo e lì non ho mai potuto pescare… è un punto molto profondo, di acqua molto lenta…
Mi faccio forza, tanto sono gli ultimi minuti e torno a crederci! Guado e sono lì sul greto, in mezzo al punto più largo dell’Adda, dietro un pilone tra la neve… davanti l’acqua più scura e lenta.
Due o tre lanci con lo “sparino” a sondare le profondità… sognando la marmo gigante o il grosso luccio…

Al quarto lancio uno strano bloccarsi ed appesantirsi della lenza… per qualche secondo non sembra un pesce, poi dei tironi lenti ma di buona potenza… sono incredulo… la frizione è chiusa sul carico di rottura del 0.25, quindi non parte, così recupero lentamente ma inesorabilmente… vedo il pancione bianco e penso ad un grosso bass… poi si avvicina e sono molto contento perchè sono certo che sia un Luccio-Perca… il primo perca della mia vita!
… NO!  Lo trascino veloce sulla neve: è un persico reale molto grosso e grasso…
Di persici reali ne ho pescati moltissimi al lago d’Orta dove sono comuni, anche uno di otto etti, ma non lo avevo mai visto di queste dimensioni… sembra un altro pesce, un pesce di mare… le pinne sulla pancia sono grandi e arancioni e le tiene molto aperte, come un ghiozzo o una gallinella,  le striature sono molto più definite.

Era allamato benissimo, con un amo solo sul labbro inferiore… misuro la lunghezza sulla neve: 44,5cm, scatto una foto pietosa… poi lo peso con il boga: 2,1 kg!
Cerco di farmi una foto da solo… ma il risultato scarso lo potete vedere… è un vero peccato! Ad essere in due sarebbe venuta una foto eccezionale, come quella del Bass che presi all’Idroscalo. Anche perchè le misure e la forma sono simili. La cosa più bella, che non sono riuscito a fotografare perchè sarebbe servita una “terza mano” per aprirla, era l’imponente pinna dorsale punteggiata di spine!

Comunque… sono le 17.45 quando, dopo aver esitato un attimo nella tentazione di mangiarmelo a cena, lo tengo per la coda nell’acqua.
Non era il pesce che cercavo, non è stata una lotta spettacolare, ma è stato un eccezionale regalo della giornata. Un record, tra l’altro notevole, piovuto dal cielo!
Lo guardo un’ultima volta: è un re della sua specie… apro la mano mentre scoda via verso il fondo del fiume.

Ultimi 3 lanci per cercare i suoi fratelli o i giga-predatori che gli staranno attorno… a buio quasi fatto risalgo l’argine. Birra e via verso casa…
SEE
YOU
SPOON

ROCK’N'ROD
P.

4 Comments

  • sjacopo scrive:

    Altro grande risultato raggiunto.
    Complimenti rinnovati anche qui.

    Peccato per le foto, a essere in due sarebbero venute delle foto da paura, ma a quanto pare, ogni volta che andiamo a pesca da soli tendiamo a polverizzare record su record. Questo dovrebbe darci da pensare… Forse sono gli dei che premiano lo spirito di sacrificio, forse da soli raggiungiamo più facilmente il Nirvana alieutico con inevitabili risultati, forse non passiamo il tempo a “dire le scemenze anzichè pescare” (ormai celebre rimbrotto dell’imbarcadera di Viverone).
    Mah chi lo sa…

  • Grandissimo! Ottimo L’aernos della Shimano… è da un po’ il mio fido compagno! ;)
    Fish’n roll!!

    • pietroinvernizzi scrive:

      Hai ragione Filippo, come qualità prezzo è davvero un buon acquisto. Io uso il 4000 per diverse pesche, una bobina con 0.25 e l’altra con trecciato 30lb per pesche un po’ più pesanti.

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